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«Sono stati fatti molti passi avanti sui diritti delle donne e sulla parità di genere. Ma, per quanto se ne parli, siamo sempre la categoria più sacrificata». Giulia Cuter è autrice insieme a Giulia Perona di Senza Rossetto, il podcast lanciato del 2016 per parlare di equità e del ruolo femminile nella società. «In Italia e nel mondo il lockdown ha inflitto un grande colpo alle donne». Domani, martedì 13 ottobre, saranno entrambe ospiti di illimitHER in live streaming dalle 18 anche sul canale Facebook di StartupItalia . Oltre a parlare del progetto editoriale che le ha portate a raggiungere importanti traguardi (nel 2018 Rolling Stone ha definito Senza Rossetto il miglior podcast femminista), sarà anche occasione per discutere de Le ragazze stanno bene, il primo libro delle due Giulie scritto per parlare di donne e ripensare a un nuovo femminismo.

Illustrazione IG

Senza Rossetto: tutto partì nel 1946

Alla base del podcast di Giulia Cuter e Giulia Perona c’è un aneddoto storico che trasmette più di ogni altra cosa la condizione di subalternità vissuta dalle donne nel secondo dopoguerra. Il 2 giugno 1946 non è soltanto il giorno in cui gli italiani scelsero la repubblica e votarono i rappresentanti dell’Assemblea Costituente: fu anche il primo appuntamento elettorale in cui tutte le donne poterono esprimere il proprio voto. Traguardo storico agli occhi di tutti. «Però a tutte fu suggerito di andare ai seggi struccate – ha ricordato Giulia – e soprattutto senza rossetto per evitare di macchiare la scheda e annullare così il voto».

 

 

Senza Rossetto è stato lanciato, non a caso, il 2 giugno del 2016 in occasione del settantesimo anniversario del primo voto delle donne in Italia. «Con Giulia ci siamo conosciute alla scuola Holden di Torino – ci ha raccontato – Io ho studiato storia, lei lettere e abbiamo voluto lanciarci in questo progetto perché siamo convinte del nostro approccio: mettiamo in discussione l’idea che non abbia più senso parlare di femminismo». All’interno di ogni puntata del podcast Senza Rossetto c’è spazio anche per una rubrica letteraria in cui un’autrice legge un brano inedito. E sempre di parole abbiamo parlato con Giulia Cuter, chiedendole se l’equità di genere passi anche da un nuovo linguaggio.

Quote IG

Le parole sono importanti

«Credo che sia giusto lavorarci – ha risposto – magari per alcuni ci sono cose più urgenti, ma resto convinta che sia un buon punto di partenza tutt’altro che irrilevante. Scegliere di usare parole come “sindaca” o “architetta” significa plasmare il mondo in cui viviamo». Quello del 2020 è stato stravolto dalla pandemia e dagli effetti economici e non solo del lockdown. «Ho letto di recente un report che segnala l’impatto per bambine e ragazze: nel mondo l’emergenza ha ridotto l’accesso all’istruzione per moltissime di loro». Ecco perché è necessario parlarne.