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ASviS, imprese e finanza chiedono al Governo “più sostenibilità”

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ASviS, imprese e finanza chiedono al Governo “più sostenibilità”

In corso a Milano la conferenza “Le imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere”

In corso a Milano la conferenza “Le imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere”

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Le imprese e il mondo della finanza, riunite sotto il vessillo dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), chiedono al Governo di imprimere una decisa accelerazione sulla transizione dell’Italia alla sostenibilità, con l’avvio di un tavolo di lavoro presso la Presidenza del Consiglio. Il “day after” delle elezioni europee, che hanno visto i Verdi avanzare in quasi tutto il Vecchio Continente a eccezione dell’Italia, è comunque verde per il nostro Paese, che non vuole restare indietro su di un tema tanto cruciale per l’ambiente e per l’economia.

 

 

La Carta della sostenibilità

È la prima volta che le imprese italiane si sono raccolte attorno a un documento simile, presentato dalle dieci associazioni imprenditoriali più rappresentative del Paese in un’aula gremita durante la conferenza «Le imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere», tutt’ora in corso (subito sopra è possibile seguire la diretta). Il documento, oltre a rinnovare gli impegni assunti con la sottoscrizione, nel 2017, del «Patto di Milano».

Che cosa chiedono le imprese

Il mondo dell’imprenditoria, dopo aver registrato l’indifferenza del legislatore italiano sul piano europeo nell’ambito green, chiede di “creare un contesto idoneo allo sviluppo sostenibile, accelerare il decoupling tra crescita economica e pressione ambientale, affrontare la dimensione sociale della transizione ecologica del sistema produttivo, favorire lo sviluppo dei territori e la loro resilienza e promuovere un modello economico orientato allo sviluppo sostenibile”.

 

Leggi anche: All’Italia interessa il clima? Il governo non firma per azzerare le emissioni entro il 2050

 

Tra i punti della Carta sottoscritta da Alleanza delle Cooperative, Confagricoltura, Confartigianato, Cia, Cna, Confcommercio, Confindustria, Febaf, Unioncamere e Utilitalia c’è l’affermazione della necessità di accelerare con la transizione verso un modello di economia circolare e sostenibile trasformando i rischi in opportunità, definendo scenari di resilienza in un orizzonte di lungo periodo. Inoltre, si prevede lo sviluppo di una strategia complessiva per le politiche volte a conseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030, sollecitando uno sforzo collettivo e di sistema in grado di coinvolgere tutti i livelli amministrativi e di governo all’interno di una programmazione strategica condivisa, che valorizzi e coinvolga il territorio.

“Secondo una recente indagine di Eumetra – afferma il mondo delle aziende – il 72% delle persone ritiene che le imprese dovrebbero occuparsi seriamente di sostenibilità e il 67% ritiene giusto che le imprese, di qualsiasi dimensione (ma soprattutto le grandi), tengano conto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile anche se ciò dovesse significare un aumento dei prezzi dei prodotti o dei servizi. Tuttavia, permane un bel po’ di scetticismo: infatti, il 48% degli italiani pensa che le imprese si occupino di sviluppo sostenibile perché hanno qualcosa da farsi perdonare, mentre il 38% ritiene che occuparsi di sostenibilità sia nell’interesse dell’impresa stessa”.

Che cos’è l’ASviS

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarli allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’Alleanza riunisce attualmente oltre 200 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile. Qui è possibile vedere l‘elenco degli aderenti.