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Wimonitor, la startup che monitora la casa e aiuta gli anziani

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Wimonitor, la startup che monitora la casa e aiuta gli anziani

Ha messo a punto due sistemi realizzati nell’ambito del Programma operativo FESR 2014 – 2020 della Provincia autonoma di Trento: uno per l monitoraggio delle strutture private o protette, l’altro per lo stato dei letti all’interno di una struttura di assistenza o di un ospedale

Ha messo a punto due sistemi realizzati nell’ambito del Programma operativo FESR 2014 – 2020 della Provincia autonoma di Trento: uno per l monitoraggio delle strutture private o protette, l’altro per lo stato dei letti all’interno di una struttura di assistenza o di un ospedale

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Un sistema di domotica che permette di monitorare costantemente un ambiente domestico fornendo informazioni sulle attività che svolge la persona anziana. O colui che soffre di una qualche patologia, che lo abita. Si chiama Wimonitor e la sua principale funzione è quella di segnalare tempestivamente anomalie, qualora si verificassero, come una caduta, una chiamata di soccorso, l’abbandono del letto o la fuga dall’appartamento. In questo modo, il familiare o il caregiver che si prende cura della persona in difficoltà può avvisare tempestivamente i soccorsi. Con questo obiettivo, la startup innovativa ha messo a punto due sistemi: WiMBeds e WiMHome, realizzati nell’ambito del Programma operativo FESR 2014 – 2020 della Provincia autonoma di Trento.

WiMHome, a cosa serve e come funziona     

WimHome, tramite l’impiego di piccoli sensori ambientali e grazie alla tecnologia wireless, avvisa tempestivamente parenti o tutori della persona monitorata qualora questa incorresse in spiacevoli evenienze come la presenza di fumo nell’abitazione, un allagamento, una caduta, una chiamata di soccorso, l’abbandono del letto o dell’abitazione stessa. La presenza di sensori ambientali, posizionati all’interno di strutture private o protette, minimizza l’invasività dell’installazione e riesce a distinguere i profili regolari da quelli irregolari. “Questo avviene grazie al sistema wireless che trasmette all’app i dati sulla presenza/assenza della persona e dove questa si trova in un preciso momento”, spiega Agostino Losardo, cofounder della startup, ingegnere informatico, addetto allo sviluppo software e tecnico commerciale in WiMonitor.

Il parente o tutore del soggetto monitorato viene avvisato di eventuali anomalie comportamentali tramite chiamata telefonica o SMS, secondo la modalità preferita. Dall’applicazione web è anche possibile avere accesso al monitoraggio continuo e ai dettagli di tutti gli eventi che si verificano nel corso della giornata. “Si possono collegare all’app anche più utenti in uno stesso momento”, precisa il cofounder.

“Il costo di questo sistema varia sia in base al tipo di abitazione che alle funzioni che si vogliono attivare e al tipo di monitoraggio che si desidera. In genere, per una piccola abitazione WiMonitor costa sui 2.000 euro. Prezzo che si riduce se non si desidera attivare tutte le funzioni possibili”, spiega Losardo.

WimBeds, il sistema per strutture assistenziali

Il sistema WiMBeds consente invece il monitoraggio continuo dello stato dei letti all’interno di una struttura di assistenza o di un ospedale. È disponibile un’interfaccia web di controllo che permette l’accesso sia alle informazioni di stato sia a quelle di storico e consente di personalizzare le diverse funzionalità disponibili. Tra queste, ad esempio, il tipo di allarme (abbandono o mancato rientro, con relativo tempo di tolleranza) e la fascia oraria di abilitazione.

“Il sistema segnala tempestivamente ai gestori della struttura un eventuale abbandono del letto anche via telefono (con cordless interno) e, se richiesto, tramite segnalazione ottica o acustica”, spiega Losardo.

Privacy garantita

Il sistema è composto da un kit per singolo letto e da un’infrastruttura (non invasiva) di gestione e controllo che abilita l’accesso a tutte le funzionalità dell’applicativo.

In tutto questo, però, sorge spontanea la domanda: “Ma la privacy?” Sul tema, Losardo rassicura: “I dati raccolti da WiMonitor sono di tipo ambientale, ovvero rivelano lo stato di un oggetto e il passaggio da un oggetto ad un altro. Non riguardano la sfera personale. Inoltre sono anonimi”.

Il team e la nascita dell’azienda

“WiMonitor è personalizzabile, a seconda di una eventuale patologia da cui è affetta la persona che viene monitorata” precisa il cofounder. “Per esempio, abbiamo pensato ad una versione parlante per non vedenti che, quindi, comunicano a voce con l’app”.

In Wimonitor lavora un team di quattro giovani professionisti. Oltre a Losardo, fanno parte della squadra: Ferdinando Grossi, cofounder e ingegnere elettronico che si occupa dello sviluppo hardware e firmware; Gianmaria Cristini, tecnico ortopedico che intrattiene rapporti con le strutture assistenziali; Giovanni Paolo Rao, dottore commercialista che gestisce la contabilità della startup. “Io e Ferdinando ci siamo conosciuti durante il percorso di dottorato all’Università di Parma” spiega Agostino. “Lì conducevamo progetti sul monitoraggio di persone anziane con sistemi di domotica. Dopo circa dieci anni di ricerche, la nostra idea ha preso forma concreta e, dal 2017, siamo una startup innovativa”.

Un mercato nuovo in Italia

Dopo la vittoria, lo scorso anno, della quarta call di GetiIt!, l’iniziativa promossa da Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore in partnership con Cariplo Factory, la startup ha portato avanti un percorso di incubazione che ha aiutato il team soprattutto nella struttura del proprio business plan. “Il nostro prodotto approda in un mercato relativamente nuovo in Italia. Di fatto, i nostri principali competitors sono inglesi o americani” conclude Losardo. “In futuro vorremmo riuscire a coprire un target sempre maggiore”.

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