Mobile | Il futuro dello shopping è su app. Le sceglie un utente su due - Startupitalia

Ultimo aggiornamento il 29 marzo 2018 alle 11:58

Mobile | Il futuro dello shopping è su app. Le sceglie un utente su due

Dal report 2017 di Criteo emerge che i consumatori In-App sono i veri protagonisti.

Più del 50% delle transazioni avviene su app, da dispositivo mobile. E’ il Global Commerce Review presentata da Criteo – azienda francese di “retargeting” personalizzato – ad indicarlo: i retailer europei che hanno una shopping app oggi generano il 54% delle loro vendite da mobile. La ricerca, condotta in 80 Paesi nel quarto trimestre 2017, ha analizzato i dati individuali di navigazione e acquisti di oltre 5.000 retailer.

Sono due i filoni di tendenza che emergono dal report: da una parte, una crescente dipendenza dalle app tra gli acquirenti, dall’altra una visione mobile-first che impatta, e spesso definisce, le strategie di marketing commerciale in tutto il mondo.

E’ lo shopping multicanale, che “genera conversioni più elevate se provenienti da dispositivi mobili” come osserva Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. “I retailer e le aziende possono trarre vantaggio da queste tendenze per ottimizzare i loro investimenti di marketing” continua Torre “connettendosi in modo più efficace con gli acquirenti per raggiungere migliori risultati commercial”.

Il focus della ricerca

 

I miglioramenti delle prestazioni nei casi in cui i retailer valorizzano le app, insieme al mobile, sono notevoli, ma soprattutto dimostrati. Dalla ricerca di Criteo emerge infatti che i retailer con una shopping app oggi generano il 50% delle loro vendite su dispositivi mobili. Non solo: in Europa il tasso di conversione per le shopping app è stato tre volte superiore al tasso di conversione standard del 4% registrato sul mobile web.

Solo in Nord America, i retailer con una shopping app generano il 67% di tutte le vendite di ecommerce su dispositivi mobili.
E in Italia? Nell’ultimo anno le vendite tramite smartphone sono aumentate del 43,5%, mentre quelle da tablet sono diminuite del 15,7%. Se durante l’orario di lavoro l’utilizzo del desktop resta prioritario, le transazioni sono comunque calate dell’1,1%. Considerando poi che il 25% di tutte le transazioni su desktop è preceduto da un clic su dispositivo mobile, è chiaro come il futuro dello shopping sarà strettamente connesso al mobile.

Le strategie marketing omnicanale

Sono numeri, quelli presentati nel Global Commerce Review, che vanno interpretati in una visione sinergica: per ottenere una conversione è necessario accompagnare l’utente durante il suo percorso d’acquisto, attraverso una strategia tanto efficace quanto integrata.
Tradotto: in Italia i retailer che desiderano rivolgersi agli utenti nelle ore di lavoro non possono ignorare il dominio del desktop nella fascia oraria relativa, mentre nelle ore serali e durante il weekend occorre seguire il proprio target su smartphone e tablet. E’ la combinazione di dati crossdevice, di fatto, che aumenta notevolmente le opportunità di spesa di ogni acquirente.
Saranno quindi i retailer omnichannel, focalizzati sull’on-line ma attenti a non perdersi il cliente offline, quelli che meglio sapranno ottimizzare le loro iniziative di marketing. Ascoltando gli utenti, e trasformandoli in clienti.

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