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Imprese, sei step per attivare lo smart working in legalità

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Imprese, sei step per attivare lo smart working in legalità

Luoghi di lavoro addio? La crisi sanitaria ha ridisegnato il modo di concepire l’ufficio e sempre più imprese pensano di adottare formule flessibili anche post pandemia. Come farlo nel rispetto della legge?

Luoghi di lavoro addio? La crisi sanitaria ha ridisegnato il modo di concepire l’ufficio e sempre più imprese pensano di adottare formule flessibili anche post pandemia. Come farlo nel rispetto della legge?

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Con il Covid-19 sembra avere avuto inizio un processo irreversibile che potrebbe vedere sempre più lavoratori abbandonare il luogo di lavoro fisico a favore dello smart working. Le imprese stesse sembrano parecchio interessate a questa opportunità che consente peraltro di diminuire le spese legate agli affitti (si cercheranno uffici più piccoli) e alle utenze (che però rischiano ora di gravare sul dipendente, che a casa propria userà la sua corrente).

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Il 60% delle aziende, di cui in gran parte con un fatturato di oltre 10 milioni di euro e con più di 50 dipendenti, ha già dichiarato che nel periodo post pandemico continuerà comunque a utilizzare lo strumento dello smart working in percentuali non superiori al 20% della forza lavoro. Tuttavia, il 50% dei titolari di impresa afferma di non disporre di informazioni chiare e precise su forme e modalità attraverso cui regolarizzarlo; il 77% delle aziende ha dotato i propri dipendenti di strumenti idonei per svolgere l’attività lavorativa da casa; quasi un quarto delle aziende ha verificato gli spazi di lavoro, la connessione di rete e ha avviato attività di formazione tecnica e comportamentale.

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E poi c’è il tema della sicurezza, dato che lo smart working fa uscire di casa dati che normalmente resterebbero confinati nella rete LAN aziendale. Solo il 36% delle aziende è ricorso all’implementazione di misure di protezione idonee, intervenendo sulla struttura It, modificando firewall, antivirus, authority agli accessi o vpn gateway per garantire la continuità operativa; la maggioranza (il 56,7%) considera il lavoro da casa più uno svantaggio che un vantaggio, i titolari di azienda ritengono che la flessibilità lavorativa abbia infatti determinato maggiori carichi di lavoro.

Sei passi per iniziare lo smart working

Abbiamo chiesto a  Tomaso Mansutti, amministratore delegato di Mansutti S.p.A. di darci una mano nella compilazione di un vademecum che aiuti l’imprenditore ad applicare uno smart working a norma di legge, nel pieno rispetto della forza lavoro:

1. Verifica della contrattualistica assicurativa in atto; mappatura e trasferimento dei rischi;
2. Negoziazione e Redazione di accordi di smart working collettivi e individuali;
3. Assessment e implementazioni in ambito data protection e cybersecurity;
4. Analisi degli spazi e relative destinazioni d’uso per produrre proposte progettuali
inerenti lo smart working;
5. Elaborazione di un Piano di Business Continuity strutturato da aggiornare ogni anno;
6. Coordinamento di tutte le attività dedicate ai lavoratori: la formazione, la
comunicazione interna ed esterna, le azioni di change management per realizzare e
supportare l’evoluzione culturale e organizzativa aziendale.