Ultimo aggiornamento il 27 Luglio 2018 alle 12:00
Bscale, il letto intelligente che monitora peso e parametri vitali mentre dormi
Sensori e sofisticati algoritmi di calcolo sono in grado di monitorare parametri importanti della persona, come peso corporeo, frequenza della respirazione e frequenza del battito cardiaco
Quando la tecnologia si mette al servizio dell’assistenza alla persona, di sicuro il cittadino ne trae beneficio. Sebbene ancora ci siano alcune resistenze, la telemedicina e la sanità digitale possono davvero diventare il nuovo futuro, offrendo un supporto concreto anche per l’assistenza domiciliare. In questo senso, sta per essere lanciato sul mercato Bscale, un sistema intelligente in grado di monitorare il peso corporeo, la frequenza del battito cardiaco e altri parametri vitali di una persona mentre è a letto.
Il sistema è composto da una serie di sensori posti sotto le gambe del letto, che raccolgono dati, poi analizzati e trasformati da sofisticati algoritmi di calcolo, rendendoli consultabili dall’utente tramite un’applicazione mobile/web. A spiegarne il funzionamento è Oscar Bettinazzi, co fondatore e CEO di Bscale. “Bscale è un sistema che serve per monitorare alcuni parametri vitali di base delle persone mentre sono a letto. Si compone da una parte hardware e una parte software. A livello hardware si tratta di un kit di quattro dischetti che vengono posti sotto le quattro gambe del letto e in maniera automatica e continuativa ricevono e inviano all’applicazione l’informazione di quanta forza viene scaricata a terra da ogni gamba del letto. L’applicazione è la seconda parte del sistema ed è quella che sia effettua le operazioni di trasformazione del dato grezzo in informazione utile per l’utente sia fornisce all’utente l’interfaccia per fruire delle funzionalità di Bscale. Un sofisticato algoritmo di calcolo analizza i dati rilevati dai piedini e li trasforma in alcuni parametri che sono poi la base delle funzionalità a disposizione dell’utente. I parametri di base sono la frequenza del battito cardiaco, la frequenza della respirazione, il baricentro della persona sul letto e il peso della persona”. Algoritmi, dunque, al servizio della persona.
L’idea di Bscale scaturisce da un’esigenza della quotidianità: “Nasce qualche anno fa – spiega Oscar Bettinazzi – da un’esperienza personale: feci una dieta e per monitorarne l’efficacia il medico mi chiese di inviargli ogni tot giorni il dato su quanto pesavo, rilevazione da fare la mattina appena sveglio. Purtroppo, per pigrizia o rifiuto non ho mai seguito la sua indicazione ma, contrito e stupito che fra tanti oggetti tecnologici che avevo in casa la bilancia fosse una cosa che era uguale a 20 anni prima, mi si è accesa una domanda nella testa: come posso risolvere questo problema e trovare un modo nuovo per pesarmi? Un giorno l’intuizione di utilizzare il letto, adoperato ogni sera e sul quale oltretutto ci si corica stando fermi e tranquilli per molto tempo. Con il mio team, abbiamo iniziato a costruire il primo prototipo e ci siamo accorti che tramite questo dispositivo non solo era possibile vedere il peso della persona sul letto, ma anche una serie di altre informazioni molto interessanti per il benessere delle persone”.
Gli algoritmi per tenere monitorati i parametri vitali sono dunque il nuovo futuro? A rispondere è sempre Oscar: “Non solo non ho dubbi sul fatto che rappresenti una delle rivoluzioni del futuro, ma vedo già attive in questi mesi molte iniziative interessanti in questo campo. Nell’ambito ospedaliero le tecnologie sono già più sviluppate, ma se si parla di prevenzione e quindi di un controllo costante ‘ex-ante’, allora la sfida non è solo quella di creare e istruire gli algoritmi, ma quella di creare delle situazioni che forniscano a questi algoritmi i dati su cui lavorare senza però invadere la vita delle persone e aggiungere stress o disturbi. Altre aziende hanno già trovato delle soluzioni per la vita quotidiana, noi crediamo di aver trovato la soluzione per quanto riguarda la fase notturna”.
BScale può essere utile sia in ambito domestico sia come supporto agli specialisti, come sottolinea Oscar: “Il nostro sistema – che verrà lanciato prossimamente sul mercato – in ambito domestico si propone principalmente su due aspetti: da un lato come alternativa (o complemento) ad altri dispositivi che già oggi vengono utilizzati per il monitoraggio di se stessi o di propri cari (esempi sono: wearables, baby-monitor e dispositivi per controllo degli anziani) dall’altro come supporto per lo specialista per tenere monitorato il paziente anche da remoto. Ovviamente il monitoraggio rappresenta solo una parte del tema della deospedalizzazione, ma può fornire anche importanti efficientamenti anche per quanto riguarda l’aspetto ‘attivo’ come le terapie, che hanno bisogno di un intervento di un professionista”. Il tema è importante, se si pensa all’aumento in Italia della popolazione anziana e alle necessità di tenere sotto controllo i neonati.
Bscale sembra già ottenere riscontro. “La nostra iniziativa nasce per l’ambito domestico, ma sono stati molti anche gli operatori (come case di riposo e cliniche private) che si sono interessati e infatti stiamo per partire con le prime sperimentazioni sul campo in ambito business”. In Italia ci sono sicuramente fattori che andrebbero migliorati, in modo da consentire uno sviluppo consapevole di queste tecnologie, come sottolinea Oscar: “Dai molti incontri che ho avuto con medici o affini ho riscontrato due cose: la prima è che la penetrazione nel settore ospedaliero italiano di innovazioni tecnologiche paragonabili alla nostra è molto esigua; la seconda è invece che noto un profondo scarto fra la volontà di implementazione di innovazioni da parte di chi lavora ‘in corsia’ (medici, infermieri e operatori socio sanitari) e la loro possibilità di poterlo fare per questioni burocratiche o di ruoli. Credo che questo sia un limite organizzativo importante. Nell’ambito medico le resistenze ci sono: non solo la nostra iniziativa, ma tutto il tema della telemedicina suscita reazioni diverse e spesso critiche. La cosa però devo dire non mi stupisce e non mi scandalizza; se veramente vogliamo fornire degli strumenti che aiutino le persone nella loro salute, potenzialmente fino ad arrivare anche a salvare loro la vita, allora il tema è giusto e deve essere costruttivamente vagliato e sviscerato da chi può avere voce in capitolo”.
Oscar pensa in grande: “Una volta commercializzata la prima versione del nostro dispositivo vorremmo entrare in rapporto con produttori di arredi (domestici e ospedalieri) per progettare e commercializzare una versione di Bscale integrata nativamente nel letto, una sorta di letto 2.0!”.