In vacanza senza partire: il "microstay" di Byhours - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 23 luglio 2018 alle 8:00

In vacanza senza partire: il “microstay” di Byhours

Byhours è la startup leader nel settore dei microsoggiorni alberghieri (3, 6 o 12 ore) con più di 3.000 hotel convenzionati in tutto il mondo, di cui più di 600 in Italia

Chi ha detto che in albergo bisogna per forza passarci la notte? L’ultima tendenza sono i microsoggiorni di 3, 6 o 12 ore in qualsiasi momento della giornata: una soluzione utile per chi è in giro per lavoro e magari ha dei tempi morti e si vuole riposare. Ma anche per chi vuole sentirsi in vacanza pur restando in città: ci si può godere un momento di relax e benessere, approfittando dei servizi forniti dalle strutture, come piscina, spa e palestra.

Come trovare gli hotel che offrono questa possibilità? Byhours è una startup spagnola nata apposta per questo: fondata sei anni fa da Guillermo Gaspart Christian Rodriguez, attualmente impiega 41 persone nei suoi uffici a Barcellona, situati negli spazi di Barcelona Tech City. E’ presente in oltre 600 destinazioni tra Europa, America Latina e Medio Oriente con più di 3.000 alberghi a contratto. In Italia le strutture con cui ha stretto accordi sono più di 600, circa il 20% del totale.

Diffondere l’idea dei micro-soggiorni non è però stato facile, a causa della riluttanza iniziale di un settore alberghiero molto maturo e tradizionale, in cui è difficile innovare. “L’idea è quella di apportare flessibilità ad una realtà che, fino a questo momento, risulta ancora conforme alle metodiche tradizionali tipiche del mondo alberghiero – spiega il co-fondatore Guillermo Gaspart -. La volontà è quella di applicare al settore dell’ospitalità i concetti di personalizzazione e adattabilità del servizio al cliente che sempre più stanno caratterizzando questi anni”.

 

Un’idea che in realtà è molto conveniente anche per gli albergatori, se si calcola che il costo medio di una stanza invenduta in una struttura a 4 stelle è di 46 euro al giorno: secondo Guillermo Gaspart, Byhours, che conta più di 200.000 utenti e ha già venduto oltre un milione di ore in hotel, permette agli albergatori di ottenere un “reddito complementare”, poiché ottimizza le camere e consente persino di sfruttare la stessa stanza due volte al giorno.

Un business da 3 milioni di euro

Le transazioni di Byhours, che sono state 70mila nel 2017, raddoppiano di anno in anno, così come il fatturato, che nel 2017 ha superato i 3 milioni di euro e quest’anno sarà compreso tra 5,8 e 6 milioni. L’obiettivo per il futuro? Raggiungere i 10 milioni di euro raccolti, rispetto ai 7,2 milioni di attuali, ed eseguire così il piano di crescita previsto per il prossimo anno e mezzo, con l’obiettivo di consolidare i mercati attuali e concentrarsi sull’ingresso negli Stati Uniti.

 

Per chi vuole provare l’esperienza di una piccola fuga dalla città senza mai partire, prenotabile anche tramite app, ecco infine qualche idea: a Milano ci sono l’Hotel Château Monfort, l’Enterprise Hotel Design Boutique e il Best Western Plus Hotel Galles; chi sta a Roma può scegliere tra l’Hotel Sheraton Roma e il Relais Vatican Secret Guest House. A Firenze e dintorni ci sono l’MH Florence Hotel SPA  e l’Art Hotel Museo, mentra a Napoli ci si potrà godere un microsoggiorno all’Hotel Kursaal e al Plana Resort.

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