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Ago 19, 2018

La lavanderia digitale arriva anche in Italia. Come funziona Lavadì

Dopo il successo ottenuto a Londra dalla pluripremiata Laundrapp, arriva anche in Italia il primo e unico servizio di lavanderia a domicilio tramite app. Prima tappa: Milano

Non avete tempo di fare il bucato? O non avete modo di passare in lavasecco? La tecnologia arriva in vostro soccorso con un servizio di lavanderia digitale gestito tramite smartphone: dopo il grande successo ottenuto a Londra, la pluripremiata Laundrapp ha deciso di approdare in Italia con l’app Lavadì.

Una scommessa raccolta dal Gruppo Ferraguti, importante realtà nel settore della lavanderia industriale in Italia, e da ForServices, azienda nazionale leader nelle consegne a domicilio. Se la piattaforma tecnologica è made in UK, il servizio, che garantisce massima cura anche per i capi più delicati e preziosi, e l’organizzazione logistica sono italiani al 100%.

“Il tempo è il bene più prezioso oggi e, grazie all’evoluzione tecnologica, abbiamo strumenti sempre più adatti a facilitare i processi, accelerare le soluzioni e migliorare così la nostra vita, scandita da ritmi frenetici”, commenta Luca Bignone, Amministratore Delegato di Lavadì Italia. L’app si rivolge a un target molto ampio: dalle mamme lavoratrici ai giovani che vanno a vivere da soli, dalle famiglie numerose ai single. “Più in generale pensiamo a tutte le persone che vogliono liberarsi dalle scomode attività domestiche, soprattutto se si possono risolvere rapidamente e in modo economico”.

Disponibile sia per Android che per iOS, Lavadì è molto semplice da usare: si scarica gratuitamente sullo smartphone e in pochi passaggi si possono scegliere la quantità e la tipologia di bucato da lavare, programmando il ritiro in base all’orario più comodo e chiedendo la consegna a casa, in ufficio o ovunque si desideri.

Come è nata l’idea di portare il servizio di lavanderia digitale in Italia? “Come Gruppo Ferraguti – prosegue Luca Bignone – eravamo in cerca di una soluzione per far fronte alle richieste sempre crescenti da parte degli airbnb e dei bed&breakfast, che ormai coprono il 20% dei posti letto disponibili in Italia. Tante piccole realtà che comportano un’organizzazione molto diversa rispetto ai grandi quantitativi di lenzuola e biancheria dei grandi alberghi. Osservando gli altri Paesi europei, in Gran Bretagna abbiamo incontrato Laundrapp, che rispondeva proprio a questo tipo di esigenza, oltre a essere un servizio per singoli cittadini. Da lì è nata la nostra collaborazione”.

Si inizia da Milano ma presto anche a Torino e Roma

Attualmente Lavadì è presente solo in centro a Milano, ma nelle prossime settimane si espanderà anche in periferia ed entro l’anno sbarcherà in altre due grandi città, Torino e Roma. “A poche settimane dal nostro debutto l’app ha registrato un migliaio di download, un’ottima partenza. Per il momento solo il 10% degli iscritti ha poi effettivamente sperimentato il servizio, ma chi lo ha fatto lo ha già utilizzato più volte”. Segno, questo, che la lavanderia digitale, una volta provata, conquista. “Selezioniamo con attenzione le realtà locali che possono entrare nel nostro circuito. Lo stesso vale per i nostri partner, come Pony Spa, un punto di riferimento nella stiratura professionale. I costi del servizio riescono a essere contenuti grazie all’efficienza produttiva e alla capillare rete a cui ci affidiamo sul territorio”.

Un progetto, quello di Lavadì, che Luca Bignone ama definire “Win Win Win”: “Win per le lavanderie, a cui portiamo nuove possibilità di business. Win per i nostri collaboratori, che possono dare il loro valore aggiunto con contratti classici, dicendo no al precariato e alla cosiddetta Gig Economy. E, soprattutto, Win per le persone, che in questo modo guadagnano tempo libero”.

 

 

 

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