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Set 18, 2018

Mileva, una donna da amare (anche per Einstein è stato così)

Parte oggi su StartupItalia! la rubrica di Gabriella Greison per #UnstoppableWomen che ci racconta le storie delle donne che hanno fatto la scienza

Arriverà il tempo che non farà più notizia il numero delle donne presenti in una commissione di comando, perché sarà normale così. La strada che stiamo tracciando è questa. E ormai abbiamo capito anche un’altra cosa: l’uomo non è immortale, la terra non è immortale, quindi sarà bene che in questo lasso di tempo in cui ci siamo noi, ci si affretti affinché sia così. Per questo mi dedico al racconto delle donne che hanno fatto e fanno la scienza, nei miei romanzi e a teatro con i miei monologo. E lo farò in questo nuovo spazio sul sito StartupItalia! scritto da me.

 

Mi dedicherò a loro una volta di più, alle donne della scienza che ieri e oggi ci hanno aperto e ci aprono un solco per terra da seguire. Perché specchiandoci nelle loro vite vedremo la parte di noi stessi di cui prenderci cura come il più prezioso dei regali della vita.

 

Mileva Maric, la prima moglie di Einstein

Il primo racconto non poteva che iniziare da Mileva Maric, la prima moglie di Albert Einstein. Mileva era fisica, aveva una mentalità scientifica formidabile ed era determinata nel voler realizzare se stessa nelle cose che faceva e non certo con il matrimonio o la maternità. Mileva era una secchiona. Come in tante lo siamo noi oggi. E solo oggi questo termine lo possiamo capire. Anche se i bambini ce lo hanno fatto capire prima di chiunque altro. La protagonista femminile della saga di Harry Potter è Hermione Granger. Una ragazza secchiona, pignola, autoritaria, e per questo – per come la vedono i milioni di fan della serie più popolare del nostro tempo – la più bella del pianeta. Hermione è ambiziosa, pedante, ma capace di prendersi le proprie responsabilità. Sa guardare lontano, si adatta ai tempi, si prende cura delle cose e delle persone.

Oggi c’è Hermione, non è più tempo di Heidi o Peline

Le donne oggi vengono viste come quelle che si impegnano più degli uomini, nei compiti a scuola o nel lavoro, ma non perché ci mettano più degli uomini a capire o fare le cose, semplicemente perché sanno che a loro non è perdonato niente, e la strada che devono percorrere è più tortuosa. Hermione non era una predestinata, come Harry Potter, ma una persona di talento, che si costruisce passo dopo passo, fino a conquistare la posizione che le spetta di diritto. Lei, come tante altre in giro per il mondo, nei luoghi più disparati, e anche nella scienza.

Per questo Mileva è fondamentale in questo racconto attuale delle donne della fisica e della scienza.

Il mio nuovo monologo teatrale è dedicato a lei. Si chiama EINSTEIN & ME e avrà l’anteprima nazionale a Roma, al Teatro Sala Umberto, il 23 settembre 2018 ore 21 (biglietti su ticketone), e anche il mio nuovo romanzo è dedicato a lei, si chiama EINSTEIN E IO (edito da Salani), in libreria dal 20 settembre 2018.

 

Come inizia questa storia

 

Tutto ha inizio in un istante ben preciso. Mileva ha 21 anni ed è seduta tra i banchi della prestigiosissima aula di fisica del Politecnico di Zurigo, è la quinta donna in assoluto a frequentare una Facoltà scientifica e di questo ne è fiera. E’ il 1896 e il mondo sta cambiando. La fisica Mileva è desiderosa di far parte di questo stravolgimento in atto in ogni settore, con la sua mentalità scientifica vuole dimostrare a se stessa che una donna può realizzare i propri sogni. Sta vivendo la sua estate più bella. Il suo carattere è tutt’altro che banale: ha l’abitudine di contare gli angoli retti che trova lungo il suo cammino, le piacciono i treni, gli elenchi, e tutto ciò che può essere numerato. E’ una secchiona, e non fa nulla per nasconderlo. Questo particolare salta subito all’occhio ai professori e ai compagni di corso, che reagiscono diversamente.

In particolare, ce n'è uno che è completamente estasiato da lei, un ragazzo spettinato, spocchioso e perdigiorno, Albert Einstein

 

Dopo lunghi mesi di corteggiamento, in cui condividono tutti gli aspetti più sani e belli della vita universitaria, comprese le nozioni di fisica che studiano e approfondiscono insieme, e i laboratori dove vedere la fisica, Mileva cede al Albert, e si lascia trasportare dall’amore. Mileva per tutto questo tempo ha un’amica immaginaria con cui parlare della sua evoluzione come donna e come scienziata, Madame Marie Curie, che lei vede come un riferimento indiscusso.

Ma arriverà l’autunno nella vita di Mileva, a cui farà seguito anche l’inverno, con i due figli da mantenere e l’esplosione di Einstein come scienziato, strada che a lei sarà preclusa. Ma una nuova primavera e la sua nuova estate gliela darò proprio io, sul palco a teatro, io che sono una fisica e che vivo una vita di grande libertà e di scelte senza condizioni dall’alto, proprio perché vivo nel nostro tempo. Ci sarà da chiedersi se sono io o è lei che parla, sul palco, ed è proprio questa la confusione in cui mi piacerebbe far cadere lo spettatore. L’amore di Mileva per Einstein è lo stesso mio, ed è proprio grazie a una donna come Mileva che le ragazze e le donne di oggi possono realizzare i propri sogni, frequentare facoltà scientifiche e realizzarsi prima di tutto per se stesse. La successione delle stagioni rappresenta la vita di Mileva ma anche quella di tutte noi. E una volta di più saremo il proseguimento e l’evoluzione di chi ci ha preceduto.

 

 

Questo il link che racconta le prove dello spettacolo sul sito di Gabriella Greison (mercoledì alle 17 ci sarà una diretta sulla pagina Facebook di StarutpItalia! direttamente dal teatro dove si svolgono le prove)

 

 

 

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