Alibaba: tutto quello che c'è da sapere su Daniel Zhang, il successore di Jack Ma - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 24 settembre 2018 alle 12:21

Alibaba: tutto quello che c’è da sapere su Daniel Zhang, il successore di Jack Ma

Gli inizi coi videogiochi, la scalata a Taobao e Tmall.com, il lancio del Single's Day cinese. Ecco perché il presidente esecutivo in pectore potrebbe dare ancora più slancio al colosso dell'ecommerce di Hangzhou

“Superbo talento, acume per gli affari e leadership determinata”. Jack Ma, il fondatore e ceo di Alibaba, descrive così il suo successore designato, Daniel Zhang, che prenderà le redini del principale colosso del tech della Cina a partire dall’autunno del 2019. Momento nel quale Ma ha già dichiarato che lascerà la sua creatura per dedicarsi ad attività filantropiche, seguendo l’esempio di Bill Gates, antesignano degli imperatori del digital.

Daniel Zhang

Alibaba, cambio al vertice

Diversi analisti hanno mostrato dei dubbi sul cambio ai vertici di Alibaba, sottolineando le possibili criticità derivanti dall’addio del volto storico dell’azienda, capace di generare fiducia e consenso con le sue (numerose) apparizioni e dichiarazioni pubbliche. Zhang viene visto come una figura più piatta, più nell’ombra. Ma troppo spesso ci si scorda che, mentre il presidente esecutivo uscente girava in lungo e in largo il mondo per presentare i suoi successi, era proprio Zhang a costruire questi ultimi dalla base operativa di Hangzhou. Sarà capace di mantenere il livello di empatia con il pubblico del suo illustre predecessore? Questo si vedrà, ma una cosa è certa: Daniel Zhang non è uno sprovveduto. Da molti viene considerato la vera mente di Alibaba. “E’ un business leader internazionale e un innovatore, con forti precedenti nel raggiungere i risultati”, recita la lettera di Ma inviata ai dipendenti per annunciare la sua decisione. “La sua mente analitica è senza paragoni, tiene a cuore la nostra missione e visione, affronta le responsabilità con passione, e ha il fegato di innovare e mettere alla prova modelli creativi di business”. D’altronde, sotto la guida di Zhang l’azienda ha ottenuto dati in crescita per tredici trimestri consecutivi. Non esattamente una bazzecola, per un gigante da 40 miliardi di dollari di fatturato e 430 miliardi di capitalizzazione.

La carriera di Daniel Zhang

Daniel Zhang, 46 anni, è nato a Shanghai nel 1972. Il suo nome di battaglia Xiaoyaozi (libero e sfrenato), derivante da una serie di romanzi sulle arti marziali, campeggia in bella vista anche sul suo biglietto da visita. Dopo aver studiato finanza alla Shanghai University, ha iniziato la sua carriera nel mondo dei videogames come manager del gruppo di gaming online Shanda Interactive Entertainment, prima di passare al colosso di consulenza e revisione contabile PriceWaterhouseCoopers. L’approdo ad Alibaba è datato 2007, con l’incarico di Chief Financial Officer. L’anno successivo è stato subito promosso a Chief Operating Officer del portale ecommerce Taobao. La sua scalata è inarrestabile. Nel 2011 diventa presidente di Tmall.com, spinoff di Taobao che mira a un segmento di pubblico più alto. È durante questo periodo che Zhang ha alcune delle sue intuizioni più geniali. In primis il lancio del “Single’s Day”. Una sorta di anti San Valentino in salsa cinese, che si celebra ogni 11 novembre. Quel giorno è diventato celebre per tutti gli utenti cinesi per il giorno dello shopping online più sfrenato, sul modello del Black Friday made in Usa. Nel 2017 il Single’s Day ha portao 168 miliardi di yuan, circa 25 miliardi di dollari, nelle casse di Alibaba nel giro di 24 ore. Non esattamente bruscolini.

Diversificazione e concretezza

Nel 2013 Zhang viene promosso a Chief Operating Officer di Alibaba Group, prima di succedere a Jonathan Lu nel ruolo di amministratore delegato nel 2015. È lui l’artefice dell’espansione globale di Alibaaba. Sotto la sua guida il colosso ecommerce ha esplorato sempre di più altri settori di business, investendo tantissimo sullo sviluppo di tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale e il riconoscimento facciale, ma anche il cloud computing, pagamenti digitali, intrattenimento, supermercati. Alibaba è insomma diventato un gigante a 360 gradi, grazie anche a una poderosa politica di investimenti nelle startup regionali. Con un occhio non solo alla Cina, ma anche a Taiwan e al Sud Est asiatico. La concretezza di Zhang è pronta a subentrare alla visionarietà di Ma. E non è detto che per Alibaba debba essere un passo indietro. Anzi, in un momento nel quale la concorrenza esterna e interna (vedi Pinduoduo) aumenta, potrebbe rivelarsi un passo avanti.

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