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Set 25, 2018

Un fondo di investimento da “donna a donna”. Silvergate Investment 2

Silvergate Investment 2 è stato lanciato da Jana Bakunina, scrittrice e imprenditrice russa, e Waheed Alli, imprenditore britannico. É un fondo dedicato alle startup ad alto impatto tecnologico e con un preciso requisito: essere fondate da donne o da uomini di minoranze etniche

Il 2 marzo 2018, Jana Bakunina, dal suo account Twitter, annuncia il lancio di Silvergate Investment 2, il fondo di investimento per startup fondate da donne e da uomini appartenenti a minoranze etniche, con idee di business basate su tecnologie innovative.

Con lei, c’è anche Waheed Alli, imprenditore della Gran Bretagna e membro del partito laburista (Labour life peer). Hanno deciso di investire su un target così preciso perché ritengono che possano essere scovate opportunità spesso sottovalutate e non finanziate degnamente. I progetti attualmente in portfolio sono: Outfox, un’azienda fondata da Jessica Hook, che produce vino secco non alcolico e a basso contenuto calorico, per bere in modo salutare. Olio, un’app contro lo spreco alimentare, lanciata da Tessa Cook and Saasha Celestial-One a gennaio 2016, che ha oggi oltre mezzo milione di utenti. Livia’s Kitchen, nata da un’idea di Olivia Wollenberg, che produce alimenti fatti con ingredienti naturali e non contenenti glutine, uova, grano, latticini e zucchero raffinato.

 

In un suo contributo sul Financial Times, Jana Bakunina ha raccontato di una sua chiacchierata con un ragazzo sulla trentina, incontrato durante un evento di networking, che, come lei, investe sulle startup innovative. Le era stato chiesto se ci fosse uno stadio di maturità specifico della startup come prerequisito per l’investimento e Jana aveva risposto che l’unica caratteristica d’interesse per Silvergate Investment 2 è la presenza di donne o di uomini appartenenti a minoranze etniche nell’azienda. É seguita la domanda (ed esclamazione) “Sei una filantropista? Buon per te!”, che si aggiunge a quelle che di solito vengono rivolte a Jana Bakunina: fai la carità? Allora il tuo è un fondo a impatto sociale? Ma perché limitarsi?

Jana Bakunina

Secondo uno studio del 2016 di Entrepreneurs Network, nell’86% dei casi gli uomini hanno ricevuto un finanziamento da un fondo di Venture Capital e nel 56% da business angel. Secondo TechCrunch, solo il 9% degli investimenti, a livello mondiale, nel primo quadrimestre di quest’anno, sono andati ad aziende fondate da almeno una donna. “I business lanciati o gestiti da donne – afferma Jana – sono spesso non ritenuti importanti, per dei pregiudizi subconsci.

Gli investimenti sono rischiosi e un venture capitalist si sente più a suo agio nel relazionarsi con un uomo che ha frequentato la sua stessa scuola o ha interessi simili ai suoi.

Così come una donna che presenta un business su un tampone a un team di uomini, difficilmente riuscirà a catturare la loro attenzione”. É il caso di Tania Boler, esperta di benessere e co-fondatrice, assieme a Alexander Asseily, di Elvie, un device che aiuta ad “allenare” il pavimento pelvico (l’insieme di muscoli e legamenti che chiudono la parte inferiore della cavità addominale), riducendo il rischio di incontinenza urinaria e migliorando la salute sessuale. “Le dicevano – commenta Jana – che il suo era un prodotto di nicchia, nonostante i dati dimostrassero che una donna su tre ha dei problemi con il pavimento pelvico e, in un caso su dieci, è necessario ricorrere alla chirurgia”.

 

Sembra però che i venture capitalist non vedano l’evidenza e le potenzialità delle aziende a prevalenza femminile. Secondo il report di First Round Capital, le società nel suo portfolio create da donne mostrano performance migliori del 63% rispetto a quelle con founder uomini, in un arco temporale di 10 anni.

"Se gli investitori vogliono una fetta della torta - afferma Jana -, è necessario dare la parola alle donne in termini decisionali. Dopo tutto, perché limitarsi?".

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