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Studiare online con la colazione in chat

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Studiare online con la colazione in chat

L’idea di una scuola danese per supplire alla mancanza di empatia delle lezioni via web

L’idea di una scuola danese per supplire alla mancanza di empatia delle lezioni via web

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È vero, senza la tecnologia sarebbe andata molto peggio. Ma perché la didattica online sopravviva alla pandemia e diventi un’opzione vera anche nel post Covid servono novità. Lezioni preparate ad hoc, innanzitutto, empatia, e persino colazioni al pc. Se ne è parlato nel corso di un panel organizzato da Microsoft all’interno di Bettfest2021, evento internazionale dedicato al tema.

Nonostante le migliori università del mondo offrano da tempo i propri corsi online, in primavera erano davvero pochi a crederci davvero. La pandemia ha mutato scenario per tutti. Chi non ha potuto raggiungere le aule a causa del coronavirus si è trovato a far lezione da casa, assieme ai fratelli e ai genitori collegati in rete con le proprie aziende. Una soluzione ponte per salvare il salvabile, in un anno sciagurato per l’istruzione. Qualcuno è rimasto scettico, altri hanno guardato con favore all’accelerazione. Quasi nessuno era pronto.

Foto di April Bryant da Pixabay

Studiare online è difficile se manca un progetto

Ma, un anno dopo, anche i più ottimisti cominciano ad arrancare. Studiare online non è facile se manca un progetto: esattamente come il telelavoro, che non diventa smart working in assenza di un disegno, di una strategia capace di integrare le tessere, e ricomporre il mosaico.

“Moltissimi bambini non hanno accesso a un’istruzione online di alto livello” ammette Robert Jenkins, Global Chief of Education per Unicef, aprendo il convegno. Lo streaming video richiede connessioni veloci e non ci sono pc e tablet per tutti. Anche in Italia. Un rapporto Istat ha evidenziato che il 12% degli alunni non dispone di un dispositivo: un dato che aumenta fino al 20%, scendendo verso il Meridione.

Foto di LangbeinA da Pixabay

Va meglio sul piano software. In rete sono apparsi strumenti e tutorial, in buona parte gratuiti, per aiutare i ragazzi nell’utilizzo della tecnologia. E anche per  i docenti che vogliono arricchire le proprie competenze con tutte le declinazioni, e sono veramente molte, del digitale, sono disponibili guide che affrontano gli argomenti in maniera comprensibile anche a un pubblico di novizi della tecnologia. Dai tool di collaborazione a quelli per disegnare schemi e semplici infografiche agli spunti pronti per lezioni sempre più interattive. Per loro, Microsoft ha inaugurato mercoledì Didattica in Atto, un hub dove trovare tutto il materiale prodotto dall’azienda. Suggerimenti e pillole pensati per facilitare la transizione digitale a studenti e docenti.

E poi, certo, mancano l’empatia, il contatto umano. Soluzioni? Largo alla creatività. Come quella di Christoffer L. Dithmer, insegnante e project manager danese. Che con i suoi alunni fa colazione tutte le mattine. “Arriviamo nella classe virtuale mezz’ora prima delle lezioni, apparecchiamo e mangiamo tutti assieme” racconta. Ma nella scuola nordica si organizzano anche corsi di crossfit, e c’è persino uno spazio – oggi si direbbe uno slot – per ascoltare musica in gruppo. Un modello replicabile?