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Da GameStop a bitcoin: quando la finanza si organizza sui social

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Da GameStop a bitcoin: quando la finanza si organizza sui social

Intervista a Eloisa Marchesoni, cofounder di Blackchain Consulting

Intervista a Eloisa Marchesoni, cofounder di Blackchain Consulting

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Oltre all’hype per Clubhouse (in Italia), l’altra ubriacatura collettiva sta investendo il mondo della cosiddetta finanza decentralizzata. Se ne parla come di day trading e, spesso, si rischia di banalizzarlo, descrivendolo come un movimento dal basso composto da piccoli risparmiatori che si scagliano contro gli squali di Wall Street. A gennaio è successo con le azioni della catena GameStop, schizzate a oltre 300 dollari dopo che Elon Musk aveva ripostato su Twitter il link del gruppo Reddit da cui era partita l’operazione. A febbraio lo stesso meccanismo alimentato dai social si è rivisto nei bitcoin e nell’intero mondo delle criptovalute.

Pump and dump

«Ormai è diventato un gioco per molti – ha spiegato a StartupItalia Eloisa Marchesoni, cofounder di Blackchain Consulting, consulente di strategia aziendale ed esperta del mondo crypto – Il meccanismo si chiama pump and dump: pompare per poi far crollare. E gli unici che ci guadagnano sono quelli che organizzano il pompaggio del prezzo su social come Telegram. Non è ricchi-contro-poveri. Nella finanza decentralizzata tutto funziona davvero a sentimento».

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Finanza: social e rischi

Quando a gennaio si è parlato del sensazionale caso GameStop è finita in secondo piano la ripercussione che l’impennata delle azioni avrebbe comportato per l’azienda americana che, per inciso, naviga ancora in pessime acque con licenziamenti e store chiusi in tutto il mondo. Con quell’operazione non si è ottenuto altro che una bolla. «Le performance in Borsa non hanno rispecchiato un vero miglioramento nella compagnia, è solo speculazione. In un certo senso è come se il valore di mercato dell’impresa scomparisse – ci ha spiegato l’esperta – ed è lo stesso che sta accadendo con alcune crypto assurde, come pancake coin, cresciute del 400%. Ci leggo un chiaro sberleffo alla finanza tradizionale. In più durante l’emergenza coronavirus i titoli più quotati in Borsa sono stati proprio quelli dell’ambito tech, come è stato nel caso di Tesla». E qui torniamo a Musk.

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Eloisa Marchesoni, cofounder di Blackchain Consulting

Imprenditore visionario e uomo più ricco del mondo, Elon Musk è anche un anarchico che, a suon di meme e campagne su Twitter, ha scombinato le carte divertendosi in questa versione montagne russe della finanza. Addirittura, quando alcune app hanno deciso di impedire l’acquisto di titoli GameStop, il CEO di Tesla ha riscoperto un’insolita alleata in Alexandria OcasioCortez, stella nascente della politica dem americana, che con lui ha tuonato contro il blocco a danno dei piccoli risparmiatori. «Quello che sta succedendo nella finanza decentralizzata – ha aggiunto Marchesoni – è davvero dirompente: rapper come 50 Cent e Snoop Dogg stanno mettendo in piedi operazioni alla GameStop sul mondo criptovalute».

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Fear of missing out

In Italia la Fomo (Fear of missing out), ovvero la paura di essere tagliati fuori viene vissuta da milioni di utenti Android che attendono una versione di Clubhouse compatibile con i propri smartphone. E, secondo l’esperta, lo stesso meccanismo si è attivato quando, alcuni giorni fa, il cantante Snoop Dogg ha postato su Twitter una propria immagine ironica autoproclamandosi Snoop Doge (taggando ovviamente Musk), riferendosi a Dogecoin, la moneta meme per eccellenza (nata per scherzo, ma su cui molti rischiano di perdere soldi). «Un sacco di persone sono subito corse a investire in Dogecoin, presi appunto dalla Fomo, ma senza rendersi conto che questi artisti, investendo per primi, aspettano soltanto che tutti entrino per poi uscirne». Guadagnandoci a scapito degli altri.

Le differenze col 2008

Guardando alla storia recente, il paragone potrebbe essere fatto con la crisi dei mutui subrime e le tante persone truffate dalle banche con la cessione di prestiti anche di fronte a pessimi meriti di credito. Oggi chi invita all’investimento sta sui social e ha un pubblico davvero vasto da attrarre. «C’è però una grossa differenza – ha precisato – all’epoca era la banca di fiducia a consigliarti una operazione. Ora la scelta è soltanto in capo al singolo. Io mi sto impegnando nel guidare le persone e a fare formazione».

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bitcoin

I trend del mondo crypto

Mentre scriviamo il valore di bitcoin supera i 47 mila dollari. La criptomoneta per eccellenza è la protagonista assoluta del dibattito sul fintech a livello globale. Quali sono gli scenari? «Bitcoin diventerà come un lingotto d’oro, ovvero un bene rifugio, ma non arriverà a 100mila dollari di valore entro pochi mesi. Credo invece che si stabilizzerà. Un possibile trend che noto è quello dei Non Fungible Token applicati all’arte: a New York c’è chi acquista quadri di Picasso per 4 milioni di dollari in ETH (criptovaluta Ethereum, ndr). Ma senza il token associato è come se quel quadro non fosse originale». L’altra novità che presto riguarderà l’Europa è legata infine al progetto EURst. «Seguo questa iniziativa da consulente – ha concluso Marchesoni – si tratta di una nuova stable coin, una criptovaluta stabile: il rapporto con l’euro sarà di 1:1».