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Elon Musk “sposa” i bitcoin su Twitter. E il valore sale

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Elon Musk “sposa” i bitcoin su Twitter. E il valore sale

Sette lettere scritte nella bio: il mercato impazzisce

Sette lettere scritte nella bio: il mercato impazzisce

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In giorni decisamente bizzarri per Wall Street e la finanza in generale, torniamo a parlare di quanto i social network possano influenzare in maniera decisiva l’andamento delle quotazioni. Dopo avere giocato la sua parte di Robin Hood nell’affare Game Stop, Elon Musk ha deciso di aggiornare la sua bio su Twitter, scrivendo soltanto #bitcoin. Mentre scriviamo, il valore della criptovaluta è salito dell’11%. Come abbiamo spiegato alcuni giorni fa su StartupItalia, la situazione attuale dei bitcoin ha suggerito ad alcuni osservatori che sarebbe in atto una sorta di sgonfiamento del loro valore, esattamente come era successo alcuni anni fa. Discutendone però con il giornalista ed esperto in materia Marcello Bussi, è emerso che nel mercato bitcoin oggi operano anche attori istituzionali che investono risorse in quello che molti hanno definito un nuovo bene rifiugio.

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Musk: l’endorsement per i bitcoin

Entrando a gamba tesa sui bitcoin, Elon Musk dimostra ancora una volta quanto la comunicazione sia determinante per l’umore dei mercati, soprattutto quelli più volatili come nel caso delle criptovalute. Da anni si discute di bitcoin in un dibattito tra favorevoli e contrari, spesso non andando a fondo di una questione complessa. «Chi investe in bitcoin deve sapere che può perdere molto – ci aveva spiegato Bussi – se qualcuno pensa di farci trading è come stare su un cavallo imbizzarrito. Molti di quelli che comprano bitcoin li considerano una riserva di valore, come oro digitale. E sono convinti che tra qualche anno varrà molto di più».

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L’uomo più ricco del mondo – si parla sempre di Elon Musk – ha dato così un endorsement chiaro alla criptovaluta più chiacchierata di tutte. Figlio della crisi economica e frutto di una rivoluzione copernicana che stravolge il concetto di valuta, il bitcoin è frutto della mente di Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo di chi ha coniato per la prima volta questa criptovaluta nel 2008, pensandola come moneta digitale sganciata da qualsiasi banca centrale.