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illimity e Raisin, l’unione fa la raccolta

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illimity e Raisin, l’unione fa la raccolta

Accordo per differenziare il meccanismo di raccolta per la banca di Corrado Passera. Che così sbarca all’estero, puntando sul fintech per allargare il proprio giro d’affari

Accordo per differenziare il meccanismo di raccolta per la banca di Corrado Passera. Che così sbarca all’estero, puntando sul fintech per allargare il proprio giro d’affari

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È stato presentato oggi, nel corso di FinTechStage Festival, un nuovo accordo di partnership tra illimity e Raisin: due soggetti complementari, due attori del panorama finanziario che puntano sulla tecnologia per il proprio modello di business. Grazie a questo accordo illimity metterà a disposizione dei clienti Raisin i propri conti deposito: in virtù della sua presenza in 31 paesi, la startup fintech con sede a Berlino consentirà alla banca fondata da Corrado Passera di ampliare in modo significativo il bacino di pubblico a cui si rivolge, così da poter ampliare la raccolta senza dover costruire una propria rete retail oltre confine.

Il concetto di fondo resta sempre lo stesso: “Raisin si inserisce nel business model di illimity come uno strumento efficiente, flessibile e tecnologico – ha spiegato a StartupItalia Francesco Mele, CFO di illimity – Grazie al digitale offre uno strumento trasparente per diversificare le nostre fonti di raccolta soprattutto si inserisce in un business model che prevede di abbandonare le infrastrutture fisiche a favore del digitale, poiché oggi la costruzione di una infrastruttura fisica non avrebbe senso e non offrirebbe risultati comparabili rispetto a un marketplace digitale”.

 

Europa, terra delle opportunità

 

Per comprendere il significato di questo accordo, bisogna fare un passo indietro e spiegare (a chi non lo conoscesse già) il meccanismo di funzionamento di una banca: quest’ultima fa affidamento sui depositi dei suoi correntisti (pensate a chi versa lo stipendio ogni mese) e altre forme di raccolta di liquidità – come i cosiddetti conti-deposito – per accumulare fondi necessari a erogare credito al retail e alle imprese. In altre parole, il denaro si muove e nel farlo accumula interessi: sono quelli che si pagano quando si ottiene un prestito, e servono a remunerare a loro volta i correntisti che depositano il denaro per farlo fruttare.

 

Quello che è accaduto negli ultimi anni è che gli interessi sono rimasti piuttosto bassi in tutta l’area euro mantenendo tuttavia differenze tra i singoli paesi: la principale vocazione di Raisin è quella di consentire alle banche di guardare a un mercato più ampio di quello nazionale, dove tipicamente i valori dei tassi di interesse tendono ad allinearsi, e di optare per raccogliere depositi in piú paesi o attraverso altri canali integrati permettendo una diversificazione della raccolta ed un abbassamento del costo della stessa. L’Italia al momento è uno dei mercati  con un maggiore interesse verso la diversificazione: l’esordio sul mercato tedesco e la futura espansione in altri paesi, dovrebbe consentire a illimity una raccolta diversificata grazie a Raisin.

 

Inoltre, la scelta di legarsi a Raisin per illimity ha molto a che vedere con la natura del proprio business model tutto votato alla trasparenza. “Ci sono anche altri player sul mercato – spiega ancora Francesco Mele – Tra questi, Raisin è in grado di fornire flessibilmente diversi tipi di modalità operativa, dallo schema fiduciario a quello diretto scelto da illimity in quanto ritenuto più trasparente e reso possibile dalla flessibilità di Raisin.  Ogni cliente di illimity su Raisin, per noi, è un cliente illimity a tutti gli effetti e viene quindi gestito come tale dal punto di vista dell’attivazione del rapporto”.

“Questo mercato può offrire tanto – ribadisce Mele – Partiamo dalla Germania e in seguito entreremo anche in altri mercati in cui è presente Raisin. Il contributo che ci aspettiamo di raccogliere è importante, fino a 400 milioni di raccolta complessiva entro il 2020 come previsto dal nostro piano industriale”. “C’è una forte complementarietà tra mercato tedesco e italiano – ribadisce Simone Viganò, direttore Raisin Open Banking – In valore assoluto i tassi in Italia sono più alti che in Germania, dove gli interessi offerti sono tra i più bassi d’Europa. Con noi, le banche che vogliono diversificare la propria raccolta per metterla al servizio del proprio business,  possono quindi sfruttare questa complementarietà e cogliere opportunità interessanti in tutti i mercati europei”.

 

Fare innovazione finanziaria

 

L’obiettivo comune di Raisin e illimity è ovviamente fare innovazione nel mondo finanziario: ma occhio a liquidare tutto questo come semplicemente fintech. “Fare fintech – continua Viganò – rispetto ad altre discipline richiede qualcosa di più dell’innovazione tecnologica: occorre una forte esperienza normativa, devi conoscere ogni dettaglio per rispettare pienamente la compliance in questo ambito che è fortemente regolamentato”. Quello che accadrà, secondo Viganò, è qualcosa di simile a quanto successo nel mondo delle telecomunicazioni negli anni 2000: una progressiva nascita di servizi specializzati che verranno aggregati con diverse formule, puntando a creare un prodotto completo che sia più della somma delle singole parti.

“Quello che è successo alle telco non si applica tal quale al mondo bancario. In ogni caso assisteremo a una polarizzazione tra esperti di tecnologia, ovvero player specializzati su determinati prodotti  che utilizzeranno la tecnologia per fornire verticali migliori di quanto siano capaci i generalisti, ed esperti di consulenza al cliente – spiega sempre il direttore dell’open banking di Raisin. Nel settore finanziario non conta solo l’esperienza utente, che pure è importante, ma c’è anche la reputazione: quando lavori in un settore dove si gestiscono i risparmi di clienti e aziende, l’asset reputazionale è fondamentale. Non basta avere il prodotto migliore, devi anche conoscere appieno le normative applicabili per sapere sino a dove ti puoi spingere con l’innovazione”. In linea con questo concetto, la recente acquisizione da parte di Raisin della banca tedesca MHB Bank – il primo caso di una Fintech che acquisisce una banca – apre la strada ad un cambiamento sostenibile del mercato finanziario: è il risultato di una combinazione unica di decenni di competenze normative nel settore bancario, un modello incentrato sul cliente e il know-how tecnologico di una fintech paneuropea di successo come Raisin.

 

“Il nostro core business – è la chiosa finale di Mele, che per illimity ha tenuto a battesimo questa partnership – è strutturato sulla collaborazione con partner tecnologici importanti: alcuni sono grandi realtà, altri piccoli player. Con tutti loro lavoriamo per sviluppare nuovi strumenti di gestione del risparmio personale o del credito alle PMI attraverso l’intelligenza artificiale, sempre all’insegna di un’esperienza d’uso eccellente, della sicurezza e della compliance. Lavoriamo con il mondo della tecnologia a tutto tondo puntando a sfruttare il canale digitale in maniera profonda per costruire servizi migliori grazie ai dati. Vogliamo creare un ponte tra dati ed esseri umani, per creare il miglior prodotto possibile: i mercati hanno fame di questi prodotti e con Raisin possiamo andare oltre le barriere nazionali. Tanto più che – conclude – queste barriere a livello digitale non esistono”.