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William Kailin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza vincono il Nobel per la Medicina 2019

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William Kailin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza vincono il Nobel per la Medicina 2019

Sono due americani e un britannico. Martedì annunciato il premio per la Fisica, mercoledì per la Chimica. Giovedì ci saranno due vincitori per la Letteratura. Venerdì toccherà alla Pace, con Greta favorita. E lunedì 14 ottobre per l’Economia

Sono due americani e un britannico. Martedì annunciato il premio per la Fisica, mercoledì per la Chimica. Giovedì ci saranno due vincitori per la Letteratura. Venerdì toccherà alla Pace, con Greta favorita. E lunedì 14 ottobre per l’Economia

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Il premio Nobel per la medicina o la fisiologia 2019 è stato assegnato congiuntamente a William G. Kaelin Jr, Sir Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza “per le loro scoperte su come le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno”.

L’annuncio è stato dato come ogni anno dal Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta via Internet e social network. Il riconoscimento ammonta a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno circa 830mila euro. 

I tre vincitori

Sir Peter J. Ratcliffe, ha 65 anni, nato in Gran Bretagna, a Lancashire nel 1954, ha studiato a Cambridge e poi si è specializzato in nefrologia a Oxford. In questa università ha dato vita a un gruppo di ricerca ed ha avuto una cattedra nel 1996. Attualmente dirige il Centro per la ricerca clinica dell’Istituto Francis Crick di Londra ed è membro dell’Istituto Ludwig per la ricerca sul cancro.

William G. Kaelin, 62 anni, è nato a New York nel 1957 e, dopo gli studi nelle Duke University, si è specializzato in Medicina interna e oncologia nella Johns Hopkins University. Dal 2002 insegna a Harvard.

L’americano Gregg L. Semenza, 63 anni, è nato a New York nel 1956 e ha studiato biologia ad Harvard e poi nell’Università della Pennsylvania. Si è specializzato in pediatria nella Duke University e dal 1999 insegna nella Johns Hopkins University, dove dal 2003 dirige il programma sulla ricerca vascolare.

 

Il ruolo dell’ossigeno elemento essenziale fondamentale per la ricerca sui tumori

Il merito di Kaelin, Ratcliffe e Semenza è nell’avere scoperto il meccanismo molecolare che, all’interno delle cellule, regola l’attività dei geni in risposta al variare dei livelli di ossigeno. Il loro è stato un traguardo inseguito per decenni. La posta in gioco era infatti altissima perché l’ossigeno è l’elemento fondamentale che permette a ogni essere vivente di convertire il cibo in energia, e che è alla base di processi fisiologici fondamentali, dallo sviluppo embrionale alle difese immunitarie.

E’ infatti nella capacità delle cellule di dialogare con l’ambiente uno dei segreti della loro capacità di adattarsi, regolando il loro metabolismo e ogni loro funzione fisiologica. Il primo passo in questa direzione risale a 88 anni fa, quando il fisiologo tedesco Otto Warburg dimostrò che la conversione dell’ossigeno in energia dipende da un processo enzimatico, aggiudicandosi il Nobel per la Medicina nel 1931. Un altro passo in avanti è stato fatto dal fisiologo belga Corneille Heymans, Nobel per la Medicina nel 1938, con la scoperta che nella carotide esistono cellule che si comportano come sensori dell’ossigeno.

Le ricerche sono andate avanti negli anni, finché Semenza non ha individuato un altro sensore dei livelli di ossigeno nel gene chiamato Epo e ha dimostrato il suo legame con la carenza di questo elemento: ipossia con esperimenti su topi geneticamente modificati. Contemporaneamente il team di Ratcliffe studiava i meccanismi che regolano l’attività del gene Epo ed entrambe le linee di ricerca hanno finito per dimostrare che il gene è presente in tutti i tessuti dell’organismo. E’ cominciata così la caccia agli altri protagonisti che aiutano le cellule ad adattarsi a diversi livelli di ossigeno e, nel 1995, studiando le cellule del fegato, Semenza ha scoperto il fattore che induce l’ipossia (Hif).

A trovare una risposta ulteriore è stato William Kaelin, che studiando una malattia ereditaria ha scoperto il ruolo di un altro gene, chiamato Vhl, capace di aiutare le cellule tumorali a superare l’ipossia. Ricerche successive hanno permesso di ricostruire l’intero processo che regola la risposta delle cellule all’ossigeno, e contemporaneamente hanno lasciato intravedere l’importanza che poter controllare questo meccanismo può avere per capire molti processi fisiologici, come metabolismo, sistema immunitario, sviluppo embrionale, respirazione e adattamento all’alta quota, e per affrontare molte malattie, come anemia, tumori, infarto, ictus, riparazione delle ferite.

Le scoperte dei tre premiati di quest’anno costituiscono le basi di molte delle conoscenze sul ruolo dell’ossigeno e sugli adattamenti fisiologici alla sua mancanza. Conoscenze che potrebbero avere importanti ricadute in futuro anche per lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie in grado di influenzare questo complesso macchinario biologico.

 

Martedì  annunciato il premio per la Fisica, mercoledì per la Chimica. Giovedì ci saranno due vincitori per la Letteratura (l’anno scorso il riconoscimento era stato sospeso). Venerdì toccherà alla Pace, con Greta favorita. E lunedì 14 ottobre dell’Economia. Stay tuned!