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STEMintheCity, Artificial Intelligence: il progetto Intel® AI for Youth

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STEMintheCity, Artificial Intelligence: il progetto Intel® AI for Youth

Intel® AI for Youth è un programma di formazione per docenti e studenti che mira a sviluppare competenze di intelligenza artificiale

Intel® AI for Youth è un programma di formazione per docenti e studenti che mira a sviluppare competenze di intelligenza artificiale

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Intelligenza artificiale: un tema che nei prossimi anni entrerà, in maniera sempre più dirompente, a fare parte della nostra quotidianità. In questo settore, Intel ha portato anche in Italia il progetto Intel® AI for Youth: un programma che coinvolge le scuole secondarie di primo e secondo grado, dedicato ai giovani fra i 13 e i 19 anni, presentato durante l’ultima edizione di STEMintheCity. “Questa iniziativa, appena arrivata in Italia, è in fase pilota e servirà a fornire strumenti concreti a docenti e studenti per lo sviluppo di progetti che avvicinino giovani e ragazzi verso quello che sarà il proprio futuro professionale e imprenditoriale”, afferma Nicola Procaccio, country lead Italia di Intel.

 

Intelligenza artificiale: un campo a caccia di giovani

Secondo il World Economic Forum, il 65% degli studenti di oggi, un domani svolgerà una professione tutt’ora inesistente. In questo senso, incentivare lo sviluppo di competenze trasversali e informatiche è, e sarà, la chiave verso il lavoro del domani. Il compito più arduo e più importante è oggi nelle mani dei docenti, impegnati nel far conoscere le tante sfaccettature del mondo dell’informatica e dell’artificial intelligence all’interno dei propri istituti. “Da docente ammetto che questa è una grande sfida e credo che ogni insegnante debba essere sempre il più aggiornato possibile, in particolar modo nel campo dell’informatica che è in continua evoluzione – afferma la professoressa Pamela Sanchini, docente di Informatica all’Istituto Belluzzi Da Vinci di Rimini – I nostri ragazzi hanno bisogno di parlare e interfacciarsi con un mondo che cambia e aprirsi allo sviluppo di progetti che portino a migliorare la vita di tutti. Lo studio dell’intelligenza artificiale, in questo senso, deve divenire un’abitudine e deve essere inserito all’interno degli stessi programmi scolastici previsti in quei licei e in quegli istituti dove l’informatica si studia tutti i giorni”.

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Intel® AI for Youth: cosa prevede e come si sviluppa

L’iniziativa Intel® AI for Youth, presentata durante il panel “L’intelligenza artificiale arriva a scuola” e sviluppata da Intel in collaborazione con Junior Achievement Italia, prevede un percorso di formazione per docenti e studenti finalizzato a fornire strumenti concreti per la realizzazione di progetti e prototipi che utilizzino l’intelligenza artificiale. “Una volta conclusa la formazione dei docenti, questi saranno in grado di fornire ai propri studenti gli strumenti necessari all’applicazione concreta di tecnologia che sfoceranno in progetti – afferma Nicola Procaccio – I campi in cui questi strumenti saranno di aiuto sono quelli dell’hi-tech, della sanità, dell’automotive, dell’ingegneria spaziale e industriale. Gli studenti, sotto la guida di insegnanti preparati, avranno modo di passare dalla teoria alla pratica applicando le potenzialità tecnologiche dell’intelligenza artificiale per la creazione di nuovi servizi, applicazioni e benefici. Come Intel, con questo programma per noi è importante mettere in atto quello che viene definito learning by doing“. Un concetto che è stato messo in pratica all’interno dell’istituto Belluzzi Da Vinci di Rimini e che è stato raccontato durante STEMintheCity proprio da uno degli studenti, Giacomo Biagioni: “Studiare l’intelligenza artificiale è stato molto interessante e ci ha aperto le porte verso qualcosa di nuovo. In questo campo, sviluppare al meglio il lavoro in team è essenziale e, in un futuro, mi piacerebbe proprio creare una startup di I.A. per migliorare la vita delle persone – afferma il ragazzo – Con il mio team, attualmente stiamo elaborando un software per analizzare una partita di calcio che sia in grado di indicare le azioni compiute durante la partita eliminando i tempi morti e, allo stesso tempo, fornendo all’allenatore un importante strumento grazie al quale potere migliorare le performance dei giocatori”.

 

Federico Cella, giornalista, e Giacomo Biagioni

 

I risultati ottenuti con Intel® AI for Youth

Attualmente in fase pilota all’interno di due istituti tecnici italiani, Intel® AI for Youth in ambito internazionale ha già portato risultati concreti. “Grazie a Intel® AI for Youth, in Polonia è stata progettata un’app che permette di abbinare e suggerire i migliori insegnanti privati agli stessi studenti che hanno necessità di tutoraggio privato – afferma Procaccio – Interessanti progetti sono stati sviluppati anche in Corea del Sud, dove adesso puntiamo ad ampliare la nostra proposta a 30.000 classi. Insegnare l’intelligenza artificiale affinché 30 milioni di lavoratori e studenti, entro il 2030, abbiano consapevolezza di questa tecnologia è il fine ultimo di Intel® AI for Youth. Siamo partiti nel 2019 coinvolgendo 100.000 studenti in 11 Paesi; entro la fine dell’anno contiamo di estendere il programma ad altri 16 Paesi, tra cui l’Italia dove già siamo partiti con il progetto pilota”.

Nicola Procaccio, Intel

Se l’intelligenza artificiale e il cloud computing saranno le discipline più richieste nel mondo del lavoro del domani, sono ancora tantissimi i posti vacanti che giovani esperti potrebbero andare a riempire. “Per noi, Intel® AI for Youth è motivo di orgoglio – afferma Miriam Cresta, Founder e CEO di JA Italia – Siamo riusciti a portarlo in due scuole italiane e ad avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. La generazione Z sarà la prima ad affrontare una società del lavoro completamente diversa da quella di adesso, chiamata a possedere competenze trasversali affiancate a quelle tecniche. In questo senso, il concetto di umanesimo digitale associato al progetto unisce competenze imprenditoriali del lavoro in team anche a distanza, mirando a risolvere problemi concreti. Accanto alla tecnologia, un elemento che resta centrale è quello di rendere umane le relazioni: concetto che si può esprimere con logiche di empatia, collaborazione e ascolto, immaginando soluzioni che vanno oltre gli scenari già prospettati e creando laboratori esperienziali per ragazzi e bambini con lo sviluppo di competenze tecnico scientifiche”.