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Carbon neutrality: come può una banca centrare l’obiettivo? Il caso illimity

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Carbon neutrality: come può una banca centrare l’obiettivo? Il caso illimity

L’intervista a Isabella Falautano, Direttrice Comunicazione & Stakeholder Engagement, e Alessandro Tarrini, che coordina le attività di sostenibilità

L’intervista a Isabella Falautano, Direttrice Comunicazione & Stakeholder Engagement, e Alessandro Tarrini, che coordina le attività di sostenibilità

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«Come può una banca favorire la transizione energetica delle imprese che va a finanziare? È questo l’impegno che ci aspetta nel futuro». Per Isabella Falautano, Direttrice Comunicazione & Stakeholder Engagement di illimity, questa è la prossima sfida per la banca nata sostenibile due anni fa e che ha appena comunicato il raggiungimento della carbon neutrality nel 2020. «Un tempo – ha spiegato – questi erano temi di nicchia, per pochi addetti ai lavori, mentre ora sono diventati strategici per le imprese. Quando illimity è stata fondata, in modalità completamente digitale, siamo partiti con la consapevolezza che la sostenibilità dovesse radicarsi da subito nell’anima dell’azienda, nella sua ragion d’essere. Volevamo essere una nuova banca digitale, con un ruolo di utilità sociale nell’accompagnare le PMI, che non ricevevano risposte dagli istituti tradizionali, a esprimere il loro potenziale».

illimity: la prima DNF

Tutti i dati sulla sostenibilità – concetto ampio, che non riguarda soltanto il green, ma anche la sfera sociale e di governance – sono stati raccolti da illimity e inseriti nella sua prima Dichiarazione volontaria consolidata di carattere non finanziario (DNF, qui il link), per la cui stesura sono stati coinvolti oltre 740 stakeholder, interni ed esterni alla banca. «Fare profitto – spiega Falautano – non è in contraddizione con la responsabilità sociale. La sostenibilità tout court significa avere una logica di lungo periodo e multidimensionale nelle strategie aziendali».

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Isabella Falautano, Direttrice Comunicazione & Stakeholder Engagement di illimity

Dimensioni che nella DNF di illimity hanno preso il nome di pilastri, cinque in tutto, raccolti e spiegati con dati e informazioni da Alessandro Tarrini che nella banca coordina le attività di sostenibilità. «Purtroppo in Italia – ha premesso a StartupItalia – mancano certificazioni adeguate a far sì che imprese si impegnino in iniziative di carbon neutrality». Tema chiave della transizione ecologica, la neutralità in questione non significa certo smettere di produrre emissioni, ma compensarle con progetti ambientali e sociali in grado di tagliare l’esatta quantità di CO2 che si produce (piantando alberi, ad esempio).

Sostenibilità: i cinque pilastri

«Lo scorso anno – spiega Tarrini – illimity ha prodotto 489 tonnellate di CO2eq. Abbiamo raggiunto la carbon neutrality attraverso l’acquisto di crediti di carbonio certificati “Gold Standards” collegati al progetto “Clean Cookstoves Mozambique” a Maputo, in Mozambico, che ha portato alla sostituzione di stufe ad alto consumo di carbone con sistemi più efficienti e sicure non soltanto per l’ambiente, ma anche per la salute delle persone». L’impegno sulla sostenibilità riguarda anche le risorse necessarie alle attività che la banca svolge nelle sue due sedi, a Milano e a Modena: l’energia elettrica consumata è prodotta per il 100% da fonti rinnovabili certificate “GO” (Garanzia d’Origine).

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Alessandro Tarrini coordina le attività di sostenibilità in illimity

I cinque pilastri del DNF di illimity sono Principi di Governance, Persone, Prosperità, Pianeta e Società e Innovazione. Andando con ordine, sul primo Isabella Falautano ha parlato dell’importanza della parità di genere nel Consiglio di Amministrazione, tra i pochi in Italia ad essere guidato da una Presidente, Rosalba Casiraghi. «Ma l’equità parte anche dai colloqui: quando si arriva alla short list questa deve essere diverse, avere un’equità di genere e di competenze»; sul ruolo delle persone – il secondo pilastro – illimity si impegna non soltanto sul versante interno (la banca si è confermata per il secondo anno consecutivo Great Place To Work) ma anche sul quello esterno con il progetto illimitHER, che StartupItalia segue per raccontare i talenti femminili che abbattono barriere e pregiudizi nella società e nel mondo del lavoro.

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In un momento difficile per l’economia e il settore delle imprese, illimity ha operato anche sulla Prosperità – il terzo pilastro di sostenibilità – e lo scorso anno ha finanziato per 247 milioni di euro imprese in difficoltà e pronte a essere rilanciate. Sul piano ambientale, inoltre, sono stati erogati circa 29 milioni di euro in operazioni dedicate a settori come l’economia circolare e le energie rinnovabili. Sulla questione Pianeta e Società – quarto pilastro – abbiamo già citato gli impegni sul green e sulla carbon neutrality, a cui aggiungiamo la scelta di illimity di introdurre sospensioni e moratorie su quasi 200 nominativi per un ammontare complessivo di circa 86,5 milioni di euro circa (oggi ridotti a 48 milioni di euro circa). Infine, la DNF si conclude con le sfide sull’Innovazione. «Non abbiamo filiali, ma soltanto due sedi – spiega Tarrini – e la tecnologia fully in cloud ci ha permesso, anche in questo caso, di efficientare consumi ed emissioni, evitando l’uso server e macchine che servono a raffreddarli».

Da anni su StartupItalia raccontiamo le migliori idee di business che, lungo la penisola, hanno permesso all’Italia di primeggiare a livello europeo in particolari ambiti della sostenibilità, come quello dell’economia circolare. «Ci sarà sempre di più una spinta a lavorare su questi temi – ha concluso Falautano – Per le startup è un’occasione unica da sfruttare: sarà importante sviluppare una cultura alla sostenibilità e il ruolo delle banche può essere anche quello di facilitatore, attraverso le proprie scelte di finanziamento, verso la transizione a un capitalismo responsabile».