La scommessa sulle startup italiane di Immobiliare.it - Startupitalia

Ultimo aggiornamento il 27 dicembre 2019 alle 8:46

La scommessa sulle startup italiane di Immobiliare.it

Il gruppo leader negli annunci immobiliari online sostiene tante giovani aziende italiane (non solo con i capitali), che condividono un elemento comune e il potenziale per imporsi su scala globale

Non ci sono solo case e appartamenti nel mondo di Immobiliare.it, l’aggregatore di annunci web sugli immobili più popolare del paese, lanciato nel 2007 per iniziativa di Andrea Piccioni, Carlo Giordano e Silvio Pagliani, fondatori due anni prima di eureKasa.it. Nell’ampio raggio di interessi del gruppo rientrano gli investimenti in startup nazionali e internazionali che condividono con la casa madre l’approccio al mercato e la fornitura di servizi specifici per soddisfare le richieste dei privati.

Silvio Pagliani, cofondatore di Immobiliare.it

Nuovi orizzonti

La parabola di crescita è iniziata nel 2008, sulla base delle indicazioni avanzate dai clienti sul portale di immobili, con il lancio di un servizio per la comparazione dei prodotti finanziari. Poco dopo, però, si scelse di correggere il tiro puntando sulle assicurazioni: “Era un terreno ancora poco battuto in Italia e noi convincemmo Alberto Genovese a lasciare eBay per lanciare la nuova società”, spiega a StartupItalia Pagliani, raccontando la nascita di Assicurazione.it, poi diventata Facile.it. La tappa successiva, nel 2013, è stata Dottori.it, piattaforma che mette in contatto pazienti e specialisti, ultima società sviluppata da zero da parte del gruppo, guardando a un modello già popolare negli Usa. Da lì è arrivata la partecipazione in Uala (2015), decisa dopo una cena col fondatore Alessandro Bruzzi che all’epoca era alla ricerca di un consiglio sul fundraising, seguita l’anno successivo dall’investimento in ProntoPro, business incentrato sull’intermediazione tra privati e professionisti (idraulici, elettricisti, ecc.), mentre due anni fa è stato chiuso l’accordo con HousingAnywhere, società basata a Rotterdam dedita agli affitti di medio periodo per studenti e lavoratori fuori sede.

L’elemento comune

C’è un tratto distintivo che accomuna gli investimenti di Immobiliare.it: “A parte Facile.it, che è in linea con il nostro business principale nel settore dei mutui, le altre startup che abbiamo supportato sono tutte dei marketplace, piazze virtuali nei quali la domanda e l’offerta di servizi si incontrano e che, per quanto operative in ambiti differenti, condividono dinamiche simili”, dichiara Pagliani. Così se Immobiliare.it offre servizi agli agenti immobiliari affinché questi possano mettere la loro professionalità al servizio delle persone che cercano casa, Uala supporta il lavoro di saloni di bellezza e parrucchieri, Dottori.it quello dei medici, ProntoPro il mondo dei professionisti del settore casa e HousingAnywhere si rivolge ai gestori di immobili. Oltre alla natura del business, c’è un’altra priorità per decidere se e come investire su una giovane impresa: “Le persone che compongono la squadra sono fondamentali, non a caso prima di scommettere su Pronto Pro abbiamo valutato l’investimento in altre due società italiane operanti nello stesso settore”.

Open innovation per la crescita del gruppo

Nel complesso sono pochi e mirati gli investimenti del gruppo immobiliare con sede a Milano, perché sposare un progetto significa fornire capitali ma anche il know-how per diventare una parte attiva nella gestione del business. “Non siamo un fondo di investimento e seguiamo logiche in gran parte diverse da quelle classiche, perché per nostra natura non riusciamo a finanziare una società senza essere coinvolti nella stessa, per questo ogni occasione di investimento va considerata a sé”.
Il primo passo è il sostegno per lo sviluppo tecnologico e la crescita della startup, con il fine ultimo di consolidare la posizione di leader del mercato nei paesi di riferimento ma secondo una logica di crescita collettiva. “Tutto il gruppo oggi opera in un’ottica di open innovation, con i vari team che si scambiano conoscenze ed esperienze in modo da arricchirsi a vicenda e permettere a tutte le aziende di mantenere uno standard, soprattutto tecnologico, elevato. Questa strategia poi si applica a tutti i reparti dell’azienda, dal marketing alla comunicazione, fino alla gestione commerciale e finanziaria, in modo che tutte le competenze e le esperienze vengono condivise”.

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