Due startup italiane selezionate dal più ambito programma europeo sulle SmartCity, Cognicity

Qurami e Snapback sono state selezionate dal famoso programma verticale sulle smartcity CogniCity. Voleranno a Londra

Con la fine di Gennaio non sono finite le buone notizie per l’ecosistema imprenditoriale italiano. Proprio con la fine del mese che ha segnato una serie di vittorie impreviste per il nostro paese, è arrivata anche la notizia dell’inclusione di due startup italiane, Qurami e di Snapback nel più recente cohort di Congicity, il più famoso programma verticale sulle SmartCity d’Europa.

COS’E’ COGNICITY

Cognicity è il punto di riferimento per chi fa innovazione nel settore Smart City in Europa. Finanziato dal consorzio “Canary Wharf” costruttore dell’omonima la penisola di Londra centro finanziario della city, Cognicity ha preso diverse forme nel corso degli anni. Mentre lo scorso anno si presentava sotto forma di “challenge” con un premio finale di £50k messo a disposizione da Intel e la possibilità di testare i propri servizi all’interno del network di Canary Wharf, quest’anno si presenta come un hub che metterà sotto lo stesso tetto alcuni dei miglior esperti nel settore insieme alle startup selezionate.

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Cosa fa Snapback

La prima volta che incontro Ester Vigilante, COO di Snapback è stato qualche mese negli uffici di un acceleratore qui a Londra. Mi avevano detto che Ester stava lavorando a qualcosa di sensazionale, qualcosa che serviva per comandare le macchine senza toccarle. “Si chiamano interfacce” mi corregge prontamente Esterla nostra vision è quella di progettare interfacce trasparenti, che permettano una rivoluzione copernicana così da invertire il rapporto tra l’uomo e le macchine a vantaggio dell’essere umano. Vogliamo cioè mettere la tecnologia al servizio dell’essere umano e non l’essere umano al servizio della tecnologia”. Sul subito non riuscì ad avere una reazione migliore di un sano stupore, anche perché detto cosi mi sembrava un altro dei mille progetti irrealizzabili dei quali sento spesso parlare.

Ma quando rivedo Ester passare per il Google Campus, capisco che le cose stanno prendendo una piega diversa e mi annuncia “Siamo stati selezionati da Cognicity!”.

Snapback nasce da 3 co-founder, Giuseppe Morlino CEO, Claudio Capobianco ed Ester Vigilante. Ester ha un background come una linguista con una passione per le interfacce e per la sicurezza. “Le interfacce sono dei linguaggi e come linguista io mi occupavo di linguaggi, poi la sicurezza, personale e pubblica, è sempre stata una mia grande passione!” E per quanto possa sembrare incredibile che una ragazza arrivi dalla linguistica alla programmazione e che poi si interessi di sicurezza, parlando con Ester tutto questo sembra piuttosto normale.

Ma che c’entra la sicurezza con la creazione di interfacce mi chiedo io. E lei mi risponde “immaginati uno smartwatch che abbia un’interfaccia intelligente in grado di capire quando cadi e non riesci più a rialzarti. Lo smartwatch può chiamare direttamente i soccorsi o i tuoi cari. Ecco questo tipo di interfaccia si chiama fall detection

Interfacce per sistemi wearables ma non solo. Snapback sta anche lavorando a un software in grado di riconoscere e reagire al soffio delle persone. Soffiando verso il nostro smartphone il sistema capirà che stiamo cercando di trasmettergli un messaggio e reagirà di conseguenza. “Per ora questo è un giochino con poche applicazioni pratiche, ma rende l’idea di come la nostra tecnologia possa interpretare e reagire ad ogni rumore, il che è molto più difficile che farla reagire alla voce e al dialogo.

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 PERCHE’ LONDRA

Sono venuta a Londra quest’estate, quando ho capito che bisognava internazionalizzare SnapBack. Invece di farmi le ferie ho passato un mese intero a fare networking nella city” E’ cosi che conosce Cristina Bonaccurso, che ora fa parte del team di Snapback e che aveva già portato una sua startup a Cognicity. E’ proprio lei a consigliarle di fare application per Cognicity; e così dopo numerosi colloqui ed un processo durato circa due mesi, Snapback viene accettato all’interno del gotha delle smartcity.

Volevo entrare in un ecosistema pertinente sia per facilitare il nostro fundraising. In Italia mancava l’ecosistema adatto a far crescere la nostra tecnologia. Qui invece sono esperti in smart city e ci hanno capiti al volo”. Il consorzio Canary Wharf sta infatti puntando alla costruzione della smart city più smart del mondo con tre nuovi palazzi in cui verranno testate le tecnologie più rivoluzionarie del mondo.

Quando ho saputo che Snapback era stata inclusa nella cohort mi sono brillati gli occhi. Per me è stato il naturale punto di arrivo dei premi che avevamo vinto in Italia.” Mi racconta ancora Ester.

Lunedì 1 Febbraio è il giorno in cui è partito Cognicity: “E’ stata una giornata intensissima in cui non abbiamo mollato le nostre task di tutti i giorni nemmeno per un attimo, nonostante stessimo incontrando i mentor e le altre startup presenti nell’hub…però si, quando arrivi su al 39esimo piano dell’iconico 1 Canada Square e vedi Londra ai tuoi piedi….si prova una certa emozione.

QURAMI A COGNICITY

Qurami è la seconda grande notizia del giorno. Ovviamente non c’è bisogno che vi spieghi chi sono e cosa fanno quelli di Qurami. A meno che non abbiate vissuto in una caverna per le ultime 3 settimane, saprete sicuramente che Qurami è l’app italiana della quale persino Tim Cook era a conoscenza che rivoluziona la maniera di fare le code.

CongiCity

Il team dietro CogniCity

Ma cosa ci fa Qurami a Londra e come è arrivata a Cognicity? “Per noi è stato più naturale. Facciamo parte di Level 39 (acceleratore FinTech dal quale è organizzato Cognicity n.d.r) dal 2013, ma fino ad ora non ci eravamo mai sentiti pronti per far application a Cognicity. Per noi la chiamata è arrivata inaspettata. Non abbiamo fatto application ma ne siamo stati inclusi dagli organizzatori. La notizia è arrivata mentre eravamo in Italia per incontrare Tim Cook. E’ stata veramente una settimana intensa quella.”  A raccontarmelo è Manolo Abrignani, co-founder di Qurami.

In Inghilterra lavorano già con Post Office UK che sta testando la loro tecnologia in un ufficio di Kennington Park, nel sud di Londra. Lì, Post Office ha il suo “Branch of the Future” un ufficio in cui testano tutte le tecnologie di migliori prospettive e che possano aiutare non solo i propri utenti ma anche i propri dipendente. Infatti, come mi racconta Manolo, “Abbiamo vinto la fiducia di Post Office UK quando abbiamo dimostrato che Qurami aiuta a ridurre il livello di stress dei loro dipendenti. Gli inglesi amano le file; anzi le odiano ma ne sono incredibilmente attratti, in questo senso sono più rispettosi, quindi in questo mercato abbiamo utilizzato un angolo diverso, ovvero quello dei benefici per i dipendenti più che per gli utenti. Sono anche molto più avvezzi ad essere ricevuti per appuntamento così abbiamo a creato un nostro sistema di appuntamenti che si affianca alla gestione delle file. In soli tre passaggi puoi accendere la tua agenda su Qurami. Lo abbiamo annunciato proprio in occasione della visita di Apple nei nostri uffici.

 

LONDRA E’ NETWORK, E TANTI CAPITALI

Insomma, sia per Qurami che per Snapback sta iniziando una bella avventura che sicuramente li porterà ad avere grandi risultati. Per entrambi Londra non è il bengodi ma sicuramente li mette in una posizione centrale in cui è molto più facile entrare in contatto con personaggi di rilievo nell’industria tech. “È molto più facile andarsi a prendere un caffè con un top manager che ti può dare mille consigli ed aprire mille porte. Qui tutti sono molto più disponibili ad aiutarti e dare consigli. Paradossalmente la competizione è molto più alta, ma proprio per questo tutti tendono ad aiutarti di più” Conclude Manolo.

In Italia SnapBack si stava arenando” dice Ester. E se non fosse stato per la sua determinazione e per la fiducia nelle sue capacità, avremmo davvero corso il rischio di non vedere mai il suo talento all’opera.

Marcello Mari

Londra 02/02/2016

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