Ecco la top 10 delle smart city italiane (dove il nord batte il sud 10 a zero)

Un quadro noto ma visto su una mappa e motivato fa un certo effetto. E i ritardi del sud Italia si fanno sentire. Bene solo Napoli. Roma al nono posto, meglio di Firenze. Il resto è dominio del nord. Bologna numero 1

Smart City Index, il rapporto di EY, società di consulenza mondiale, ha analizzato le 116 città capoluogo italiane utilizzando oltre 470 indicatori. Classifica lo sviluppo di reti e infrastrutture intelligenti delle città italiane, misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini. Il rapporto è stato presentato lunedì 15 a Roma.

Quello che ne è uscito è un quadro noto, ma visto così un po’ inquietante.

10 città smart

NORD EST
La regione del Nord Est consegna la medaglia di città più innovativa a Trento che guadagna la 6° posizione, seguita da Reggio Emilia che dalla 14esima posizione risale fino all’8°. La maggior parte dei capoluoghi dell’area più industrializzata dell’Italia è ben distribuita nelle prime cinquanta posizioni. Maglia nera per Rovigo che si classifica all’83° posto. Il litorale romagnolo, da Ravenna a Cervia, è il più connesso d’Italia, con oltre 50 km di spiagge coperte dal servizio Wi-Fi.

NORD OVEST
L’ex triangolo industriale, Lombardia, Piemonte e Liguria, mostra un rallentamento strutturale rispetto alle regioni orientali. Brescia si distingue come la città più avanzata in termini di teleriscaldamento, disponibile per il 70 per cento degli edifici cittadini. Milano da sola, invece, rappresenta l’80 per cento del mercato di sharing mobility in Italia. Ma nonostante la maggior parte delle città resti all’interno della prima fascia (entro le prime 39 posizioni), i capoluoghi piemontesi raccolgono un risultato poco brillante con Novara, Biella, Cuneo, Asti e Vercelli collocate tra il 40° e il 60° posto. Addirittura in terza fascia troviamo Alessandria 84° e Imperia in 101° posizione.

CENTRO
Firenze si conferma fra le prime 10° e insieme a Bologna si guadagna il titolo città più “open” con il maggior tasso di archiviazione di big data con oltre 1000 data set pubblicati nel suo Open Data. Ma a fare male in quest’area sono soprattutto le città laziali con Frosinone, Viterbo e Latina che si aggiudicano rispettivamente il 98° 99° e 102° posto. Perugia perde ben 9 posizioni, scendendo alla 49° dalla 38°, male anche Ancona che scende dal 28° posto al 62° nel 2016

SUD
Napoli è l’unica città del Meridione a riuscire a restare salda nella prima fascia dell’Indice, ovvero entro le prime 39 posizioni. Fra le città medie, guida la classifica Lecce, che si posiziona al 52° posto. Dalla Puglia arrivano altre note positive: la regione è il maggiore produttore di impianti fotovoltaici in Italia, con un’incidenza del 13,9 per cento. Compressivamente non bene le città calabresi, l’unica città a non scivolare in terza fascia è Cosenza, che guadagna la 78° posizione rispetto alla 94° della scorsa edizione.

ISOLE
Notizie contrastanti arrivano dalle due maggiori isole italiane. Nonostante, infatti, l’ultima classificata sia proprio una città sarda, Sanluri, la Sardegna è la prima regione italiana per dotazioni IT nelle scuole con l’81 per cento delle aule connesse. La città più smart della Sardegna è Cagliari al 33° posto seguita da Sassari al 53° posto. Sicilia in prima linea sul car sharing elettrico: Palermo è la città con il maggior servizio di condivisione di auto del sud Italia. Non è positivo però il bilancio delle altre città dell’isola che si classificano tutte, a eccezione di Palermo, nella terza fascia dell’Indice.

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