Sysdig di Loris Degioanni raccoglie altri 15 milioni in Silicon Valley

Un secondo round da 15 milioni da Accel e Bain Capital, dopo il primo chiuso 9 mesi fa. Sysdig di Loris Degioanni vola a San Francisco

Loris Degioanni è tornato, scriveva Startupitalia.eu 9 mesi fa. Con una nuova startup, Sysdig, e un primo round di investimento da 10 milioni. Oggi ne chiude un secondo, un round B: 15 milioni di dollari da Accel e Bain Capital Ventures e altre società. Insieme al round Salil Deshpande, Managing Director di Bain Capital Ventures, è entrato nel consiglio d’amministrazione di Sysdig. La società serve attualmente oltre 100 clienti che rappresentano una vasta gamma di settori come la finanza, l’assistenza sanitaria, dei media, delle telecomunicazioni, la tecnologia e consulenza. «La società utilizzerà i fondi per accelerare la crescita, per continuare a costruire la sua tecnologia di base e per scalare le sue operazioni e infrastrutture di supporto» si legge nella nota ufficiale dell’azienda.

degioanni-loris-672x351

Anno 2013. Loris fonda Draios, società  di soluzioni per cloud computing. Oggi è diventata Sysdig e il 14 luglio 2015 ha annunciato di aver chiuso un round di finanziamento da 10,7 milioni di dollari con Accel e Bain Capital Venture. Due dei principali fondi di investimento presenti nella Valle. E’ il secondo. Il primo due anni fa sempre con Bain Capital da 2,3 milioni. E si ricomincia.

20 milioni investiti in 16 startup in Italia nel 2016.

 6 italiane all’estero finora ne hanno raccolti 50 (compresa Sysdig) 

 

La storia di Degioanni è piuttosto nota. Studente di ingegneria a Torino, nel 2005 vola Davis, California, a 29 anni chiamato da un professore universitario colpito dalla sua tesi. Degioanni l’aveva messa in rete. A disposizione di tutti. «Farlo è stata una delle scelte più importanti della mia vita, ancora oggi mi porta benefici quella tesi online. Dall’open source non ho mai guadagnato niente» spiegherà nel 2012 intervistato da Roberto Bonzio per Italiani di Frontiera.

Degioanni ha avuto l’abilità di concentrarsi prima sul mercato dei servizi per le aziende poi su quello del cloud computing. Nel momento giusto, al posto giusto.Quello del cloud computing è un settore in crescita esponenziale e che sta attirando una quantità enorme di investimenti. Cisco qualche mese fa ha annunciato un fondo da un miliardo di dollari per investimenti su scala globale. Anche Alibaba si è inserita in quella che viene chiamata la  cloud wars contro Amazon e Microsoft (che solo nel 2014 ne ha investiti 15 di miliardi). E il settore ha regalato anche diverse soddisfazioni alle startup italiane. Cloud4wi, Eco4cloud, fino al caso C3DNA. Guarda caso tutte con presenze o investimenti ottenuti negli Usa.

 (a.r.)

Qual è la miglior serie tv sulle startup? Risponde Upday, l’app per le digital news. | VIDEO

Da “L’isola del tesoro” di Stevenson, alle gradi opportunità che offre Lisbona. L’app per digital news di Axel Springer punta forte sul mobile journalism e sulla qualità del proprio prodotto editoriale

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

Petit Pli, gli abiti progettati per crescere insieme ai bambini

Petit Pli è una tuta sportiva neutra e impermeabile il cui tessuto si allunga e si adatta perfettamente a bambini dai 6 mesi ai 3 anni. In questo modo i genitori non saranno costretti a comprare di continuo vestiti per i loro figli in crescita

Efficienza energetica in edilizia. La call di Klimahouse Startup Award

C’è tempo fino al 20 novembre per partecipare alla seconda edizione della call per startup europee attive nell’ambito delle tecnologie legate allo smart building, allo smart living e alla smart city che mettano al centro del proprio operato la sintonia tra uomo e natura

Prodotti tech certificati in base alla (cyber) sicurezza | La proposta di Andrus Ansip

Il vicepresidente della Commissione europea pensa ad una rete di uffici di cybersecurity diffusi in tutti gli Stati dell’Unione, incentrati sulla certificazione delle misure di sicurezza informatica attuate dai prodotti