La storia esemplare dell’uomo che ha reso grandi Facebook e Airbnb: Marc Andreessen

Da programmatore a 6 dollari l’ora al top del venture mondiale: storia di Marc Andreessen, startupper rivoluzionario, dalle prime exit a quando ha salvato la vita a Airbnb e Facebook

Ad ascoltare le sue interviste su Youtube parla in modo veloce, impaziente Marc Andreessen quasi come se il tempo fosse troppo poco per le cose che ha da dire. 45 anni, prima imprenditore che ha rivoluzionato il web, finito giovanissimo sulle copertine di mezzo mondo. E ora venture dei più prestigiosi della Silicon che di colpi ne ha sbagliati davvero pochi: Facebook, Twitter, Airbnb, Skype, Zynga, eBay, Instagram, Stripe, dove mette il naso fiuta l’affare. E ha salvato il destino di molte startup che senza il suo intervento non sarebbero mai diventate le big company che oggi conosciamo.
andreessenhorowitzIl sogno del futuro guardando Supercar e Star Trek

Cita a memoria Thomas Edison, l’inventore per antonomasia, e ricorda battute di Supercar e Star Trek, le sue serie preferite, con le quali da piccolo evade dalla sua realtà. D’altronde, la città  in cui cresce è New Lisbon, un piccolo posto di 2mila abitanti nello Stato del Wisconsin, perlopiù di agricoltori. Non c’è molto da fare e le librerie, a parte quella della scuola, in pratica non esistono. Per trovare quella più vicina deve guidare per un’ora per trovare solo libri di cucina e calendari con foto di gatti.

Dopo la laurea programmava per 6 dollari all’ora

«Avevo 12 anni e di startup e venture capital non sapevo nulla. Ma conoscevo tutti i prodotti» spiega in un bel ritratto che gli dedica il New Yorker. La prima cosa che costruisce è un calcolatore per i compiti di matematica.

Poco prima di laurearsi in informatica all’Università dell’Illinois scrive stringhe di codice per Unix, sistema operativo, e si fa pagare 6,85 dollari all’ora. Ma lascia presto per mettersi in proprio. Insieme a Jim Clark, startupper già navigato e reduce da un’exit, si inventa un browser e lo chiama Mosaic che poi cambierà il nome in Netscape.

Lanciato nel 1994 in pochi anni diventa il più importante browser sul mercato. Solo un anno dopo l’azienda viene quotata in Borsa. Ora tutti conoscono il ragazzo di New Lisbon che finisce sulla copertina del “Time”.

Fonda Netscape e la vende per 4,2 miliardi

Ma si sa il successo è sempre effimero, specie se hai di fronte colossi come Microsoft che si fa il suo browser: Internet Explorer segna la fine del sogno Netscape: «Per me rappresentava la possibilità di dare a tutti accesso al sapere. L’opportunità che non avevo avuto da bambino» spiega Andreessen che riesce, tuttavia, a vendere la startup da AOL, un’internet service provider, che la fa sua per 4,2 miliardi di dollari.

Poi fonda Opsware e la vende per 1,6 miliardi

Non è l’unica startup. Insieme a un altro startupper Ben Horowitz, fonda Loudcloud, impresa di software che poi diventa Opsware. Anche questa volta un’exit, da Hewlett-Packard per 1,6 miliardi di dollari. Stesso destino, ma un amico in più, Horowitz con cui crea uno dei migliori sodalizi che il venture capital ricordi.

«Perché decido di diventare un venture? Non mi andava più di fare l’asilo»

«Quando Mark Zuckerberg mi ha chiesto perché fossi diventato venture e non avessi provato a fare un’altra startup, gli ho risposto che non mi andava più di fare l’asilo» spiega Andreessen. Inizia a investire da solo nel 2003 creandosi un primo portfolio. Stesso destino dell’amico Horowitz, investono decine di milioni di dollari in più di cinquanta aziende (tra cui Facebook, LinkedIn, Twitter). Poi Andreessen spinge l’amico a mettersi di nuovo insieme. Nel 2009 nasce la Andreessen-Horowitz.

In pochi anni il fondo partito da una capitalizzazione iniziale di 300 milioni raggiunge i 4 miliardi. Come partner reclutano ex Ceo che che hanno fondato o gestito aziende. Ad oggi hanno investito in 284 startup, realizzando 5 IPO (Zynga, Groupon) e 48 acquisizioni, tra cui Instagram e Skype, dati Crunchbase.

«Abbiamo iniziato perché non volevamo che gli imprenditori facessero gli stessi errori che avevamo commesso noi » spiegano a Newyorker.

Nel 2006 convince Facebook a non vendere

Due episodi raccontati dal Newyorker aiutano bene a capire l’influenza che Andreessen ha saputo guadagnarsi tra gli startupper più importanti della Silicon. Il primo data 2006. Yahoo! vuole comprare Facebook per un miliardo di dollari.  I principali investitori tra cui Accel Partners cercando di convincere che Mark a vendere: «Ogni persona coinvolta nella startup faceva pressione su un ragazzo di 21 anni per vendere. Mark ed io avevamo molto legato in quel periodo, si fidava di me. Gli ho detto, “Non vendere Mark, non farlo, non vendere”». Alla fine Zuckerberg non ha venduto e Facebook vale oggi più di 300 miliardi.

E a Airbnb ad avere coraggio

Mentre Chesky, l’attuale Ceo di Airbnb, racconta quella volta che Andreessen ha saputo fare la differenza: «Aveva creduto in noi nel momento peggiore. Alcuni ospiti avevano devastato degli appartamenti. Gestire la situazione era diventato un incubo. Andreessen  è venuto a mezzanotte in ufficio e ha voluto leggere la lettera che avevamo scritto alla community per offrire garanzie agli utenti. È stato allora che Andreessen ha fatto due cambiamenti che hanno cambiato per sempre la vita dell’azienda.

Nella lettera avevamo offerto garanzie per danni fino a 5mila dollari. Ha aggiunto uno zero alla cifra che ci è sembrato folle inizialmente. Poi ha inserito una clausola. Che la cifra sarebbe stata offerta solo dietro un report della polizia. E mi ha detto di aggiungere la mia email personale. Ci ha insegnato a essere coraggiosi».

«Non è difficile trovare grandi idee su cui scommettere»

«Non hai bisogno di guardare lontano per prodotti e aziende di successo. Trent’anni fa l’idea che le persone avessero un pc in casa sembrava bizzarra. Allo stesso modo qualche anno fa il pensiero che qualcuno potesse condividere una casa o  la sua macchina con un estraneo era assurda. Le idee che davvero diventano grandi sono quelle che sembrano paradossali a prima vista. E poi c’è il lato divertente della cosa: gli startupper che la propongono dovranno spiegarti perché nessun azienda esistente  ha ancora pensato di realizzarla» spiega Andreessen.

 

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