Slack investe 2 milioni in 14 startup che fanno bot, ed è una strategia precisa

Progetti che sfruttano sistemi automatici di comunicazione e interazione: ecco come la società di Steward Butterfield vuole migliorare il nostro modo di lavorare

Che a Slack piacciano i bot e che su questo abbia costruito il suo successo, non è una novità. Fa notizia la decisione di investire 2 milioni di dollari in 14 startup. Ne dà l’annuncio la stessa società canadese su Medium, ripresa da TechCruch. Le 14 aziende innovative acquisite da Slack si occupano tutte di servizi bot. Lo scorso aprile la compagnia aveva annunciato di essere al lavoro su progetti che possano aiutare le aziende a organizzare le informazioni per il proprio team. Da dicembre 2015, data del debutto di Slack, a oggi sono oltre 600 le app presenti nella directory dedicata, di cui oltre 200 aggiunte negli ultimi due mesi. Il 90% dei paid user su Slack le usa attivamente. Secondo il team di Slack questo è il momento giusto per dare forma, grazie ai bot, al modo in cui milioni di persone fanno il proprio lavoro. Per questa ragione è stato creato Slack Fund, un fondo di investimento che, a oggi, ha investito oltre 30 milioni di dollari nei team che hanno reso possibile, grazie alle innovazioni introdotte per facilitare la vita lavorativa online, raggiungere i quasi 4 milioni di utenti.

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Slack

Steward Butterfield, founder di Slack – credits by fm.cnbc.com

I bot comunicano con gli utenti

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire perché i bot sono così importanti per Slack. Vi ricordate Clippy, la graffetta di Microsoft Office che spuntava fuori ogni volta che aprivate Word? Beh, era un bot. Dopo un decennio di oblio, questi programmi stanno tornando a riscuotere molto interesse, soprattutto da parte di big come Google e Facebook. I Bot (abbreviazione di robot) sono programmi che sfruttano gli stessi sistemi di comunicazione e interazione usate dagli umani. Possono fare molte cose: forniscono informazioni sul meteo, link e permettono di interagire in modo colloquiale con un servizio clienti. Vengono considerati una soluzione all’alto tasso di abbandono che investe una buona percentuale del milione e mezzo di app attualmente in commercio. Facebook e Google suggeriscono di utilizzare i bot all’interno delle loro applicazioni in modo da creare un rapporto personale con l’utente. Si sfrutta così un’applicazione già conosciuta e si costruisce un nuovo livello di dialogo.

Anche per coordinare il lavoro in modo amichevole

Tra i primi a sperimentare le potenzialità del ritorno dei bot sono stati proprio gli inventori di Slack. L’uso che se ne fa in quest’app aiuta gli utenti a coordinare attività di lavoro tra gruppi di persone e ad automatizzare flussi d’informazione. Lo Slackbot ad esempio è molto amichevole e puntuale, accoglie i nuovi utenti chiedendo nome e fotografia in modo da impostare più facilmente il proprio profilo: niente form, niente antica burocrazia telematica. Molti bot sviluppati dall’esterno sono compatibili con Slack e possono fare qualsiasi cosa, dall’inviare in chat le statistiche del proprio sito al lanciare un questionario per chiedere ai colleghi cosa fanno per pranzo. È chiaro che se il 90% dei paid user di Slack apprezzano e usano attivamente questi bot, investire in 14 realtà pronte a innovare una tecnologia le cui origini risalgono ad Alan Turing, non sia un’idea campata in aria. I più entusiasti li vedono come il futuro delle interazioni tra noi e gli smartphone, ma i più pessimisti invece parlano di ennesima bolla tecnologica. Staremo a vedere.

14 startup, 2 milioni di dollari

Abacus
Creata nel 2013, Abacus è la realizzazione di un’idea molto semplice: accorciare i rimborsi delle spese sostenute dai dipendenti. Grazie all’introduzione dei bottoni di risposta da parte di Slack, app come Abacus consentono al datore di lavoro di approvare o negare in tempo reale una spesa o un rimborso spese presentato da un dipendente. Sul sito della startup si legge: “Abacus è stata disegnata interamente per tenere il passo con la velocità a cui si muovono gli affari”. Il sistema rimpiazza la nota spese con un report in tempo reale. Abacus sincronizza tutte le informazioni scambiate sulle spese aziendali. Lo scopo è di fornire a tutti i team finanziari strumenti e dati organizzati.

Automat
Automat è una piattaforma supporta lo sviluppo dei bot basati sull’intelligenza artificiale e le conoscenze umane, mettendo i software creati al servizio dei business in crescita. Usando un mix di tool di design, potenti processi di conversione del linguaggio e condivisione umana dell’apprendimento meccanico, Automat permette a tutti di costruire il bot più adatto alle esigenze del proprio business.

Birdly
Birdly si occupa della condivisione dei dati aziendali con il team di lavoro. Inoltre rappresenta un ponte fra app come Salesforce, Stripe e Intercome con Slack. Le funzionalità offerte da Birdly vanno dalla condivisione della nota spese a quella delle statistiche del sito a cui si sta lavorando. Inoltre offre diversi strumenti per evidenziare e premiare la produttività dei dipendenti

Butter.ai
Butter.ai è un assistente personale che rende tutte le conoscenze aziendali accessibili al team. Avete presente quando non riuscite a trovare un documento, anche se sapete che esiste? Non chiedetelo a un vostro collega, lo disturberete interrompendo il suo lavoro. Lasciate fare a Butter.ai (al momento accessibile privatamente in Beta version).

Candor
Candor si occupa delle relazioni lavorative. Anche se l’app non è ancora su Slack, è interessante scoprire il metodo alla base di questa startup. Punta su una semplice missione: “Dite quello che pensate“. Raramente la gente lo fa, specialmente al lavoro. Imparare a comunicare in modo chiaro e semplice, escludendo pattern ed emozioni negative, può migliorare il lavoro di tutti. Staremo a vedere se le conoscenze del team di Candor sfoceranno in un bot più efficiente di un addetto alle risorse umane.

Growbot
Growbot ha sviluppato un bot che fa quello che nel gergo sportivo potrebbe essere definito “spogliatoio“: incoraggia i membri del team quando fanno un buon lavoro, commenta i risultati ottenuti. Basta invitare via Slack i membri del team e ascoltare ciò che hanno da dire, incoraggiandoli e premiandoli con reazioni ed emoticon divertenti. Migliorare l’ambiente di lavoro e l’umore della squadra con un bot è dunque possibile.

Konsus
Konsus mette in contatto aziende e freelance 24/7, per permettere laddove sia necessario di trovare nel modo più rapido la risorsa giusta per completare il proprio lavoro. Tutto via Slack.

Lattice
Stabilire i propri obiettivi, controllare i risultati ottenuti ed avere feedback continui dal proprio team su Slack: ecco di cosa si occupa Lattice, che sul proprio sito scrive “Crediamo che team motivati nascano da una mission e obiettivi chiari, in un ambiente che stimola la crescita, e grazie a coworker che vogliono migliorarsi”.

Myra Labs
Myra Labs aiuta le aziende che vogliono costruire il proprio bot su misura, fornendo un API che offre moduli di machine learning innovativi. Attualmente è in beta version.

Sudo
Si tratta di un bot che gestisce le relazioni con il pubblico, togliendo allo sfortunato impiegato l’onere dell’attività di data entry. Anche Sudo è in versione beta privata.

Wade & Wendy
Si tratta di due intelligenze artificiali che lavorano come cacciatrici di teste. Wade aiuta a cercare opportunità lavorative per chi è alla ricerca di nuovi lavori, mentre Wendy aiuta a reclutare team dai candidati registrati. Attualmente il bot non è ancora operativo, ma ci si può prenotare per la waitlist.

Stefania Leo

@Stefania Leo

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