Tre italiani fanno una startup in India, la riportano a Padova e assumono 16 persone. Noonic

Sedici nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e un nuovo HeadQuarter a Padova: i nuovi progetti di Noonic, tech company italiana, cresciuta a Bangalore

E’ il primo caso di rientro di attività produttive prima delocalizzate all’estero (tecnicamente si chiama reshoring) da parte di una startup. Protagonista dell’operazione Noonic, è una tech company specializzata in automation per il marketing e l’ecommerce ed è stata fondata da Nunzio Martinello, Nicola Possagnolo e Sebastiano Favaro (27 anni, originari di Padova). I tre hanno lanciato la loro startup in India, arrivando ad assumere 16 programmatori a Bangalore. Ora hanno deciso di tornare ad investire in Italia, portando il centro delle attività di design e sviluppo in una nuova sede a Padova, ma soprattutto offrendo 16 nuovi posti di lavoro, a tempo indeterminato (QUI le posizioni ancora aperte).

Noonic

Il team di Noonic ©BERGAMASCHI MARCO

«I programmatori italiani sono i migliori al mondo» fanno sapere i tre founder. «L’Asia – spiegano – per noi resta un asset strategico, ma la qualità dei programmatori in Italia è in forte crescita, così abbiamo deciso di investire nel nostro Paese, per rispondere alle richieste delle migliori PMI del Made in Italy. Qui troviamo anche i migliori creativi e la qualità della vita che consente loro di rendere al massimo».

 Noonic fa parte di Nuvolab, l’incubatore fondato da Francesco Inguscio, e ha aperto in Italia come startup innovativa già nel 2014, prima solo con un dipartimento grafico e alcuni programmatori, pur mantenendo inizialmente la maggior parte della produzione in India e aprendo anche una sede nel Regno Unito.

Bangalore e un team di 25 persone

La storia imprenditoriale di Nunzio, Nicola e Sebastiano inizia nel 2011 quando alla fine degli studi universitari decidono di aprire una web agency in India. Una scelta ispirata dalle posizioni manageriali che già avevano iniziato a ricoprire: Nunzio Martinello era già protagonista dell’avventura di I’m Watch. Nicola Possagnolo lavorava come assistente progetti in Fabrica. Sebastiano Favaro era un giovanissimo ma affermato sviluppatore.


Prima l’apertura degli uffici a Trivandrum, poi, a febbraio 2013 sbarcano a Bangalore, la Silicon Valley indiana, arrivando a gestire un team di 25 persone. In seguito alla crescita del business in Europa e alla necessità di sviluppare nuovi prodotti, molto più complessi sotto il punto di vista del design, la decisione di tornare ad investire in Italia. Una scelta dettata da orgoglio ma anche da una buona dose di praticità. «Produrre in Italia ci consente una qualità maggiore sul controllo.

Ma l’India resta determinante per molti processi di sviluppo di respiro internazionale. E’ stata una palestra preziosa: ora siamo in grado di espanderci anche in altri mercati. Siamo sicuri che questo ponte tra Italia e India, che abbiamo gettato e stiamo continuando a costruire, porterà grandi frutti».

Puntiamo sulla qualità della vita dei dipendenti

L’11 novembre 2016, Noonic ha inaugurato un nuovo HeadQuarter in pieno centro a Padova «Vogliamo puntare sulla qualità della vita dei nostri dipendenti – spiega Nicola Possagnolo – per riuscire a strappare alle grandi aziende personale altamente qualificato devi poter offrire qualcosa in più: una città vivibile, ambienti giovani, un ritmo di lavoro creativo e rilassato. Per questo facciamo attenzione all’aspetto umano. Per esempio, ogni venerdì organizziamo un beer Friday: il team si costruisce anche così».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Latte di mucca senza mucca, il nuovo trend food tech è la fermentazione

Ovviamente non quella tradizionale ma potenziata dalla coltura di materie prime e molecole di base in laboratorio. La startup californiana Perfect Day lancerà la bevanda entro l’anno