Piccole, numerose e specializzate nel gaming: il ritratto delle scaleup finlandesi

Secondo il rapporto di Mind The Bridge e Startup Europe Partnership il 18% delle realtà imprenditoriali del Paese nordico è attivo nei videogiochi. Notevole anche l’interesse estero sulla tecnologia prodotta, con 48 acquisizioni negli ultimi 6 anni

I videogiochi sono il settore chiave delle scaleup finlandesi. Lo rivela il report internazionale realizzato da Mind The Bridge e Startup Europe Partnership. La fotografia delle realtà imprenditoriali in campo tecnologico della Finlandia è stata presentata nella capitale Helsinki in occasione dell’apertura di Slush, l’evento che punta a mettere in contatto i founder con gli investitori e dare slancio alle startup del Paese. La ricerca ha messo in evidenza una tendenza già accentuata negli anni scorsi e che vede le iniziative imprenditoriali concentrarsi sul gaming.
Il 18 per cento delle scaleup finlandesi è attivo in questo settore. «Dopo Islanda, Danimarca e Norvegia, ci siamo concentrati sulle scaleup finlandesi. L’European Innovation Scoreboard dice che questo è il posto migliore per le aziende per cercare capitale di rischio. La nostra ricerca conferma questo dato», ha commentato Alberto Onetti, presidente di Mind The Bridge e coordinatore di Sep.

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Veduta di Helsinki dal mare

126 scaleup, 1 miliardo di dollari

In tutto, nel Paese del Nord Europa sono presenti 126 scaleup che hanno attirato finanziamenti per 1 miliardo di dollari. Il peso che queste aziende hanno sul totale delle nazioni nordiche è notevole. Rappresentano cioè il 29 per cento del numero complessivo di scaleup in questa area e raccolgono il 15 per cento di capitale investito. Da questo si capisce che incide molto il contributo dei venture capital nel sostegno alle scaleup finlandesi. Poco invece – solo il 5 per cento dei fondi – arriva dal mercato tramite le quotazioni in borsa. In generale, la fisionomia delle startup e scaleup finlandesi è quella di realtà piccole, ma molto diffuse: ci sono 2,3 scaleup ogni 100mila cittadini finlandesi. Per questo motivo, anche se per numero la Svezia è la nazione con più scaleup in questa zona dell’Europa, l’incidenza in rapporto alla popolazione è più considerevole in Finlandia. È Helsinki a raccogliere la maggioranza di questa aziende – l’80 per cento – insieme alla città di Espoo che confina a est con la capitale e fa parte della sua area metropolitana.

Un ecosistema giovane

La maggior parte delle aziende oggetto della ricerca presentata sono state fondate dopo il 2010. Segno che la tendenza alla specializzazione nel settore dei videogiochi si è fatta più evidente negli ultimi anni: «L’ecosistema delle scaleup finlandesi è relativamente giovane, ma ha mostrato la sua forza soprattutto nel gaming e nel mobile» ha fatto notare Artturi Tarjanne, general partner di Nexit Ventures. L’unico problema che si riscontra comunque è lo scarso accesso ai finanziamenti superiori a 20 milioni. La media dei round si ferma infatti a 8 milioni. Questo dato comunque non significa che non ci siano stati casi di exit per le aziende finlandesi. Il Sep Monitor ha registrato 48 acquisizioni nei ultimi 6 anni con un picco nel 2013 e nel 2014. Per il 35 per cento si è trattato di acquisizioni da parte di compagnie finlandesi, mentre il 40 per cento è arrivato dagli Stati Uniti. Il settore che ha attirato l’interesse delle grosse aziende sulle startup è stato soprattuto quello del software seguito a ruota dal gaming e dal mobile. L’attenzione ai videogiochi è più evidente da parte degli operatori europei.

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