H-Farm si prende il 4,5% di SMAU

L’acceleratore di Riccardo Donadon ha acquisito una partecipazione pari al 4,5% del capitale di SMAU

H-Farm ha stretto un accordo che stabilisce il suo ingresso nel capitale sociale di SMAU, da più di 50 anni fiera di riferimento per il Paese in tema di innovazione. H-Farm ha acquisito una partecipazione di minoranza pari al 4,5% del capitale di SMAU: l’obiettivo è la crescita della fiera dell’innovazione italiana e la sua affermazione anche nel panorama internazionale. La quota acquisita non determina impatti diretti e significativi nel bilancio di H-Farm«SMAU è una realtà a cui abbiamo sempre guardato con estrema attenzione e con cui collaboriamo da anni – ha dichiarato Riccardo Donadon, fondatore e amministratore delegato di H-Farm – nell’immaginario di tutte le imprese italiane questo salone rappresenta il luogo d’incontro dell’innovazione». Soddisfazione per l’accordo è stata espressa anche da Pierantonio Macola, presidente e amministratore delegato di SMAU. «Negli ultimi anni – ha detto – SMAU ha dedicato sempre più spazio e impegno per stimolare la formazione e l’aggiornamento professionale nelle imprese e pubbliche amministrazioni. Il prossimo passaggio è l’internazionalizzazione: l’Italia deve avere un evento leader non solo a livello nazionale ma anche in ambito internazionale. Per questi motivi – ha aggiunto – H-Farm per noi è oggi più che mai un partner fondamentale per la nostra crescita ed evoluzione, grazie alla sua struttura consolidata e l’esperienza radicata in questi campi».

H-Farm

Ogni anno più di 50 mila imprese protagoniste

SMAU, nelle tappe del suo circuito di eventi, viene visitata ogni anno da oltre 50.000 imprese provenienti da tutti i settori. SMAU ha inoltre recentemente dato vita a Smau Academy, la piattaforma gratuita di formazione e aggiornamento professionale dedicata ad imprenditori, manager e professionisti che vogliono accrescere le proprie competenze e conoscenze sulle tematiche oggi più rilevanti per l’evoluzione delle proprie organizzazioni.

Le chiamano le “Uber del lavoro”: 3 startup (non italiane) che stanno correndo di più

Sempre più piattaforme offrono lavoretti a chiamata e che sono alla base della cosiddetta gig economy. E sono anche il modo migliore per le aziende di assicurarsi copertura nei momenti critici senza assumere stabilmente nuovi dipendenti: il trionfo dell’outsourcing

I Mooc di Harvard e MIT stanno perdendo studenti. E il motivo è semplice

Un’indagine realizzata su 290 corsi delle due università americane ha rintracciato nell’introduzione del pagamento delle certificazioni una delle cause della crisi. Sotto osservazione anche la proliferazione dei corsi a contenuto specialistico che porta gli studenti a distribuirsi

Open hardware e agricoltura di precisione per sostenere le PMI agricole. Il progetto RuralHack

Se ne parla al Country Hack Fest il 22 gennaio: il punto sul rapporto tra digitale e territorio rurale, verso un futuro nel quale tecnologie e sostenibilità saranno protagonisti di un cambiamento radicale della cultura di approccio alla terra

Intesa Sanpaolo e Federico II creano un hub per fare open innovation al Sud

Il progetto del Gruppo Intesa, all’interno del Campus che ospita la iOs Academy di Apple, vuole creare sinergie tra l’Università e imprese. Due gli obiettivi principali del nuovo polo: ridurre la disoccupazione e fermare la fuga dei cervelli