900 candidati per lavorare in Svezia. Così gli americani vogliono sfuggire a Trump

L’agenzia svedese Round&Round aveva lanciato a novembre una campagna di recruiting che dava la possibilità agli americani scontenti dalle elezioni di trasferirsi in Svezia. Con l’Inauguration Day l’esperimento si chiude con un inaspettato successo

Dopo l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America sembrava che tutti volessero sfuggire alla nuova era americana e scappare all’estero. L’agenzia pubblicitaria svedese Round&Round aveva un po’ scherzato sul fenomeno e aveva lanciato una campagna di reclutamento di talenti americani da far lavorare in Svezia. Il progetto si chiamava The Great Trump Escape. Le aspettative svedesi sono state superate: 857 curriculum arrivati in due mesi hanno dimostrato che quell’iniziativa partita un po’ per gioco aveva attirato una grande fetta del malcontento americano.

The-great-escape

Centinaia di candidature inaspettate

La chiamata era partita il giorno prima delle elezioni e aveva posto un’unica condizione: le domande sarebbero state considerate solo in caso di vittoria di Trump. Di certo i creativi svedesi non si sarebbero mai aspettati una mole così importante di persone interessate a quella posizione: «Sarebbe un sogno lavorare con un paio delle persone che hanno fatto domanda. Molti altri, invece, sono solo alla ricerca di un lavoro, sembrano volere un cambiamento e non vogliono vivere in un paese dove Trump è presidente», ha detto al sito svedese The Local Nahir Aslan di Round&Round. Il risultato delle urne a novembre aveva portato molti americani a rivolgersi anche al vicino Canada come alternativa alla vita in una democrazia che aveva portato alla vittoria Trump. In quei giorni le troppe richieste di informazioni mandarono in tilt anche il sito dedicato all’immigrazione in Canada. Pare, però, che l’emigrazione in Svezia sia relativamente più semplice. E addiritura ottenere la cittadinanza non richieda un iter particolarmente complicato per chi lavora su territorio svedese e impara un po’ della loro lingua. Un motivo in più per guardare con interesse al paese scandinavo.

Una grossa occasione per l’agenzia svedese

Al di là dell’improbabile emigrazione di massa verso l’Europa da parte degli statunitensi, la verità è che la vittoria di The Donald è stata inaspettata per molti, soprattutto all’estero, e alla base della creazione di The Great Trump Escape c’era soprattutto l’intenzione di partecipare al dibattito internazionale su un candidato così discusso come Trump. «Avrei desiderato la vittoria di Hillary e nessuna candidatura per la posizione aperta da noi», ha detto a Business Insider UK il co-founder di Round&Round Andreas Ullenius. La storia, però, ha avuto un altro risvolto e l’iniziativa si è trasformata in una grossa occasione di promozione per l’agenzia.

A group of protestors, comprised mostly of women, rally against Republican presidential candidate Donald Trump outside of Trump Tower, November 3, 2016 in New York City.

Un solo “rifugiato” svedese

Il 20 gennaio 2017 The Donald ha preso l’incarico dopo aver giurato sulla Bibbia di fare il suo meglio alla guida del paese. L’evento, oltre a segnare l’inizio della sua presidenza, ha conciso con la chiusura del sito The Great Trump Escape. Entro l’estate sarà resa nota l’identità dell’unico candidato che riuscirà a non vivere negli Stati Uniti per i prossimi 4 anni e diventare una sorta di rifugiato fuori dagli schemi. Nelle intenzioni dell’agenzia svedese non ci sono per il momento altre campagne di questo tipo, ma nulla esclude che da qui al 2020 qualcosa di diverso potrà essere prodotto. Nel frattempo, nella patria del sogno americano le proteste contro il nuovo inquilino della Casa Bianca non sembrano essersi sopite. E molti altri potrebbero desiderare nell’immediato futuro di lasciare gli Usa.

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