La startup che vuole cambiare il business delle traduzioni. Aqrate

Parliamo della piattaforma di Marco Baglioni, nuovo player sul mercato che si inserisce nel rapporto tra traduttore e cliente cercando di tutelare quest’ultimo

Avete bisogno di una traduzione e non sapete come fare? Con il rischio poi di pagare un prodotto più di quel che costi realmente. Ad occuparsi del problema potrebbe essere Aqrate, startup di Bologna che ha sviluppato una piattaforma online che offre un servizio di assistenza in cui si tiene conto anche delle TM, “memorie di traduzione”, quegli archivi cioè che vengono creati automaticamente dai software delle società di traduzione e rendono possibile il recupero di precedenti elaborati, riducendo in questo modo il numero di parole e anche il prezzo effettivo del lavoro.

Aqrate

credits pixabay.com

L’equazione tra cliente e traduttore

Costo del lavoro = numero (delle parole da tradurre) × tariffa (applicata alla singola parola). Non ci crederete ma esiste un’equazione che regola il rapporto tra cliente e traduttore: ed è questa. Un rapporto, in teoria paritario, che nella pratica poggia però su una disparità. «Chi traduce stabilisce il prezzo di ogni singola parola tradotta, ma determina anche quante ce ne sono da tradurre in ogni documento –  spiega a StartupItalia! Marco Baglioni, founder e managing director di Aqrate – e talvolta nel conteggio sono compresi termini, o anche intere frasi, già tradotti in precedenti occasioni».

Il progetto Aqrate

Riportare in equilibrio l’equazione di cui si diceva è l’obiettivo di Aqrate. Questa piattaforma online è, a tutti gli effetti, un nuovo player sul mercato che si inserisce nel rapporto tra traduttore e cliente cercando di tutelare quest’ultimo. Il servizio di assistenza offerto non solo prevede la gestione delle “memorie di traduzione”, ma anche un esame dei documenti da tradurre supervisionato da un language analyst. Prima di essere inoltrato al cliente, poi, il prodotto viene controllato un’ultima volta a caccia di incongruenze, che vengono puntualmente riscontrate nel 83% dei casi.

Così è nata Aqrate

L’idea di questa piattaforma è nata nel 2015 quando Baglioni, che per anni ha lavorato come traduttore, decide, insieme a Michele Fariselli, di lanciare il progetto. Poco dopo arriva il primo cliente. Da lì in poi la startup ha vissuto un percorso di crescita che le ha fatto raggiungere un fatturato di 130 mila euro annui. «I nostri numeri sono ancora ridotti, ma non le nostre potenzialità –  spiega Marco – l’obiettivo è ovviamente quello di raggiungere il mercato internazionale, ma solo attraverso uno sviluppo armonico. Cosa che non sarebbe possibile facendo entrare un altro partner che potrebbe voler poi snaturare la nostra idea di partenza». Nei suoi primi 6 mesi di attività, tre diverse società di traduzioni si sono fatte avanti per acquistare Aqrate. «Per certi versi siamo una realtà scomoda – spiega Baglioni – soprattutto se teniamo conto che, in media, facciamo risparmiare ai nostri clienti quasi il 30% sui costi. Cifre che in alcuni casi possono significare diverse migliaia di euro».

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