Luca Annunziata

Luca Annunziata

Set 12, 2017

A Cupertino debutta il nuovo iPhone X

Completamente soddisfatte le attese. Un nuovo Watch con LTE, due nuovi iPhone con ricarica wireless e una Apple TV 4K. Su tutto però domina iPhone X.

Si parte coi Beatles e con le immagini del nuovo campus di Cupertino, poi la voce di Steve Jobs che spiega con le sue proprie parole la sua poetica e la sua concezione della tecnologia: è impossibile non cogliere nelle note del gruppo musicale britannico un richiamo al co-fondatore di Apple, a cui è intitolato il teatro dove si tiene per la prima volta il lancio di un nuovo prodotto della Mela. E poi ci pensa lo stesso Tim Cook, sul palco, a dedicare i primi minuti del keynote alla figura di chi è stato indubbiamente un gigante della Silicon Valley.

Sono passati 10 anni da quando Steve cambiò su un palco a San Francisco la storia della telefonia mobile con il primo iPhone e oggi si respira l’aria di commemorazione, così come la voglia di stupire tutti di nuovo con quanto ha in serbo Tim da mostrare sul palco, questa volta a Cupertino. Certo è cambiato molto da quel 2007, la concorrenza vecchia e nuova non è stata a guardare: ma il marchio californiano esercita ancora un fascino tutto particolare e punta a restare ancora il prodotto da battere.

Un iPhone tutto nuovo, un campus tutto nuovo

Il nuovo campus costruito a cavallo tra Cupertino e San Jose è l’espressione del design e della visione Apple: si adatta all’ambiente circostante, cerca di coniugare la sua vocazione tecnologica (è tutto alimentato con energie rinnovabili) con un aspetto luminoso fatto di tanto vetro e materiali naturali, che si sposano con un enorme parco che circonda l’edificio principale a forma di anello e che continua anche al suo interno.

C’è anche un nuovo Apple Store nel campus, che incarna a sua volta la rinnovata filosofia retail di Apple che molto presto si farà strada anche qui da noi (oltre che in città come Parigi, New York, Chicago): il punto vendita che la Mela si appresta ad aprire nel centro di Milano sarà testimonianza di questa volontà di trasformare un semplice negozio in un punto di incontro per le persone, oltre che un luogo dove vendere oggetti. Nei punti vendita più grandi ci sarà addirittura la possibilità di godere di un trattamento speciale in salette dedicate, così da trasformare l’esperienza di acquisto in una sorta di giornata di svago in cui rilassarsi.

C’è un lungo preambolo prima di arrivare a parlare di iPhone: ovviamente Tim Cook si prende tutto il tempo per fa crescere l’attesa per l’annuncio più significativo di giornata, con tanto di retrospettiva sulle ambizioni e le intenzioni di Apple quando ha iniziato a immaginare e disegnare e progettare il suo primo iPhone. Dal multitouch all’App Store (a dire il vero al marketplace come lo intendiamo oggi non ci era arrivata proprio subito Apple), ci sono state molte situazioni nelle quali iPhone ha introdotto novità interessanti: Siri è stato uno dei primi assistenti personali con funzioni AI, Apple Pay ha sfruttato in modo originale il lettore di impronte per autorizzare i pagamenti, e così via.

Per questo l’annuncio di oggi viene definito “grandioso”: anche qui però le indiscrezioni avevano colpito nel centro il bersaglio, con il nuovo iPhone 8 che è esattamente come ci era stato anticipato con il posteriore in vetro, il color oro-bronzo, la doppia fotocamera sul Plus e quella singola sul modello da 4,7 pollici. La struttura della scocca è stata rinforzata per renderla più rigida, lo schermo è stato rinnovato: oltre ad essere Retina HD supporta anche l’adattamento cromatico come su iPad Pro, in base alla luce ambientale.

Il nuovo SoC, il nuovo processore, si chiama A11 Bionic: è un six-core, capace di superare del 70 per cento le performance del precedente, con una GPU progettata da Apple il 30 per cento più potente di quella montata da A10. Apple ha progettato anche un ISP (image signal processor) dedicato alle performance fotografiche anche in condizioni di scarsa luce, che ben si coniuga con le nuove fotocamere: 12 megapixel con un nuovo sensore sul modello 8, doppio 12 megapixel sul Plus con lenti f/1,8 e f/2,8. Migliorata la gamma dinamica, più ampio lo spazio colore registrato dal sensore, performance migliori quando cala la sera.

Rinnovato l’algoritmo per lo scatto di un ritratto fotografico: disponibile sul modello Plus, quello con due fotocamere, Portrait Lighting permette di modificare l’illuminazione del soggetto in post-produzione, per rendere migliori le foto scattate con la fotocamera posteriore. Migliorata anche la gestione dei video: il nuovo ISP ottimizza la registrazione dei video 4K 60fps dividendo il fotogramma in 2 milioni di punti e applicando la compressione migliore a ciascuno di questi segmenti. Per i patiti dello slow-motion, il nuovo iPhone 8 supporta le riprese 1080p 240fps: il doppio del precedente.

Si parla anche di realtà aumentata: la fotocamera è stata ottimizzata per sfruttare il nuovo giroscopio e gli altri sensori montati da iPhone 8 Plus, così come il chip A11 dispone di funzioni apposite per migliorare la sovrapposizione tra ciò che è reale e ciò che è virtuale. Giochi, app, intrattenimento: ci sono molte possibilità che tutti vogliono cogliere in questo settore, Apple pare non avere intenzione di restar indietro.

Altro dettaglio in cui Apple non poteva più permettersi di restare indietro era la ricarica wireless: il posteriore di vetro è funzionale a questa possibilità, e contrariamente a quanto si era supposto in questo caso la Mela non ha scelto di andare per la propria strada. iPhone 8 supporta lo standard Qi che è ormai il più diffuso sulla piazza, una buona notizia anche per ciò che attiene il prezzo di acquisto di questo tipo di accessori.

Due allestimenti per iPhone 8 e iPhone 8 Plus, con tagli di memoria da 64 e 256GB. In vendita dal 19 settembre con prezzi a partire da 839 euro per il 4,7 pollici da 64GB (1.009 per 256GB), mentre occorrono 949 euro per il Plus da 5,5 pollici (1.119 euro per 256GB).

Finalmente iPhone X

One more thing: in questo keynote torna la formula che ha reso famoso Steve Jobs, l’annuncio finale riguarda iPhone X (iPhone 10, “ten”: iPhone dieci). Monta un Super Retina display (super, come il Super AMOLED di Samsung – che fornisce i pannelli), con bordi ridotti e con una diagonale da 5,8 pollici e una risoluzione di 2436×1125 (458ppi). Si tratta di un display OLED, che supporta HDR, ha un contrasto da 1.000.000:1 e naturalmente dispone della funzione True Tone come iPhone 8 e iPad Pro.

Niente tasto home: basta un tocco sullo schermo per accendere il display. Sul palco viene definito un passo avanti nella user-experience, analogo a quello che si può già sperimentare ad esempio su Samsung S8 o LG G6. In realtà Apple ha interpretato a modo proprio le gesture per passare da un’app all’altra, o per tornare alla schermata principale (iOS non ha i tasti software dell’interfaccia Android), ma per richiamare Siri si usa il pulsante di accensione sulla falsa riga di come si fa con il pulsante Bixby sui device Samsung di ultima generazione.

Sparisce il tasto home, niente lettore di impronte: entra in campo FaceID, realizzato con due fotocamere frontali (una a infrarossi) che identifica i tratti del viso del proprietario per sbloccare l’unità e autorizzare i pagamenti. Anche qui lo schema è analogo a quello visto su Galaxy S8 e Note 8. Per funzionare FaceID utilizza un processore neurale che è stato integrato in A11, due core aggiuntivi capaci di 600 miliardi di operazioni al secondo, impiegato per consentire ad iPhone X di imparare a riconoscere sempre meglio i tratti del viso riducendo la possibilità di errore a 1 su 1 milione (un passo avanti rispetto all’impronta digitale, sulla quale Apple stimava un errore di 1 su 50.000). Un annuncio analogo è stato fatto la scorsa settimana da Huawei, che nel suo nuovo processore Kirin 970 incorpora una NPU che pare avere qualità analoghe alla parte Bionic di A11 di Apple.

La doppia fotocamera frontale di iPhone X viene sfruttata anche per catturare un’immagine tridimensionale del viso e dare vita alle Animoji, emoji che vengono animate seguendo il movimento del viso e inviate con tanto di audio abbinato tramite messaggio. Anche la doppia fotocamera anteriore è stata ottimizzata per l’utilizzo della AR, dunque gli effetti applicati in tempo reale risultano pressoché perfetti nei selfie più creativi. Vista la presenza della dual-camera è anche possibile sfruttare la nuova modalità Lighting Portrait quando si scattano i selfie.

La fotocamera posteriore è superiore a quella di iPhone 8 Plus: sempre due sensori da 12 megapixel ma di dimensioni maggiori, le lenti sono da f/1,8 e f/2,4, e iPhone X dispone anche di doppio OIS per migliorare la stabilizzazione di foto e video. Il flash LED è quadruplo, e di nuovo il chip A11 lavora con algoritmi di machine learning per ottimizzare scatti e riprese video.

Il prezzo per un iPhone X da 64GB in Italia è fissato a 1.189 euro, mentre il modello da 256GB costerà 1.359 euro. Consegne a partire dal 3 novembre.

Il nuovo Apple Watch

Lo smartwatch Apple è cresciuto in modo significativo nel gradimento da parte della clientela: Cook ha annunciato che ormai il Watch è l’orologio più venduto al mondo, grazie una crescita del 50 per cento messa a segno nell’ultimo anno. Il gradimento del 97 per cento per le prestazioni del device sembra legato alle sue qualità per la salute e il fitness, secondo l’interpretazione data da Apple: il pubblico sembra apprezzare il fatto che il wearable consenta di tenere sotto controllo il movimento e il battito cardiaco, dunque si investe alla grande su questo aspetto del prodotto.

Il nuovo software Watch OS 4 aggiunge nuove funzioni proprio per tenere sotto controllo le proprie attività o stabilire nuovi obiettivi da perseguire per tenersi in forma: il sistema di monitoraggio del battito cardiaco viene migliorato per aumentare il numero di informazioni fornite, anche sulla schermata principale, così come cercherà di prevedere situazioni inusuali per il battito cardiaco e fornire un quadro preciso della situazione. Il nuovo Watch OS verrà rilasciato il prossimo 19 settembre, ovviamente con a bordo tutta una serie di altri miglioramenti per tutte le app presenti a bordo.

C’è spazio anche per un nuovo Apple Watch che, come da previsione, è dotato di connettività LTE indipendente dallo smartphone: la serie 3 si distingue dalla precedente per la corona rossa sul lato destro della cassa, e naturalmente Apple spiega che era questo l’obiettivo che si erano posti fin dall’inizio. Viene comodo anche per un altro aspetto: ci si abbona ad Apple Music, si collegano le cufie AirPods via Bluetooth, e si può uscire a correre con solo l’orologio al posto ed ascoltare in streaming i milioni di brani presenti nel catalogo iTunes.

A bordo c’è un nuovo processore dual-core, un nuovo chip dedicato alla connettività Wi-Fi e Bluetooth (Apple promette un risparmio del 50 per cento in termini di consumi) e Siri questa volta risponde direttamente a viva voce alle domande di chi indossa il Watch. C’è persino un altimetro a bordo del nuovo serie 3, e per ridurre le dimensioni Apple ha deciso di sfruttare la superficie dello schermo come antenna per segnale LTE e altra connettività, così come di integrare una e-SIM (una SIM virtuale, le cui specifiche standard sono state definite solo lo scorso anno) così da non dover avere l’ingombro e le complicazioni di un vassoio per la SIM.

Ci sono nuove finiture per il Watch serie 3, compresa una “gold aluminium” che di fatto è praticamente oro ma senza il prezioso metallo, e ci sono nuovi cinturini compresi modelli firmati da grandi case di moda. C’è pure una finitura ceramica grigio scuro, alternativa a quella bianca dello scorso anno: rimane invariato l’allestimento e l’impermeabilità, con prezzi che partono da 379 euro per il modello Wi-Fi. L’Italia purtroppo non compare tra le nazioni in cui il nuovo serie 3 LTE sarà disponibile dal 22 settembre: occorrerà attendere più a lungo.

Una Apple TV ad alta definizione

Per un’azienda che punta tanto sulla vendita dei servizi, un avamposto in salotto come Apple TV è fondamentale: per molto tempo Apple ha tenuto al minimo dei giri il motore di questo device, in attesa di comprendere appieno quale potesse essere il ruolo che poteva ritagliarsi nella vita degli utenti. Il passaggio all’alta definizione è stato significativo, così come lo è oggi con la nascita di una Apple TV 4K.

Naturalmente la nuova Apple TV dispone anche di tutto quanto occorre per supportare l’HDR, in variante Dolby, che attualmente costituisce il principale richiamo ad acquistare una nuova TV: con l’HDR si vedono più colori, con il 4K si vedono più dettagli, e il risultato è un’esperienza di intrattenimento migliore. Per gestire più pixel e più colori occorre un chip all’altezza: quindi il SoC A10X, quello di iPad Pro, trova posto nella stessa forma del piccolo parallelepipedo nero indistinguibile dalla precedente Apple TV.

La Apple TV 4K è compatibile anche con le trasmissioni 4K e HDR di Netflix e Amazon, e ai contenuti fruibili (almeno negli USA) si aggiungono anche canali TV live e gli eventi sportivi legati alle preferenze espresse dai singoli utenti. La Apple TV funge anche da terminale per quanto è a bordo del proprio iPhone o iPad, visto che è possibile mandare in riproduzione foto, live foto e video dal proprio dispositivo portatile alla televisione tramite la Apple TV.

A Cupertino scommettono pure sulle chance di questo dispositivo di permettere a chi lo possiede di giocare: farlo solo col telecomando della Apple TV pare un po’ difficile, ma probabilmente qui Cook e compagni stanno semplicemente presidiando un settore nel quale puntano a crescere in futuro.

Il prezzo della nuova Apple TV 4K è fissato a 199 euro se ci si accontenta di 32GB di storage, mentre si sale a 219 euro per 64GB: in vendita dal 22 settembre.