Sergio Stanco

Sergio Stanco

Ott 1, 2017

200 mila partite giocate dall’Italia all’Australia. Intervista al CEO di Fubles, social network del calcetto

Giuseppe De Giorgi ha co-fondato un sito e un'app per aiutare calciatori amatoriali ad organizzare le partite

Non ci sono statistiche ufficiali, ma – ce ne fossero – non ci sarebbero dubbi: il calcetto è lo sport più praticato in Italia. Chiunque abiti vicino a centri sportivi o abbia amici in età più o meno “matura”, lo sa. E sa anche che riuscire ad organizzare un 5 contro 5 può diventare un’impresa titanica, soprattutto quando si va avanti con gli anni e gli acciacchi sono all’ordine del giorno.

Lo stress pre-partita per raccogliere i giocatori

Spesso si fa più fatica nel pre-partita a tirar su i giocatori, piuttosto che a correre in campo. Centinaia di email, chat Whatsapp che ribollono, gente che prova a invitare anche sconosciuti per strada pur di non perdere la caparra. Uno stress assurdo. Possibile che non ci sia un sistema per velocizzare? No, non c’era. Almeno fino a quando Giuseppe De Giorgi, ai tempi studente di ingegneria e provetto calciatore, e i suoi amici non hanno deciso di risolvere definitivamente il problema. Perché non creare un portale che raccolga la domanda di giocatori e l’offerta di partitelle? Il sistema è facile e intuitivo (ma non è questo il segreto di ogni Startup di successo che si rispetti?), si chiama Fubles e funziona più o meno così: chi organizza le partitelle e ha bisogno di giocatori, inserisce la partita sul portale www.fubles.com (sulla relativa app) e segnala il numero di posti disponibili, la località e il prezzo. Chiunque fosse alla ricerca di una “sgambata” può iscriversi e partecipare alla partita.

La classifica per valutare la bravura dei giocatori

Dopo l’appuntamento imprescindibile della birretta post-partita, Fubles chiede a tutti i partecipanti di segnalare la serietà dei partecipanti, ma anche di votare le prestazioni in campo.  I voti servono per creare classifiche speciali e divertenti, ma possono anche aiutare a capire la qualità dei giocatori in campo e indirizzare il potenziale calciatore a scegliere l’offerta più compatibile con il suo livello. I vantaggi sulla carta sono tanti: dal risparmio di tempo, ai costi, alle mancate caparre devolute, passando per la creazione di nuovi rapporti, amicizie e opportunità. Si chiama networking e si fa al calcetto, almeno così sosteneva il Ministro del Lavoro Poletti qualche tempo fa. Abbiamo sentito Giuseppe De Giorgi, uno dei fondatori di Fubles per capire come funziona il sito.

L’intervista

Com’è nata l’idea dell’app?

“L’idea nasce da un bisogno reale: come possiamo organizzare le nostre partite di calcetto senza perdere tempo e denaro? Durante l’università perdevamo troppo tempo nel contattare gli amici, cercare nuovi giocatori, trovare il portiere, coordinare le disponibilità di tutti e del campo. E quindi, da buoni ingegneri, ci siamo detti: dobbiamo trovare qualcosa che lo faccia per noi. Non trovando niente sul mercato, abbiamo pensato di crearlo”.
Come avete sviluppato il progetto? 

“Siamo partiti dal nostro piccolo gruppo di amici di Milano costretti ad uno ad uno a iscriversi e utilizzare Fubles per giocare a calcetto. Il problema più grande è stato proprio la resistenza al cambiamento (la classica frase “chiamami quando ti serve uno”). Ma una volta avviato il progetto, ci siamo accorti di aver fatto centro, perché gli iscritti sono cresciuti rapidamente”.

E ora a che punto siete del progetto?

“Abbiamo superato i 600.000 utenti registrati e sono state giocate più di 200.000 partite reali in Italia e non solo. Il mercato quindi c’è e l’engagement è molto alto. Fino ad oggi sono state pubblicate più di 11 milioni di pagelle post partita. Ora dobbiamo puntare ad aumentare sempre di più la nostra base utenti raggiungendo la massa critica anche in altre nazioni”.

Presentiamo Fubles ad un potenziale nuovo utente…

“Il funzionamento è semplicissimo: ci si iscrive gratuitamente tramite il sito o le app native, dopodiché se sei l’organizzatore inserisci la partita e segnali di quanti giocatori avresti bisogno, così chiunque volesse partecipare si può iscrivere. Viceversa, se sei un giocatore in cerca di partita, puoi filtrare quelle disponibili in zona e unirti ad una già in programma. Basta un clic e sei praticamente già in campo! Nel post-partita, poi, Fubles chiede di dare un voto a compagni e avversari creando quindi statistiche e classifiche simpatiche ed avvincenti. Oltre a semplificare tutto il processo, Fubles permette anche di creare nuovi contatti interpersonali e sicuramente anche nuove amicizie”.
E il riscontro, come dicevamo, è positivo…

“Sì. Ad oggi vengono giocate regolarmente partite in Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Cile e Australia. L’Italia rappresenta ancora l’80% delle partite giocate ma stiamo notando ottimi tassi di crescita all’estero, cosa di cui andiamo particolarmente fieri anche perché frutto esclusivamente del passaparola”.


Che piattaforme tecniche usate e che ruolo hanno i social network, come li sfruttate?

“Facebook e Instagram rappresentano per noi sia un ottimo canale di comunicazione, che di acquisizione di nuovi utenti. Abbiamo inoltre integrato Facebook nel prodotto in diverse fasi, dalla semplice registrazione (Facebook Connect), agli inviti ad una partita (Messanger), fino alla condivisione di pagelle e giudizi”.
Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

“Abbiamo sempre due obiettivi: migliorare il prodotto e far crescere la community”.

Ci sono sponsor che vi hanno sostenuto?

“Con Adidas lavoriamo continuativamente dal 2011, così come con altri brand. Sulla base delle loro esigenze capiamo come Fubles può essere utile e cerchiamo di creare partnership importanti e durature. L’obiettivo è sempre quello di creare insieme belle iniziative di marketing in grado di coinvolgere attivamente la nostra community”.

Di cosa andate più orgogliosi?

“Di aver creato qualcosa da zero in Italia, un mercato poco aperto all’innovazione e al cambiamento”. E questo è ancor più vero in un mondo, come quello del calcio, sacro e – solitamente – inscalfibile.