Assunta D'Aquale

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Ott 6, 2017

Più incentivi alle startup, in Europa semaforo verde alle richieste dell’Italia

La Commissione Europea si è pronunciata a favore degli incentivi fiscali previsti dalla legge di bilancio per il 2017, per chi investe in startup innovative

La Commissione Europea ha approvato la richiesta di modifica agli incentivi presentata dall’Italia nel giugno scorso, aumentando le percentuali sulle detrazioni destinate alle startup. Nel documento SA.47184 sono spiegate le variazioni proposte dall’Italia e le motivazioni che hanno indotto la Commissione Europea ad autorizzare le modifiche al regime esistente di aiuti.

Meno tasse per chi investe

• Una proroga del regime a partire dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2025
• Per le persone che investono nelle startup innovative, un aumento dell’aliquota di detrazione dall’imposta lorda dal 19% (o dal 25% per gli investimenti in startup innovative a vocazione sociale o in startup che sviluppano e commercializzano prodotti o servizi innovativi esclusivamente ad alto valore tecnologico nel settore dell’energia) al 30% fino a un importo massimo di 1 milione di euro invece di 500 mila euro l’anno
• Per le imprese che investono in startup, un aumento dell’aliquota di deduzione dal reddito imponibile dal 20% (o dal 27% per gli investimenti in startup innovative a vocazione sociale o in start-up che sviluppano e commercializzano prodotti o servizi innovativi esclusivamente ad alto valore tecnologico nel settore dell’energia) al 30% dell’importo investito nel capitale sociale
• Una nuova dotazione totale del regime pari a 166,5 milioni di euro per il periodo 2017-2025, ossia 18,5 milioni di euro l’anno.

Chi può usufruire degli incentivi?

I destinatari delle agevolazioni sono tutte quelle imprese che rientrano nella definizione di startup innovative, cioè società di capitale, costituite anche in forma cooperativa, in possesso di determinati requisiti, come stabilito dalla normativa di settore.
Di conseguenza, il sostegno previsto per gli aiuti al finanziamento del rischio per investimenti effettuati da persone fisiche in startup innovative, è limitato a:

• Piccole e medie imprese non quotate.
• Imprese non più vecchie di 5 anni (60 mesi) dalla relativa vendita e che possono beneficiare, in totale, di un massimale fino a 15 milioni di euro per investimenti in capitale di rischio ai sensi del Regolamento (UE) n.651/2014.

E’ utile anche rilevare anche che gli incentivi fiscali sono validi sia nel caso degli investimenti diretti in startup innovative che per gli investimenti indiretti effettuati attraverso organismi d’investimento collettivo o altre imprese che investono principalmente in questo tipo di attività. Le imprese che beneficiano degli incentivi non sono obbligate ad avere sede principale in Italia, ma devono comunque possedere un’organizzazione stabile per svolgere la propria attività economica.

Perché l’Ue ha detto sì

Le motivazioni che hanno portato la Commissione a decidere per l’aiuto alle startup da parte dello Stato sono da cercare nella difficile situazione economica. Nelle sue conclusioni la Commissione ribadisce che il regime notificato SA.47184 (2016/N) – Italia – “Incentivi fiscali all’investimento in startup innovative” è compatibile con il mercato interno ribadisce all’Italia l’obbligo di presentare relazioni annuali sull’attuazione del regime notificato e di conservare registri dettagliati.