Anna Gaudenzi

Anna Gaudenzi

Nov 20, 2017

Road to #SIOS17, Fausta Pavesio: più abilitatori, network e sistema per aiutare le startup

In attesa dello StartupItalia! Open Summit del prossimo 18 dicembre abbiamo chiesto a Fausta Pavesio di raccontarci che cosa ci aspetta nel panorama dell'innovazione nei prossimi mesi

Fausta Pavesio, Senior Advisor di Appian Corporation, Membro del consiglio direttivo di Italia Startup e Indipendent Director di Tag Milano, sarà una delle prime donne ad aprire lo StartupItalia! Open Summit che quest’anno avrà una rappresentanza femminile molto importante. Con una laurea in informatica e Computer Science, Fausta Pavesio è riuscita a diventare una delle più importarti investitrici nel panorama italiano delle startup. Le abbiamo chiesto qualche anticipazione del suo speech al summit ma anche di raccontarci che cosa ci aspetta nel panorama innovazione nei prossimi mesi, quali sono i trend i ascesa e quale ruolo può avere l’Open Innovation per far crescere l’ecosistema delle startup.

L’intervista

Open innovation: quanto il modello produttivo italiano è già aperto all’innovazione trasversale e quanto ancora bisogna fare?
Credo sia da fare un grosso distinguo tra aziende multinazionali, le grandi corporation e la piccola media impresa: se le varie Fiat, Banca Intesa, Ferrovie dello Stato, Enel etc. stanno lavorando da tempo su queste tematiche, la vera realtà italiana, cioè la piccola e media impresa, è veramente molto lontana da questi temi. Va fatta una operazione di cultura enorme per invertire questa tendenza e portare anche le PMI ad aprirsi alle startup.

Cashless Society: è possibile in Italia un modello simile a quello svedese? Che impatto avrà su tessuto produttivo?

Una società che utilizza sempre di meno il contante a mio parere è una società più trasparente, eppure di recente sono stata attaccata su questo argomento da parte di chi probabilmente non vuole il tracciamento delle transazioni: ricordiamoci di tutto il nero che c’è in Italia. Altri polemizzano con la  possibilità di una cashless society per questioni legate alla privacy: i pagamenti elettronici parlano di quello che faccio, e quindi chiunque se ne può approfittare, dalla grande azienda che si informa sulle mie abitudini, alla moglie che scopre il tradimento del marito. Io credo che, al di là di quelli che possono essere considerati degli ostacoli allo sviluppo di una società senza contante, il governo dovrebbe continuare a spingere in questo senso.

Quale tecnologia emergente/trend nel 2018 cambierà il modo fare business e di vivere?

Il trend emergente più rilevante è senza dubbio quello legato all’Intelligenza Artificiale. C’è tantissimo da fare in questo settore e grandi opportunità che non si devono perdere. Condivido alcune delle preoccupazioni generali sul fatto che l’intelligenza artificiale potrà causare problemi al lavoro ma sono una convinta sostenitrice di un sistema ibrido dove la macchine lavorino a fianco dell’uomo per aiutarlo e non sostituirlo.

Internazionalizzazione: che cosa serve all’ecosistema delle startup per scalare?

Serve ecosistema, cioè soldi, network e abilitatori . Sicuramente anche un traino dello Stato sarebbe molto importante. Credo che un ruolo chiave lo giochino anche i Business Angels che hanno la possibilità di fare qualcosa di concreto per tutto il sistema. Come scrivevo subito dopo la scorsa edizione di StartupItalia! Open Summit nel 2015 sono stata nominata da IBAN Business Angel of the year 2015 perché per avere avuto 5 startup nel mio portafoglio: una tra queste Satispay. Credo di essere una mosca rara. Ho iniziato quasi per caso, su “contagio” da parte di un amico che si interessava all’angel investing da più tempo. Chi mi conosce lo sa, metto passione ed energia in tutto quello che faccio, e quindi dare una mano al sistema paese mi sembra il minimo. Senza apparire troppo. Ma facendo. Cercando di approfondire il contesto e l’analisi, credo che le motivazioni per cui una donna dovrebbe investire in StartUp possano essere ricondotte a cinque.
1. Give back: Sono fermamente convinta che per una persona che ha avuto successo (tanto o poco) debba essere naturale “restituire” al sistema un po’ di questo successo. E questo è molto “materno”, se ci pensate.
2. Diversificazione finanziaria: Tante delle persone che hanno investito con me in fase di seed, sono persone come me, assolutamente normali, con un po’ di risparmi nel cassetto. Piuttosto che “perderli in borsa”, preferiscono mettere questi risparmi in operazioni che possono dare un contributo significativo.
3. Esperienza: Come ha detto bene ieri Davide Dattoli di Talent Garden, l’esperienza non si compra. Non a caso stanno nascendo tantissime iniziative Over-Under che affiancano giovani e diversamente giovani nei percorsi di crescita: le capacità manageriali che ognuna di noi ha nel suo bagaglio possono essere un prezioso aiuto ed un esempio.
4. Allineamento tecnologico con le nuove generazioni: Per me è forse leggermente diverso, perché sono una delle prime laureate in informatica (1977) ed ho avuto la fortuna di vivere negli Stati Uniti nei primi anni novanta, quando internet stava nascendo. Ma per una donna occuparsi di queste tematiche vuol dire dimostrare interesse in quello che fanno i ragazzi, e tra l’altro imparare un sacco anche solo dal punto di vista “utente”.
5. Sostegno al sistema paese: i numeri sono bassissimi: se tutte le donne alla soglia della pensione mettessero un po’ di soldi ed un po’ di esperienza al servizio delle giovani imprese innovative, sarebbe un segnale piccolo ma importante per tutta la comunità dei Business Angel in primis e dei finanziatori in generale.

Puoi anticiparci l’argomento che affronterai nel tuo speech al Summit?

Nel mio speech vorrei concentrarmi sul ruolo degli angel investor, di come questi possano veramente portare valore alle startup, e di come occorra anche concentrarsi sul ruolo di angel donna per la promozione della diversity nell’imprenditorialità