Nasce l’European Aviation Network: in arrivo il wi-fi per i voli europei

Inviare e ricevere email, postare commenti o immagini sui social, fare ricerche su Google, guardare film su Netflix. Nasce l’European Aviation Network la rete che introduce internet sui voli a corto raggio in tutta Europa.

Da oggi grandi novità per chi ha paura di volare (e non solo). Per coloro che vivono il viaggio in aereo come una vera e propria tortura, ma anche per gli internet dipendenti, per i quali passare anche una sola ora senza poter dare una sbirciatina a Facebook, o mettere like su Instagram e vedere gli hashtag più popolari di Twitter; per coloro i quali “A cosa serve fare bellissime foto del panorama se poi non possiamo pubblicarle sul momento?”, l’incubo è finalmente finito: tra poco meno di quattro mesi sarà possibile connettersi col wi-fi a bordo di tutti i voli europei.

A partire da giugno 2018 sarà possibile per tutti i cittadini dell’Unione Europea connettersi a internet anche in volo, una vera e propria rivoluzione frutto del risultato della collaborazione tra Nokia, Inmarsat e Deutsche Telekom, che hanno lavorato insieme dal 2015 per realizzare l’European Aviation Network, un progetto che permette a chiunque di beneficiare, in aeroporto e in volo, di una connessione continua e senza interruzioni, tramite una normale rete 4G e, una volta in cielo, del segnale proveniente dai satelliti combinati.

 

Il Progetto European Aviation Network

 

L’European Aviation Network (EAN) è un sistema integrato (integrated satellite and air-to-ground network) che permette di far agganciare i velivoli alla normale rete LTE (Long Term Evolution, l’attuale generazione GSM/UMTS che permette il 4G). In particolare, la connessione è possibile tramite un satellite geostazionario con un payload in banda S e una rete di trecento stazioni di terra (distanti circa 150 chilometri una dall’altra) che fanno rimbalzare il segnale. Il principale vantaggio dell’EAN rispetto alle soluzioni concorrenti sta nel peso (e di conseguenza del prezzo) molto ridotto dello strumento di ricezione da installare sull’aereo. Vista la necessità di sfruttare le antenne a terra, il sistema è pensato e ottimizzato per le rotte europee ad alta frequentazione. La capacità dell’EAN sarà di circa 50Gbps. Da giugno dunque ci si potrà registrare all’’European Aviation Network e navigare senza consumare i giga del proprio traffico, sfruttando un collegamento che, tra le nuvole, switcha automaticamente al wireless satellitare.

La fine della modalità aereo?

 

“I signori passeggeri sono pregati di spegnere cellulari e smartphone” ecco cosa sentiamo in aereo quando stiamo per decollare o atterrare. Tutti gli smartphone hanno a disposizione la cosiddetta “modalità aereo”, che sostanzialmente impedisce al dispositivo di comunicare con il mondo esterno. Questo perché le frequenze di un cellulare acceso – che cerca continuamente campo – possono disturbare le comunicazioni radio in un aereo, con ovvie e pericolose conseguenze per il velivolo e i suoi passeggeri. La modalità aereo di fatto disattiva tutti i sistemi di comunicazione mobile, quindi UMTS, LTE e GSM, mentre è possibile tenere accesi il wi-fi o il Bluetooth. I pericoli nascono soprattutto nelle fasi di decollo e di atterraggio, quando, da una parte, è più fitto lo scambio di informazioni via radio tra i piloti e il personale di terra, e dall’altra i telefonini che cercano di trovare campo sfruttano soprattutto le frequenze GSM. Se finora abbiamo sempre selezionato la Modalità Aereo sui telefonini, a partire da giugno, quando il servizio EAN verrà lanciato per alcune destinazioni, si dovrà procedere prima con l’attivazione dell’Airplane Mode e in seguito con quella del solo wi-fi, unico protocollo necessario per la navigazione. In questo modo si tiene spenta la rete mobile, che potrebbe rappresentare un problema sia di interferenza con le strutture degli apparecchi aerei che della stessa qualità del segnale della rete.

 

I test del progetto EAN

 

I test sono già stati svolti su diversi voli per confermare il funzionamento della rete integrata terrestre-satellitare; sono state convalidate le prestazioni di EAN, che garantisce latenza inferiore ai 100 ms. Durante le prove, il sistema è riuscito ad agganciarsi con successo alle varie attenne, mantenendo una connessione stabile. Inoltre, sono state testate le velocità di download e upload. Il primo gruppo a sperimentare la connessione comunitaria sarà l’International Airlines Group (IAG), a cui appartengono British Airways, Iberia, Vueling e Aer Lingus. I velivoli toccheranno anche l’Italia, che rientra tra i 30 paesi considerati nel progetto: i 28 dell’Unione Europea più Svizzera e Norvegia. Il servizio European Aviation Network rappresenta un chiaro vantaggio non solo per i viaggiatori. Gli operatori aeroportuali, marchi e aziende partner, potranno infatti cogliere al volo l’opportunità di raggiungere gli utenti sempre e dovunque attraverso banner e annunci pubblicitari, in cambio di un collegamento gratuito.

 

E’ un italiano l’autore del progetto EAN

 

Si chiama Michele Franci ed è l’italiano che ha dato vita al progetto European Aviation Network, il primo sistema di wi-fi in banda larga per i passeggeri dell’aviazione commerciale di tutta Europa. “In questo modo potremmo finalmente utilizzare in volo il web esattamente come facciamo sulla terra”, ha dichiarato Franci, Chief Technological Officer di Inmarsat, una delle maggiori aziende di comunicazioni via satellite al mondo, con sede a Londra. Dal punto di vista tecnologico lo European Aviation Network è il primo sistema integrato di satelliti e antenne dislocate a terra esistente al mondo, con 300 torri/antenne puntate verso il cielo. L’Europa si è rivelata il paese migliore per sviluppare questo progetto per due solidi motivi: una vasta contiguità territoriale e un’alta densità digitale. Dunque un’Europa unica al mondo perché dotata di un territorio compatto con tanti grandi centri urbani.

 

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