Shazam e Musixmatch, alleanza per i testi delle canzoni in tempo reale. Max Ciociola: “Ecco com’è nato l’accordo”

Rilasciata la nuova versione di Shazam. Gli artisti potranno contribuire direttamente fornendo i propri testi e vederli su Shazam tramite Musixmatch. Abbiamo sentito Ciociola per farci raccontare cosa cambia per l'utente e non solo

Shazam, l’app  che riconosce le canzoni,  ha oggi rilasciato una nuova versione della sua app iOS. L’aggiornamento di Shazam include un accordo con Musixmatch, azienda italiana fondata da Massimo Ciociola che conferma in questo modo la propria leadership a livello globale nella fornitura e gestione tecnologica di metadata musicali e, con particolare riguardo alle “lyrics”. Abbiamo sentito Massimiliano per capire perché Shazam ha deciso di puntare su questa partnership.

Massimiliano Ciociola a StartupItalia! Open Summit ha premiato Viralize

Max da competitor a cliente. Oggi Shazam usa la tecnologia e i dati di Musixmatch

Ricordo che quando lanciammo Musixmatch 8 anni fa ci davano per spacciati perché dicevano che Shazam ci avrebbe ammazzato. Siamo sempre state due cose diverse. Shazam, ora parte di Apple, è l’app più scaricata al mondo, conosciuta da tutti, ha democratizzato l’ascolto della musica facendola riconoscere in 1/2 secondi.

Musixmatch dalla sua ha sempre puntato sul creare un data-set unico: il più grande catalogo di testi di canzone al mondo, curato da 35 mln di persone in 120 paesi e 80 lingue diverse. Era inevitabile che Shazam cercasse e completasse la sua esperienza con i nostri dati. Da oggi Shazam cambia completamente, non solo per aver introdotto una nuova UI, ma l’engagement lato utente cambierà, da app di puro riconoscimento diventa un’esperienza di musica completa.


Come è nato l’accordo con Shazam ?

Un giorno (erano le 2 di notte in Italia) ricevo una call da Chris Barton, uno dei founder di Shazam. Mi chiede scusa per l’ora (non sapeva nemmeno dove ero) e mi dice “I want our companies to work together”.

Chris non lavorava già da un pezzo a Shazam era in Dropbox. Concordo con lui sulla vision. Ci vediamo a San Francisco dopo poche settimane in un baretto nel centro. Chris è un visionario, 15 anni fa creò assieme a Philippe, Avery e Dhiraj quello che è il migliore algoritmo di Audio Fingerprint mai realizzato al mondo, che oggi si chiama Shazam.

Da allora dopo un susseguirsi di manager ci siamo seduti ad un tavolo con il management di Shazam ed abbiamo strutturato un accordo.

Nenad Marovac, uno dei main investor di Shazam che conoscevo ha favorito molto l’accordo.
Non era facile pensare che potessimo lavorare assieme all’inizio.


Che cosa cambia per Musixmatch? 

 

Musixmatch è diventata una Data & AI Company da anni ormai, non più un App Company. Abbiamo 70 milioni di utenti nel mondo che usano la nostra app, sono i nostri curators, aggiungono, sincronizzano, traducono e taggano lyrics in tutte le lingue. Una community pazzesca. usiamo quindi i dati creati e usiamo i nostri utenti come “training” per creare delle reti neurali e creare data set unici basati su NLP (Natural Language Processing) .

Il risultato oltre a popolare il catalogo più grande al mondo di lyrics in tutte le lingue è che la nostra Musixmatch AI, la nostra rete neurale, conosce tutti gli argomenti di tutte le canzoni del mondo. Sa di cosa parla ogni canzone in sostanza.

 

Avete quindi istruito delle macchine a capire cosa c’è dietro ogni canzone ?

Esattamente, e questo processo non si ferma, il training è continuo, l’obiettivo è di fornire un’analisi unica legata al linguaggio. Capire perché una canzone piace più di un’altra ma soprattutto offrire un’approccio diverso nelle Music Recommendation, non più audio based ma semantico, linguistico.

Oggi siamo in grado di calcolare la "distanza" tra brani ed artisti sulla base di quello che scrivono. Unico

L’esempio che faccio sempre è che Justin Bieber ha un linguaggio, lessico, tipico, unico e che si adatta a certe generazioni: teens e millennial, completamente diverso dai Coldplay o The Chainsmoker per esempio.

Questo dipende dalle lyrics, da quello che c’è scritto in una canzone. Oggi siamo in grado di calcolare la “distanza” tra brani ed artisti sulla base di quello che scrivono. Unico.

 

Chi usa la vostra tecnologia adesso?

Il 70% del mercato streaming digitale usa tecnologia creata da Musixmatch. L’obiettivo è di migliorare continuamente l’ascolto di musica, non guardando all’analisi audio, alla bit rate, ai bpm, ma alle parole.

Al linguaggio. Una traduzione di una canzone inglese in italiano cambia completamente l’ascolto, ti aiuta a capire di cosa parla la canzone. Ci sono società poi come Vevo, Metrolyrics, Azlyrics, Zvoq in Russia e tante altre che usano i nostri dati, in molti casi non possiamo citare i nostri clienti.

 

Quanto fattura e quanti dipendenti ha Musixmatch?

Non diffondiamo dati sul fatturato, Musixmatch non è più una startup, abbiamo quasi 40 dipendenti, uffici a Londra e San Francisco e abbiamo ancora tanta voglia. La strada è lunga, la musica digitale è appena partita e si parla di 500 milioni di utenti premium entro il 2030, oggi siamo a 120.

Le lyrics e i dati legati a queste saranno sempre più rilevanti nello streaming digitale, perchè aiutano ad ingaggiare meglio l’utente ma soprattutto offrono una migliore esperienza di ascolto e visione, già perchè per la prima volta la musica grazie a Musixmatch la leggi e non la ascolti solo.

 

A cosa state lavorando e che sviluppi vedi nei prossimi anni?

Artificial Intelligence è qui che stiamo investendo maggiormente, il 70% del team di Musixmatch ha competenze di Machine Learning, NLP ed AI, vogliamo creare la Music AI, e cambiare le regole di ascolto e discovery della musica. I Voice Assistant stanno crescendo tantissimo sul mercato, il primo utilizzo è la musica, “Hey alexa play some music” e noi stiamo lavorando a migliorare questa esperienza “Hey Alexa, play some romantic music”.

 

Come fa Musixmatch ad assumere talenti e a trattenerli?

Ai miei racconto ogni giorno che siamo partiti con una squadra del girone dilettanti di una serie interregionale ma che volevamo fare la Champions League dal primo giorno. Reclutiamo solo campioni da Champions League, gente che vuole fare la differenza sul mercato, che dall’Italia ha lanciato una sfida nel mondo e vede le sue tecnologie utilizzate da colossi.

Musixmatch ha dei valori molto chiari e il modo di lavorare è abbastanza unico per un’azienda di queste dimensioni: lavoriamo prevalentemente con gli USA ed Asia, non abbiamo clienti italiani, al telefono in ufficio non rispondiamo (è di sicuro pubblicità) e spesso ci prendiamo la mattina libera per andare in bici assieme sui colli bolognesi, prima che si svegli la East Coast americana.

Abbiamo gente da tutto il mondo: Turchia, Romania, India, USA, Germania, Francia. Cerchiamo gente che accetti una grande sfida ed abbia voglia di avere impatto nel mondo.

 

Zuckerberg aveva ragione quindi, anche dall’Italia si possono fare aziende interessanti?

Mark non è l’unico a pensarlo, Daniel Ek, founder di Spotify ha fondato Spotify dalla Svezia il paese più pirata al mondo. Il dibattito in Italia è abbastanza triste, vedo più gente a parlare di cosa manca al Paese di quanti non si mettano a farle.

Le startup non dipendono dai governi, né dai politici, ma dagli imprenditori e questi non mancano in Italia così come i talenti.

Io non guardo la  TV , non vedo TG, e non perdo tempo su Facebook a commentare un gruppo di gente che pensa che il Paese vada a rotoli.

Le startup non dipendono dai governi, né dai politici, ma dagli imprenditori e questi non mancano in Italia così come i talenti

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter