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Mar 11, 2018

DaAaB, la app veneziana che rivoluziona il trasporto pubblico

Una app gratuita, multilingue, che si basa sugli Open Data, su Google Maps e su quasi tutte le aziende di trasporto del mondo

Vuoi andare da un posto ad un altro nel modo più rapido possibile? Basta un clic e il gioco è fatto. DaAaB è un’app scaricabile gratuitamente che riesce ad integrare tutti i mezzi pubblici suggerendo il percorso più veloce. Funzionerà in ogni parte del mondo, anche se al momento l’emissione del biglietto è valida solo per il Veneto, non a caso la regione da cui arriva questa rivoluzionaria idea.

Come nasce daAaB

«Nasce una decina di anni fa a Santa Fe, dove insegno – spiega il professor Fabio Carrera, docente di Smart cities al Worcester Polytechnic Institute e responsabile del progetto – con alcune tesi redatte dai miei studenti, che hanno cominciato a usare i dati di Google, Google Feeds, per fare degli esperimenti sull’idea di creare una app. Il progetto si è evoluto qui negli Stati Uniti e poi si è trasferito a Venezia, dove dà lavoro ai giovani della città. Ora è un’impresa tutta veneziana».

DaAaB affonda le proprie radici in un prototipo di applicazione basata sui neonati “Google Feeds”, a seguito di una serie di progetti di ricerca completati da studenti del Worcester Polytechnic Institute presso il Santa Fe Project Center. Dal 2016 lo sviluppo della app si è trasferito a Venezia, dove è stata portata a termine da Forma Urbis srl, e resa operativa per gli utenti ATVO da un team di giovani sviluppatori locali.

Nel 2016, daAaB ha cominciato a vendere biglietti senza pubblicità, ed ha raccolto circa 2.000 utenti registrati che hanno acquistato altrettanti biglietti. Nel 2017, grazie al coordinamento di ConfServizi Veneto, cinque aziende si sono unite e hanno adottato la piattaforma per poter offrire un servizio pubblico integrato ai viaggiatori di tutto il Veneto.

 

La tecnologia daAaB

DaAaB si basa sugli Open Data pubblicati su Google Maps e su quasi tutte le aziende di trasporto del mondo, attraverso lo standard GTFS. «Sono tecnologie molto sofisticate che in Italia si usano poco, mentre noi sfruttiamo il vantaggio tecnologico del nostro collegamento americano» aggiunge il professor Carrera. La piattaforma digitale di daAaB si basa su tecnologie d’avanguardia provenienti dagli USA, in particolare da ricerche avanzate sui trasporti pubblici del Worcester Polytechnic Institute (WPI), su innovazioni tecnologiche “cutting edge” provenienti dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) e sulle teorie sui sistemi adattativi complessi sviluppate al Santa Fe Institute (SFI).

 

La piattaforma principale è formata dal sito web e dalla app scaricabile per iOS e Android. «La app, oltre a indirizzarci su Google come base per trovare i percorsi, si interfaccia con web services che funzionano con tutti i lettori di carte e può fare biglietti multi-tratta da diverse aziende. L’utente non sa che sta comprando tre biglietti da tre aziende diverse facendo un’unica operazione di pagamento». DaAaB si adatta a sistemi già esistenti delle varie aziende, senza modificare le procedure per il biglietto, per la validazione o il controllo già installati ed operativi sul campo. DaAaB non esclude nessuna azienda o linea dalle sue ricerche, ma include tutte le opzioni disponibili su GTFS, anche se non fa acquistare il biglietto. DaAaB offre un’interfaccia multilingue ed è disponibile in italiano, inglese, cinese, e prossimamente anche in spagnolo e tedesco. «Queste sono le caratteristiche principali della app che è stata realizzata dalla parte dell’utente, mentre le altre app similari sono tutte fatte da aziende di trasporti» spiega Fabio Carrera.

 

Il progetto veneziano

Nel 1988 venne fondato il Venice Project Center del Worcester Polytechnic Institute, con l’obiettivo di studiare Venezia le sue problematiche e trovarne le soluzioni: «Abbiamo trent’anni di esperienza, e abbiamo fatto più di 200 tesi e portato circa 800 studenti americani a studiare la città» ci racconta Fabio Carrera. Su questa base, nel 2016 viene creato SerenDPT (Serenissima Development and preservation through technology), «una specie di fabbrica di startup, un po’ al rovescio rispetto ad un incubatore tradizionale, data la nostra trentennale esperienza».

SerenDPT vuole sviluppare un modello d’impresa innovativo e socialmente responsabile che mette al centro le persone per creare soluzioni utili alla collettività. Un progetto che crea lavoro di qualità sia per Venezia che per le Isole della Laguna. «DaAaB è la prima startup di una serie (ce ne sono altre nove in cantiere), abbiamo sviluppato potenziali prodotti che noi vediamo rivendibili anche in altre parti del mondo – continua Carrera – L’idea di SerenDPT è quello di portare avanti questi progetti, fino a creare una ditta indipendente e darla in mano ai collaboratori e lasciare che la portino avanti da sé».

 

L’Italia dal punto di vista smart e digital

Abbiamo chiesto a Fabio Carrera a che punto è il nostro paese a livello di smart cities: « C’è molto movimento, se ne parla tanto. Ma quello che manca è la parte finanziaria. È proprio sottoterra rispetto ad altri paesi, si fa fatica a dialogare con le banche, insomma si parla, ma non si hanno le spalle coperte. Mentre invece di talento ce n’è tantissimo e costiamo poco rispetto al resto del mondo, anche a livello di programmazione. Sarebbe un ottimo posto dove le ditte potrebbero sviluppare perché c’è gente brava. Le banche rimangono troppo vecchio stampo, infatti una delle nostre prossime startup sarà una banca».

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