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Mar 3, 2018

Startup innovative e Fondo di Garanzia, erogati 221 milioni nel 2017. I dati

In 4 anni 1.748 startup hanno ricevuto prestiti bancari col Fondo di Garanzia per circa 600 milioni di euro. Ancora notevole il gap Nord-Sud.

Il 2017 ha rappresentato un anno record per l’accesso al credito da parte delle startup attraverso il Fondo di Garanzia. In totale, il FGPMI ha approvato 1.437 operazioni (+256 sul 2016) secondo le modalità dedicate a questa categoria di imprese, per un totale di quasi 350 milioni di euro di finanziamenti bancari potenzialmente mobilitati (346.460.281 €), oltre 80 milioni in più rispetto all’anno precedente. Le operazioni approvate nel 2017 che sono effettivamente risultate nell’erogazione di un prestito ammontano a 221.394.636 €, una somma che è già superiore al totale dell’anno precedente (206 milioni) anche senza considerare le operazioni già approvate dal FGPMI ma che non sono ancora state perfezionate dalle parti, che alla data di rilevazione assommano 74 milioni di euro. E’ quanto emerge dal 14° Rapporto “Le imprese innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI”  del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Fondo di Granzia per le PMI, Un accesso gratuito e semplificato  

 

Il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (noto come “Decreto Crescita 2.0”), convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha previsto in favore di startup innovative e incubatori certificati l’accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (FGPMI), un fondo governativo che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari. Nello specifico, la garanzia copre fino all’80% del prestito erogato dall’istituto di credito alla startup innovativa o all’incubatore certificato, per un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa a titolo gratuito e sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario. Infatti, il MedioCredito Centrale, l’ente gestore del Fondo, non opera alcuna valutazione di merito creditizio ulteriore rispetto a quella già effettuata dalla banca, e alle richieste di garanzia riguardanti queste tipologie d’impresa è riconosciuta priorità nell’istruttoria e nella presentazione al Comitato di gestione. Pur non potendo fare richiesta di garanzie reali, assicurative e bancarie sulla parte già coperta dal Fondo, gli istituti di credito hanno la possibilità di richiedere garanzie personali all’imprenditore per l’intero ammontare del prestito.

 

Numero e stato delle operazioni di finanziamento

 

La prima operazione verso una startup innovativa approvata dal Fondo di Garanzia per le PMI risale al settembre del 2013. Da quel momento in poi, e fino al 31 dicembre 2017, il Fondo ha autorizzato 3.728 operazioni, provenienti da 2.105 startup innovative: 759 imprese, infatti, hanno richiesto l’intervento per più di un’operazione. Il totale dei finanziamenti autorizzati ammonta a 895.076.001 € (media per operazione: 240.095,49 €). Rispetto al 30 settembre 2017, si registra un cospicuo incremento nel numero complessivo delle operazioni autorizzate (+381) e delle startup innovative richiedenti (+181). Tuttavia, un’analisi esaustiva della performance dello strumento deve considerare che non tutte le operazioni autorizzate dal Fondo si traducono nell’effettiva erogazione di un prestito. Una volta ottenuta l’autorizzazione del Fondo, infatti, l’istituto di credito o confidi mantiene comunque un margine di discrezionalità sull’effettiva conclusione dell’operazione. Ne consegue che per conoscere l’ammontare esatto dei finanziamenti erogati alle startup innovative grazie all’intervento del FGPMI occorre verificare l’effettivo stato di avanzamento delle operazioni. Alla data della rilevazione risulta che 644 operazioni (il 17,2% del totale) siano poi risultate in un mancato perfezionamento, a causa del parere negativo da parte della banca o – non è escluso – della rinuncia da parte dell’impresa. In ulteriori 246 casi (6,6%), il Fondo di Garanzia ha dato parere favorevole, ma l’accordo tra la banca e l’impresa è ancora in corso di perfezionamento.

 

Per i restanti 2.843 casi (76,3%) si delineano tre opzioni:

 

  • il prestito è stato concesso e risulta attualmente in regolare ammortamento. Si registrano 2.390 casi, il 63,9% del totale, per un importo complessivo di 537.494.859 €;
  • oppure, il prestito è stato già interamente restituito dall’impresa. I casi in questione sono 390 (il 10,5%), per un totale di 43.142.200 €. Si tratta quasi sempre (367 casi, il 94,1%) di finanziamenti a breve termine, di durata inferiore a 18 mesi;
  • o ancora, il prestito è stato sì concesso, ma l’impresa non è stata in grado di restituirlo nei termini concordati: si tratta dunque di operazioni entrate in sofferenza, per cui è stato necessario richiedere l’effettiva attivazione della garanzia. Solo l’1,8% delle operazioni (69 casi) ricade in questa categoria: i prestiti coinvolti totalizzano 15.359.441 €.

Se ne ricava che, a fronte di un importo totale dei finanziamenti autorizzati di quasi 900 milioni di euro, la somma complessiva effettivamente mobilitata è pari a 595.996.500 €. Tali operazioni hanno coinvolto, nel complesso, 1.748 startup innovative (+162 sull’ultimo trimestre), l’83% di tutte coloro che hanno ricevuto un’autorizzazione dal Fondo: tra queste, 541 hanno ricevuto più di un prestito.

 

Finanziamenti diretti e in controgaranzia, durata, ammontare medio

 

Un’ulteriore distinzione che si rende necessaria per un’analisi completa dell’impatto dello strumento è quella tra garanzie concesse in via diretta sul prestito erogato dalla banca e le operazioni effettuate in controgaranzia, con l’intervento di un confidi o di un altro fondo di garanzia. Tra le 3.728 operazioni totali, se ne registrano 334 approvate dal Fondo in funzione di controgaranzia (9%), di cui 30 nel quarto trimestre 2017. Complessivamente le operazioni in controgaranzia che sono risultate nell’erogazione di un finanziamento sono 222. La durata media dei finanziamenti autorizzati è di 55,7 mesi; considerando solo le operazioni culminate in un prestito, tale scadenza scende a 54,4 mesi. È considerevole la quota di finanziamenti a breve termine, ossia di durata non superiore ai 18 mesi: 24,6% (917 occorrenze), che sale al 25,8% per i prestiti effettivamente erogati (734). Come menzionato in precedenza, l’ammontare medio dei finanziamenti approvati dal Fondo è di circa 240mila euro (240.095 €). Si tratta però di un dato fortemente influenzato dalla presenza di numerose operazioni di grandi dimensioni che non hanno avuto esito positivo (la media delle operazioni non perfezionate è 352.158 €). Considerando solo i prestiti perfezionati, l’ammontare medio è poco inferiore ai 210mila euro a prestito (209.576 €). Da notare, inoltre, come la media delle operazioni in controgaranzia (119.462 €, che scende a 109.538 € per i prestiti erogati) sia nettamente inferiore a quella rilevata per le operazioni attivate direttamente dagli istituti di credito (251.967 € autorizzati, 218.050 € perfezionati).

 

 

Distribuzione territoriale – Un notevole gap Nord-Sud

 

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta evidenti squilibri sul piano della ripartizione territoriale. Tale disomogeneità non può essere ricondotta soltanto al numero assoluto di startup innovative presenti in ciascuna regione: anche il rapporto tra le imprese iscritte alla sezione speciale del Registro e quelle, tra esse, che hanno utilizzato lo strumento, mostra significative variazioni a livello territoriale. Si nota come le prime tre regioni in termini di importo complessivo dei finanziamenti occupino i primi tre posti anche per numero di operazioni avviate. Guardando ai valori medi, colpiscono i casi della Lombardia, che, pur a fronte di un elevatissimo numero di operazioni – più che doppio rispetto alla regione seconda in classifica, l’Emilia-Romagna, figura nelle prime posizioni (6° posto) anche in termini di importo medio del prestito, e dell’Abruzzo, il cui importo medio dei finanziamenti è di gran lunga il più elevato a livello nazionale. Spicca anche l’ottimo piazzamento delle Marche, al 4° posto per importo totale erogato – conseguenza di una media per singolo finanziamento tra le più alte d’Italia. Di tenore opposto è il caso della Campania, che, pur attestandosi al 7° posto per numero di operazioni, presenta un livello di finanziamento medio tra i più bassi, davanti alla sola Valle d’Aosta. Da evidenziare inoltre il caso della Toscana, l’unica regione in Italia in cui l’accesso al Fondo è consentito esclusivamente tramite controgaranzia: ne consegue un livello medio del finanziamento comparativamente basso (153.279 euro, 16° su 20) e che più di un quarto delle operazioni effettuate in questa modalità a livello nazionale (85 su 334; tra esse, 63 hanno avuto esito positivo) è stata eseguita in questa regione.

Le differenze nell’accesso al Fondo non sono spiegate soltanto dal diverso numero di startup innovative localizzate in un’area: in alcune regioni l’agevolazione è stata utilizzata da una quota di imprese molto più elevata rispetto alla media nazionale. Questa rappresentazione evidenzia un notevole gap Nord-Sud nella capacità di accesso al credito: le regioni del Nord superano tutte la media nazionale, mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno sono collocate o in prossimità o nettamente al di sotto di essa. Da segnalare come casi di successo Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, le cui startup presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente elevata: in queste due regioni il rapporto tra startup innovative beneficiarie di finanziamenti con intervento del Fondo e il totale imprese iscritte alla sezione speciale del Registro al 31 dicembre 2017 supera il 30%. Un caso di tenore opposto è quello della Toscana, che, pur rappresentando una regione in cui la popolosità del fenomeno delle startup innovative è rilevante (382 imprese iscritte, 9ª regione in Italia), si trova in coda a questa classifica: il rapporto tra beneficiarie e tutte le iscritte non supera il 7%.

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