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Mar 28, 2018

Perchè lo sport è il più antico dei social network

Lo sport si nutre di numeri e big data. Accettare la propria dimensione social può servire allo sport ad allungare i suoi tempi, ovvero per non finire al novantesimo, e scoprire nuovi orizzonti legati all’interpretazione di nuovi ruoli, sociali e social. Una riflessione

Facebook è nato nel 2004. La prima società sportiva è nata in Italia nel 1844, addirittura 17 anni prima che fosse sancita l’Unità del Paese.  Tanto basta per dire, anche ricordando la matrice sportiva di Facebook, nato da un gruppo di ragazzi dediti al canottaggio, che lo sport è il più antico e collaudato dei social network.

 

Forse una affermazione del genere può sembrare strana, se non addirittura pericolosa in questi giorni, con tutto quello che scopriamo, con meraviglia ingiustificata, che è stato fatto grazie ai dati che noi affidiamo ai social network. In realtà, sarebbe una vera rivoluzione, molto positiva oltretutto, se lo sport realizzasse finalmente di essere seduto su quella montagna d’oro, o comunque di valore e di valori, rappresentata proprio dai dati che è capace di generare.

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Lo sport e i big data

Lo sport è stato il primo settore, più ancora della finanza, che ha maturato una familiarità, una quotidianità coi Big Data grazie all’uso abbondante di numeri e statistiche: non servono solo ai tecnici, agli stessi atleti, e ai media, hanno allargato il mercato facendo diventare un fenomeno, ad esempio, il fantacalcio. Ma non è solo una questione di statistiche ovviamente.

Uno sportivo è pubblico in ogni sua attività. Ha una divisa, ha un rapporto suo con i marchi di commerciali, è allenato ad essere pubblico in ogni sua manifestazione, che sia un gol, un canestro, una corsa. Soprattutto è abituato a che siano pubblici i suoi numeri, ovvero i suoi Big Data: la partecipazione è una forma di comunicazione, che si tratti della “solita” maratona, dell’abbonamento alla palestra, o anche della visita medica che deve certificare l’idoneità sportiva.

 

Non a caso, prima ancora che scoppiasse lo scandalo Cambridge Analitica, da anni si misura anche un trasloco, sempre più massiccio, dallo sport tradizionale, quello che come carta di identità ti rilascia il cosiddetto cartellino, una misura finita e vincolante, verso forme diverse di pratica, più individuali, più libere, insomma più social.

 

Sport dei tesserati vs sport dei social

E’questo il tema che ad esempio impegna federazioni come quelle del ciclismo e dell’atletica. C’è lo sport classico, quello dei tesserati, con numeri quasi poveri, di sicuro non utilizzati e nemmeno utilizzabili con profitto sul mercato, e ci sono i numeri social. Ben più ricchi, con le gran fondo dolomitiche che non solo hanno migliaia di iscritti ma si preoccupano anche e soprattutto di dichiarare chi sono questi iscritti, eserciti di amministratori delegati e di direttori marketing, insomma gente che conta.

Oppure ci sono le maratone, in Italia e nel mondo, tanto è vero che ci sono oggi fior di agenzie che si occupano di muovere questi turisti per sport che vogliono praticare la loro disciplina preferita e non solo assistere a un evento come fanno invece gli appassionati di sport.

I turisti per sport sono molto social nei loro comportamenti: non hanno bisogno di uno stadio o di una pista, gli basta un parco cittadino, o anche la strada; non hanno orari per definizione, dunque fuggono da luoghi che hanno una apertura e una chiusura, si muovono piu’a loro agio dove e’riconosciuto il diritto a esercitare la propria passione 24/7/365, ventiquattrore al giorno, sette giorni a settimana, 365 giorni all’anno. Ed è questa la Run economy che la Fidal, dunque un soggetto classicamente sportivo, ma pronto all’evoluzione suggerita dai Big Data, presenterà il 23 maggio a Roma.

 

Lo sport è il più antico dei social network

Il tema è proprio questo. Riconoscere, e finalmente capire che lo sport è il piu’antico e collaudato dei social network significa portare lo sport in una dimensione nuova. Continuerà a valere il cartellino, ma non potrà più essere la sola carta di identità di un atleta: il mondo è molto più grande e più largo di una gara o di una partita. Lo sport continua ad essere, per taluni, il rifugio autoreferenziale di chi conosce solo linguaggio e pratiche da addetti ai lavori, ma oggi deve adattarsi ai tempi nuovi. Non cambiare, appunto perchè è il piu’antico e collaudato dei social network, ma evolversi.

Oggi non possiamo negare che tutti abbiamo una identità social, il punto semmai è come usare i dati che lasciamo come tanti Pollicino che vogliono trovare, e far ritrovare la strada di casa. Considerando i big data così generati come una opportunità, lo sport, tutto lo sport, non solo quello di vertice, può trovare nuove risorse e addirittura essere motore di sviluppo anche per altri settori del Paese, come sanno in quelle regioni, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna ad esempio, in cui una pratica sportiva nuova, più libera, più social, ha allungato il calendario oltre inverno ed estate.

Se la partita con i social finisce dopo il noventesimo

Accettare, e non negare per paura la propria dimensione social, può servire allo sport per allungare i suoi tempi, ovvero per non finire al novantesimo, e scoprire nuovi orizzonti legati all’interpretazione di nuovi ruoli, sociali e social, che possono impegnare secondo il format 24/7/365 federazioni, squadre, atleti, eventi.

E’ questo il terreno su cui si muove ad esempio il Real Madrid. Senza timore, anzi tanto convintamente da aver chiamato in squadra la Microsoft per capire meglio il mondo di oggi e di domani. Non è un rilievo pubblicitario, è solo una constatazione: il mercato oggi vive di numeri, di dati, c’è bisogno di giocatori capaci per interpretarli per vincere partite che non sono più solo in campo.

Lo sport è una macchina che sforna da sempre questi dati, oltre tutto con la partecipazione convinta degli sportivi. Quanto succede in questi giorni può essere una rivelazione, sarebbe invece un peccato lo scandalo Cambridge Analitica fosse interpretato da qualcuno come lo spunto per rinviare ancora, magari definitivamente, il riconoscimento di quello che lo sport è da prima di Facebook: il piu’antico e collaudato dei social network. Probabilmente pure il migliore.

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