Valeria Dalcore

Apr 8, 2018

Le “Donne di sport” ci insegnano nel basket, nel calcio, nel rugby, nella vita niente è impossibile

Dodici storie di femminile tenacia, paure e traguardi raccolte nell’ebook «Donne di Sport». Qui un'anticipazione

Maria Beatrice ha iniziato a 16 anni e a 23 ha arbitrato il rugby alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, in assoluto la più giovane fra i colleghe e i colleghi di tutto il mondo. Sara indossa maglia bianconera ma ha giocato anche nel Paris Saint Germain, ed era l’unica italiana ad aver calciato il pallone in una finale di Champions.

 

Monica ha scoperto l’acqua per affrontare la disabilità alle gambe e oggi conta tre record europei e tre medaglie d’oro ai mondiali di nuoto di Città del Messico del 2017. Cecilia è una cestista della nazionale italiana, ma anche la settima giocatrice italiana – la più giovane in assoluto, ad appena 21 anni – a giocare nella WNBA, la lega professionistica di pallacanestro femminile americana, con le Minnesota Lynx.

 

Elisa è considerata come una delle più forti schermitrici italiane di sempre, oro nell’individuale e a squadre a Londra 2012, argento a Rio, sei volte campionessa mondiale e dieci volte campionessa europea di short track. Arianna ha affrontato le sue prime olimpiadi a 15 anni, poi una crisi personale l’ha frenata, ma è ripartita con la grinta necessaria per portare a casa 3 medaglie da Pyongyang, 12 anni dopo.

Storie di donne raccolte in un ebook

Sono tutti traguardi che si riassumono in qualche riga di biografia ma dietro nascondo una tenacia e una passione che conoscono bene le cadute e le sconfitte e continuano sempre e comunque a puntare al traguardo. Sono solo alcune delle storie raccolte nell’ebook «Donne di Sport», realizzato da Alley Oop – L’altra metà del Sole, il blog multifirma de IlSole24Ore, punto di riferimento per tutte le tematiche relative alla diversity e ai cambiamenti della società. Quasi tutte da piccole sono state indirizzate alla danza, qualcuna di loro ci ha provato, altre non hanno nemmeno iniziato: Sara Cardin giocava con archi, frecce e spade e ha scelto di dedicare la sua vita al karate, Sara Gama era tanto brava a calcio da essere contesa dai bambini compagni di classe, che a quell’età non vedono un genere, solo un merito. Elisa di Francisca l’abbiamo vista dare il meglio di sé in pedana, con lo sguardo coperto dalla maschera della scherma e quell’urlo liberatorio a fine partita. “Ho fatto contento papà vincendo le Olimpiadi e ho fatto contenta mamma vincendo Ballando con le Stelle”. Per fortuna sono tutte ballerine mancate, perché sentirle parlare dei loro meravigliosi traguardi nelle discipline più diverse e delle loro paure con la serenità di chi non si arrende davanti ad un’infortunio, ad una crisi, ad una nuova responsabilità dopo un titolo o davanti all’avversario più agguerrito, è terapeutico per chiunque, specialmente per tutte le donne che la forza credono di averla persa o di non averla mai avuta.


Cecilia Zandalasini, affronta le partite di basket americano davanti a 10 mila spettatori, con l’adrenalina di chi ha raggiunto un sogno e con l’ansia di chi non vuole deludere prima di tutto se stessa. “Ma non conto le persone sugli spalti, noi giochiamo anche se sono solo in dieci a vederci”. Arianna Fontana, che ha portato alto il tricolore a Pyongyang, è sposata con il suo allenatore. Scherza sul “portarsi a casa il lavoro” e mentre dice che deve ancora metabolizzare ciò che ha fatto ammette di “avere sempre avuto fame”. Di velocità e di traguardi, con una paura che le ha sempre fatto compagnia, quella di fallire anche per un dettaglio, un secondo, un solo sbaglio, dopo tanti sacrifici fatti.

 

La storia di Maria Beatrice Benvenuti è una delle più intense, perché questa ragazza è coraggio puro. Arbitra di rugby, è cresciuta circondata da uomini che agiscono di tattica e forza fisica, affascinata dalle regole e dalla strategia di uno sport fatto di grande potenza. Un percorso in salita ma tanto possibile da offuscare qualsiasi fiaba, in cui la magia fa realizzare anche i sogni più lontani. Qui di magico non c’è assolutamente niente. “Vivo empaticamente, io l’ho sempre detto ai giocatori, sono il 31mo giocatore in campo. Per questo voglio allenarmi con le squadre, perchè voglio che capiscano che l’arbitro non è solo quello che fischia ma è quello che legge il gioco, che lo conosce, che può anche suggerire strategie nel rispetto delle regole”. Lei, 50 chili per 165 cm di altezza, è rimasta vittima di un incidente in campo nel 2016, quando l’italo-argentino Bruno Andrés Doglioli del Vicenza la placcò alle spalle provocandone la caduta al suolo. Lei si rialzò, riprese la partita e a Doglioli furono inflitti tre anni di squalifica. Le ferite furono fisiche ma soprattutto interiori, perché dovette superare la paura di nuovi violenti contatti fisici, ma il campo fu la sua più grande medicina.

Le “Donne di Sport” sono Maria Beatrice Benvenuti, Monica Boggioni, Federica Brignone, Sara Cardin, Elisa Di Francisca, Arianna Fontana,  Kiara Fontanesi, Sara Gama, Serena Ortolani, Federica Pellegrini, Cecilia Zandalasini. Le interviste sono state realizzate da Tiziana Pikler, giornalista del blog Alley Oop. Questo è il quarto ebook pubblicato da Alley Oop. I precedenti sono stati “Back to school”, dedicato alle sfide educative della scuola di oggi, “Donne di design”, contenente tredici interviste a grandi rappresentanti del design italiano, “Ho detto no”, un’inchiesta sui numeri del fenomeno della violenza contro le donne in Italia e delle misure per combatterla. “Donne di sport” è scaricabile gratuitamente.

 

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