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Mag 4, 2018

VAR e tecnologia in campo, calano rossi e simulazioni. Il punto per i Mondiali

A tre giornate dalla fine del campionato di Seria A facciamo il punto sull'uso della tecnologia in campo. Protagonista indiscussa della stagione 2017-18 è stato il VAR. Amato e odiato si appresta a divenire la star indiscussa anche dei Mondiali in Russia

Dobbiamo ammetterlo, Il rapporto tra tecnologia e sport non è mai stato così intenso. Da quando è stata sperimentata la “moviola in campo” con l’utilizzo del VAR (Video Assistant Referee), il calcio è diventato ancora più appassionante. L’introduzione di questo importante strumento di innovazione tecnologica pur avendo apportato chiari miglioramenti in campo ha spesso generato accese polemiche sia da parte dei tifosi che degli addetti ai lavori. Per tre semplici motivi:

  1. Il VAR è un mezzo tecnologico di recente introduzione e come tutti i mezzi innovativi necessità di tempi tecnici di perfezionamento o perfettibilità che dir si voglia;
  2. il VAR è un supporto tecnologico. E’ sempre l’arbitro ad avere l’ultima parola su qualunque decisione. Il supporto tecnologico ha l’effetto di cambiare il suo verdetto soltanto in caso di errori evidenti, palesi. In tutte le altre situazioni continua ad avere priorità il provvedimento adottato dal direttore di gara. I casi dubbi, insomma, restano casi dubbi;
  3. il VAR perché possa essere utilizzato con la migliore performance merita una generosa capienza in budget.

 

Nella nostra Serie A è ormai diventata quasi una routine: l’arbitro interrompe il gioco, disegna un rettangolo nell’aria con le proprie dita e si reca a bordo campo per consultare il monitor del VAR, così da correggere un’eventuale decisione dubbia o rivedere un episodio difficilmente interpretabile a velocità reale.

La stessa tecnologia sarà impiegata nei prossimi mesi in Russia, dove purtroppo per noi l’Italia non sarà protagonista. È infatti arrivato dal consiglio della FIFA il via libera all’impiego del sistema Video Assistant Referee negli stadi che ospiteranno i mondiali di calcio ormai quasi alle porte. L’approvazione è stata solo una formalità, dopo il parere positivo assegnato dall’IFAB (International Football Association Board) nelle scorse settimane. Vedremo dunque impiegato l’assistente video per gli arbitri nei match tra le nazionali che si contenderanno il trofeo più importante del mondo. Una tecnologia al cui perfezionamento ha contribuito (nonostante le polemiche) anche l’esperienza maturata sui campi del nostro campionato.

 

 

VAR – Calano rossi e simulazioni

 

Ancora una volta sono i numeri a parlare. L’introduzione della tecnologia in campo con il VAR checché se ne dica ha portato benefici notevoli con una riduzione di falli, espulsioni e ammonizioni e una drastico calo di proteste e simulazioni (circa la metà rispetto a un anno fa).

I dati che seguono fanno riferimento al campionato in corso, e sono aggiornati alla 33ª giornata di Serie A. Tra i numeri più significativi, rapportati alla passata stagione, il calo di falli (-8,8%), espulsioni (-6,4%, 1 sola per proteste rispetto alle 11 dello scorso campionato) e ammonizioni (-14,7%), l’aumento dei rigori concessi (+4,3), ma soprattutto la drastica riduzione di proteste (-19,3%) e simulazioni (-43%).

 

 

Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri della Serie A, in questa occasione ha ribadito come la classe arbitrale si sia attenuta al protocollo IFAB, sfruttando l’ausilio della Video Assistant Referees solo in presenze di errori evidenti. In generale, su 346 gare (330 di Serie A e 16 di Coppa Italia) sono stati 1736 i check (916 gol, 464 rigori, 356 espulsioni), 105 le correzioni e solo 17 gli errori commessi, 8 dei quali hanno influenzato il risultato. Il tutto senza incidere sul tempo effettivo di gioco: +43’’ di gioco effettivo rispetto alla stagione 2016/2017 (+2 minuti rispetto al 2015/16), mentre il tempo di recupero è aumentato soltanto di 13″ rispetto al campionato 2016/17.

 

Il miglioramento graduale di questo rilevante strumento tecnologico è tuttavia inevitabile. Sarà infatti necessario, dopo il primo anno di sperimentazione, stabilire direttive più semplici che consentano ad arbitri e addetti Var di sapere quando intervenire e quando, invece, limitarsi alla decisione del campo senza esitazioni. Con l’adozione di un protocollo meno cavilloso e più chiaro.

 

Mondiali 2018

È ufficiale: il VAR ci sarà ai Mondiali 2018 in Russia. Non ci sarà l’Italia, ma la moviola in campo sperimentata nella nostra Serie A sì. L’annuncio l’ha dato il Presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha sottolineato: “Siamo felicissimi di questa decisione. Nel 2018 non è possibile che tutto il mondo possa sapere in un minuto che l’arbitro ha commesso un errore e il direttore di gara interessato no perché noi gliel’abbiamo impedito”. Una svolta verso il futuro che coinvolge quindi la massima competizione calcistica. E sarà interessante vedere se le polemiche vissute in Serie A quest’anno in Italia si verificheranno anche al Mondiale di Russia.

Come funzionerà il VAR ai Mondiali

La FIFA ha annunciato ufficialmente la presenza del Video Assistant Referee al Mondiale 2018 in Russia: un’innovazione clamorosa che aiuterà i direttori di gara a prendere le loro decisioni nella maniera più corretta, ma in che modo la moviola scenderà in campo?

La squadra a servizio degli arbitri sarà composta da quattro addetti: il Var controllerà e verificherà le varie situazioni di gioco attraverso le inquadrature della telecamera principale riportate sul monitor superiore. Sarà inoltre a capo del team e si occuperà di comunicare con l’arbitro sul terreno di gioco; l’Avar1 manterrà nel mentre il Var informato sulla prosecuzione del gioco in caso di controllo o revisione di un caso; l’Avar2, situato nella postazione del fuorigioco, anticiperà e controllerà qualsiasi potenziale situazione di offside per accelerare il processo di verifica e revisione del Var; l’Avar3 assisterà il Var garantendogli un’adeguata comunicazione con gli altri assistenti e coordinando tutte queste figure.

Questi saranno i diversi compiti dei quattro video match officials al lavoro in ogni singola partita. E  non è finita perché a supporto vi saranno anche quattro operatori dedicati al replay: due di loro si occuperanno di pre-selezionare gli angoli di ripresa migliori mentre gli altri due di fornire le inquadrature finali scelte dal Var per ogni situazione di gioco. Il team VAR svolgerà la sua funzione di supporto arbitrale da una sala operativa centralizzata (VOR), situata nell’International Broadcast Centre (IBC) di Mosca. La FIFA, a supporto dei tifosi, ha inoltre realizzato un sistema di informazione rivolto alle emittenti, che consentirà agli spettatori, sia allo stadio che davanti alla televisione, di seguire le varie fasi del processo di revisione ed essere istantaneamente informati sulle ragioni e sul risultato della review. Un bel banco di prova agli occhi del mondo.

Ecco La lista dei 13 specialisti VAR per il Mondiale: Massimiliano Irrati (Italia), Daniele Orsato (Italia), Paolo Valeri (Italia); Abdulrahman Al Jassim (Qatar), Wilton Sampaio (Brasile), Gery Vargas (Bolivia), Mauro Vigliano (Argentina), Bastian Dankert (Germania), Artur Soares Dias (Portogallo), Pawel Gil (Polonia), Tiago Bruno LopesMartins (Portogallo), Danny Makkelie (Olanda), Felix Zwayer (Germania).

 

Il pensiero poi è unico, perché il VAR al Mondiale e non in Champions ed Europa League? Ma questa è un’altra storia.

P.S. VAR è acronimo di Video Assistant Referee. Nel linguaggio popolare, erroneamente, si è diffuso l’utilizzo della formula al femminile. La VAR. L’espressione corretta, come confermato anche dal responsabile italiano del progetto (l’ex arbitro Rosetti), è invece quella al maschile: chiamatelo il VAR.

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