Lorenzo Grighi

Lorenzo Grighi

Mag 17, 2018

Apple userà un metallo green per la produzione di iPhone e MacBook

La società appoggia la joint venture tra Alcoa e Rio per sviluppare un processo di fusione senza emissioni di carbonio

Apple ha unito le forze con due dei maggiori produttori di alluminio del mondo, Rio Tinto e Alcoa, per sviluppare un metallo “privo di carbonio”, quindi una nuova tecnologia per eliminare le emissioni di gas serra derivanti dalla fusione dell’alluminio. L’azienda fondata da Jobs prevede di utilizzarla nei prossimi iPhone e laptop.

L’azienda ha annunciato recentemente che tutti i propri prodotti saranno alimentati da energia pulita, e si impegnerà a realizzarli a partire da materiali riciclati o rinnovabili.

“Apple è impegnata a far progredire le tecnologie che aiutano il pianeta, a proteggerlo per le generazioni a venire – ha spiegato il CEO Tim Cook –. Siamo orgogliosi di far parte di questo nuovo progetto e non vediamo l’ora di poter utilizzare l’alluminio ottenuto senza emissioni dirette di gas serra nella fabbricazione dei nostri prodotti”.

 

La joint venture Elysis

 

Apple sta investendo 13 milioni di dollari nella joint venture, denominata Elysis, che ha ottenuto ulteriori 120 milioni di dollari di finanziamento dai governi di Canada e Quebec. Il Canada è uno dei maggiori produttori al mondo di alluminio e sia Rio che Alcoa hanno operazioni significative nel Paese. I due gruppi industriali investiranno 55 milioni di dollari per promuovere la commercializzazione della tecnologia.

Nel processo di fusione tradizionale, in uso da oltre 100 anni, un anodo di carbonio viene posto in un bagno di criolite fusa. Una forte corrente elettrica viene quindi fatta passare attraverso la soluzione per ottenere l’alluminio.

Per produrre questo metallo green, invece di utilizzare un anodo di carbonio che viene bruciato durante il processo di fusione, gli scienziati hanno progettato un processo che utilizza un “materiale conduttivo avanzato” che rilascia ossigeno anziché anidride carbonica.

Gli analisti spiegano che l’obiettivo di produrre un alluminio completamente privo di carbonio è ancora lontano. Molte fonderie, soprattutto in Cina, fanno affidamento sull’elettricità delle centrali elettriche a carbone. Inoltre l’estrazione della bauxite, la materia prima di base utilizzata per produrre l’alluminio, genera un processo in cui si sviluppa una grande quantità di carbonio. La maggior parte della bauxite mondiale è estratta in Guinea, nell’Africa occidentale, prima di essere spedita nelle raffinerie di tutto il mondo.

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