Mag 25, 2018

Dalla provincia al mondo intero: le ceramiche di Lorenzo e le scarpe fatte a mano di Olivia

Due storie diverse per aree geografiche e settore merceologico, ma accomunate dal valore dato al tempo. Anche in un mondo che corre veloce

In questi anni liquidi il fattore tempo è diventato essenziale. Viviamo nella dittatura del tempo, impegnati ad ottimizzarlo per migliore le performance, le consegne, le progettualità. Il tempo è la nostra croce, ma diventa anche delizia quando riusciamo a far percepire il suo valore.

Il tempo è un valore quando viene declinato nell’eccellenza del fare artigianato. E anche in un mondo social e digitale la centralità del “prendersi il proprio tempo” può fare (e deve fare) la differenza.  Questa idea del tempo come elemento differenziante nel fatto a mano, nell’unicità, nella personalizzazione l’ho riscontrato in decine di storie degli Artigeni d’Italia raccontate nel mio libro “Sei Un Genio!” edito da Hoepli. E in questa quinta tappa del viaggio ve ne ripropongo due, portandovi in Sicilia e nella Marche.

Dalla Sicilia al mondo intero: le ceramiche di Lorenzo

La prima storia è quella di un giovane ceramista che ha deciso di restare in Sicilia grazie alla forza esponenziale della rete e dei social, che oggi gli offre una piazza mondiale. Siamo nel cuore della Sicilia centrale, in provincia di Enna. Qui c’è un paese di cinquemila anime che ha una storia millenaria nell’arte della ceramica. Benvenuti ad Aidone: in questo paese Lorenzo Camiolo, 33enne artigiano ceramista, è nato e ha deciso di restare, aprendo una bottega artigiana. Sessanta metri quadrati di lavoro e passione divisi tra laboratorio, parte espositiva e il deposito con i calchi che servono per le lavorazioni. «Mi ha ispirato mio papà restauratore e ho scelto di non andare via come hanno fatto per necessità tanti altri amici coetanei».

 

La sua bottega è un laboratorio nel quale l’argilla viene lavorata in tutte le sue diverse fasi, non solo nel decoro. «Prediligo le sculture, prendo la pasta e la lavoro a mano con il tornio». Per Lorenzo la concorrenza arriva dai semi-lavorati industriali, quelli che partono dal cosiddetto biscotto d’argilla già pronto. Lui invece ha bisogno che l’argilla si essicchi e per completare un’opera può metterci anche un mese di tempo. «La variabile temporale è fondamentale da considerare nel mio lavoro: la premura nell’attività non dà buoni consigli». Modello industriale contro quello artigianale fatto di cuore, mani, testa. Ed ecco il nome dell’impresa di Lorenzo, quel ‘bentornato artigianato’ che racconta di un paese un tempo popolato da botteghe che stanno tornando, nonostante le imprese industriali.

Per Lorenzo la rete è stata una salvezza. Su Bentornatoartigianato presenta e vende le proprie opere e sulla Fanpage dialoga con appassionati e turisti. «Internet ci ha permesso di abbattere le barriere geografiche». Lorenzo ha una connessione a banda larga con dieci mega e oggi vende in ogni angolo del mondo con gli ordini che  arrivano dall’America e dall’Australia.

«Abbiamo una eredità molto importante di cui non siamo fieri. A noi occorre preservarla. Qui c’era una volta una variegata produzione di terracotta con grandi fornaci, opere ancora oggi conservate con le cromie originali nel musei della zona. Vorrei tramandare questa grande arte dei greci e dei siculi», afferma Lorenzo, ricordando le magnificenze artistiche di Morgantina: questo sito siculo-greco-ellenistico ancora oggi attira archeologi e appassionati da ogni angolo del mondo. «E noi in bottega ospitiamo spesso le missioni scavo di americani e tedeschi».

La social-bottega di Olivia e le scarpe fatte a mano

Il tempo dell’eccellenza l’ho ritrovato anche nella storia marchigiana di Olia Monteforte. Una laurea in filosofia e poi un diploma in design calzaturiero: «Può sembrare paradossale, ma da questo percorso nasce la mia passione per l’artigianato». Parola di Olivia Monteforte, 33enne di Pesaro. Nella regione leader al mondo nel settore calzaturiero, è nata e lavora questa artigiana che realizza a mano scarpe su misura, curando in prima persona stile e progettazione. «E’ partito tutto per una necessità: non trovavo scarpe comode e allora ho deciso di iniziarle a realizzare», racconta Olivia. La sua bottega è sotto casa, e questo facilita le cose. «In qualsiasi momento quando arriva l’ispirazione posso raggiungere i miei attrezzi e iniziare a lavorare».

Le creazioni di Olivia sono oggi ammirate in tutto il mondo grazie al suo negozio virtuale sul social network fotografico Instagram. E poi Olivia è anche su Italian Stories, portale che racconta le migliori eccellenze artigiane italiane. «La rete ha una forza straordinaria: le foto vengono condivise e nascono nuove collaborazioni, interessi, contatti».

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