immagine-preview

Lug 6, 2018

Open Innovation Summit 2018, la parola ai partner del GIOIN

Gli obiettivi della due giorni di Saint-Vincent nelle parole dei suoi partecipanti. Imprenditori e manager impegnati in un percorso che vede al centro di tutto l'ecosistema startup

Speaker del mondo dell’innovazione, fondatori di startup, manager affermati di grandi aziende tutti uniti in un impegno comune: lo sviluppo di un ecosistema votato all’open innovation, declinato nei verticali tecnologici che animano l’industria come l’intelligenza artificiale, l’industria 4.0 e la digital transformation. Abbiamo incontrato alcuni dei partner di questa edizione dell’Open Innovation Summit organizzato da Digital Magics, e a loro abbiamo chiesto di più su quali aspettative ripongono in questo evento e quali iniziative le loro aziende hanno già intrapreso in questo settore.

Agostino Santoni, AD Cisco Italia

 

“È tempo di ragionare tutti assieme su come l’innovazione aperta può dare un contributo di crescita al nostro Paese”: l’approccio dell’amministratore delegato di Cisco in Italia è quello di un manager che prende molto sul serio i principi di responsabilità sociale di un’azienda. Dalla sua, Santoni ha una storia che è fatta di molti capitoli nei quali l’open innovation è diventata un vero e proprio asset per Cisco: tanto che negli ultimi anni ha messo in piedi un vero e proprio programma di sostegno alla digitalizzazione, chiamato Digitaliani, dal valore di ben 100 milioni di dollari.

 

Competenze, competenze, competenze: competenze digitali. Sono questi gli strumenti indispensabili che secondo Santoni faranno la differenza per persone e imprese nel prossimo futuro. La sicurezza, ad esempio, è un tema che sta a cuore a Cisco e che può consentire di aumentare la competività di un intero sistema-paese.

 

Il modello Digital Magics

Ci sono temi che ricorrono nei discorsi di chi si occupa di impresa e innovazione. Ad esempio l’open innovation: non è un caso che il programma GIOIN si concentri proprio su questo aspetto nel corso di OIS2018. Ma non è l’unico tema che è al centro del dibattito.

 

 

Marco Gay, amministratore delegato di Digital Magics, ricorda che “L’importante è collaborare”. Ma a lui tocca il compito anche di riportare sul piatto alcuni temi come la defiscalizzazione, uno degli obiettivi centrati nella passata legislatura, ma che deve restare solo un punto di partenza: c’è una grande opportunità in Italia in questo momento, dice, stiamo riscoprendo lo spirito imprenditoriale che da sempre contraddistingue la tradizione italiana e che potrebbe costituire il futuro del nostro Paese.

 

Una crescita e un’iniziativa imprenditoriale che deve avvenire in tutto lo Stivale. Non è un caso che Digital Magics sia presente in molti luoghi in tutta la Penisola, proprio per scovare queste scintille di innovazione appena scoccano. Allo stesso tempo bisogna anche pensare in prospettiva: l’apertura di un avamposto a Londra serve a creare un ponte verso l’internazionalizzazione, che deve essere l’obiettivo finale di tutti coloro che vogliono fare davvero impresa innovativa.

 

 

In questi anni, Digital Magics ha messo in piedi un vero e proprio modello che è in grado di fare la differenza quando si parla di far crescere una startup: farla scalare anche attraverso la collaborazione con le imprese consolidate, fornendo lo stimolo alla digital transformation indispensabile per rinnovare i modelli di business che rischiano di essere resi vetusti dall’avvento delle nuove tecnologie.

 

Ce lo ha raccontato, più nel dettaglio, Layla Pavone che di Digital Magics è chief innovation marketing e communication officer: il 32 per cento delle aziende italiane è impegnata in uno sforzo in questo senso, e l’esperienza degli uomini e delle donne di Digital Magics può risultare decisiva nel far imboccare la strada giusta. Riunendo assieme le aspirazioni di chi fa startup e le esigenze di chi ha già una grande impresa, accontentando tutti e crescendo insieme.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter