Un’app ti trova il coinquilino ideale: cos’è FlatMateMe, l’italiana che lavora solo a San Francisco (per ora)

Una startup italiana potrebbe segnare la fine di un’epoca: quella dei coinquilini scelti male. Cosa fa FlatMateMe la startup fondata da Francesco Magagnino, che racconta la sua idea, e i suoi primi 2mila utenti americani

Una startup italiana potrebbe segnare la fine di un’epoca: quella dei coinquilini scelti male. Condividere un appartamento non è mai facile e di sicura riuscita, soprattutto quando il compagno di casa (certe volte proprio di stanza) lo si prende così, a scatola chiusa. Peggio di un appuntamento al buio, visto che la convivenza non dura una sera sola, ma può prolungarsi anche per diversi anni.

FlateMateMe risponde all’esigenza di trovare un coinquilino che, almeno, abbia qualcosa in comune con gli altri abitanti della casa ma, per adesso, è attiva solo sul mercato di San Francisco. La città californiana è stata scelti per diversi motivi, ma soprattutto perché è uno dei mercati immobiliari più difficili del mondo.

Dall’esigenza personale alla Silicon Valley

Cominciamo dall’inizio. La startup, fondata a Milano da un gruppo di consulenti e guidata da Francesco Magagnino, è nata a gennaio con una piattaforma dedicata alla locazione immobiliare a lungo termine (per intenderci, non per soli pochi giorni come fa Airbnb) sul mercato di San Francisco.

CEO - Francesco Magagnino

«Tutto inizia da un’esperienza personale, quando mi sono trasferito a Milano ho vissuto in prima persona la difficoltà di trovare coinquilini con cui si potesse avere qualcosa in comune», ha raccontato Francesco Magagnino a Startupitalia, sottolineando che condividere lo stesso tetto significa anche condividere un pezzo significativo della propria vita, cosa che spesso si finisce per fare con persone che solo ed esclusivamente il caso ci ha messo davanti.

Da una multinazionale alle startup dopo un viaggio a San Francisco

Francesco ha metabolizzata a lungo la sua idea, ha provato a partecipare ad un paio di iniziative rivolte alle startup, «occasioni molto utili per capire bene l’ambito di lavoro e le necessità» fino a quando alcuni mesi fa, una mattina, ha deciso di iniziare seriamente questo lavoro, realizzando un piccolo prototipo con cui è partito per la Silicon Valley (qui ci ha raccontato la sua esperienza) dove è rimasto una decina di giorni. «È stato pazzesco, la ricerca della felicità era il motore con cui correvo, avevo quattro appuntamenti al giorno ed ho super finanziato Uber, visto che dormivo sui suoi taxi tra San Francisco, Palo Alto e San Jose», continua Francesco, ammettendo poi di essere tornato ancora più convinto di prima e deciso a metterci più energie.

Prima di partire, FlateMateMe aveva già raccolto l’interesse di alcuni business angel italiani (tra i quali c’è praticamente tutto il management di Wishadays, il cui prodotto di punta è Emozione3: Andrea Dusi, Cristina Pozzi, Alessandro Racasi e Simone Zanolo), e messo da parte un budget di 70 mila euro, recuperati per metà da questi investitori e per l’altra metà autofinanziandosi. Il secondo investimento ufficiale del team, dopo quello in Startup.Home di cui abbiamo scritto mercoledì 13 aprile.

Si parte da San Francisco perché è la città più difficile

Il progetto di FlateMateMe raggiunge la sostenibilità economica dove ci sono situazioni di mercato molto stressate, in cui è difficile trovare un appartamento e i prezzi sono molto alti, si tratta quindi di grandi metropoli europee e statunitensi. «Londra, Parigi, Berlino, New York e San Francisco le abbiamo studiate tutte e abbiamo scelto l’ultima per diverse ragioni – spiega Francesco –  prima di tutto ha mercato fortemente concorrenziale, i prezzi degli affitti sono molto alti (siamo infatti sicuri che introdurre una componente umana all’interno della scelta di andare a vivere con altre persone possa aiutare a mitigare i prezzi degli affitti. Pensiamo che conoscendo la persona con cui dovrà abitare, chi offre l’appartamento sia disposto a spingere meno sul prezzo), non ultimo, si tratta mercato estremamente rilevante per le startup con la possibilità di fare scale up più rapidi».

Si ispira ai siti di dating, ma trova coinquilini

La particolarità di questo sistema, a differenza di tutti i siti esistenti nel settore, punta alle persone prima ancora che all’immobile. «Studenti o giovani lavoratori, in qualsiasi città essi siano, si trovano a dover condividere il proprio appartamento affidandosi al caso – continua Francesco Magagnino – Non esiste un modo semplice e funzionale per capire con chi si sta andando a vivere, noi vogliamo aiutare le persone a scegliere il miglior coinquilino usando le proprie informazioni di Facebook e Linkedin». Se infatti siamo già abituati a “stalkerare” sui social una persona che per qualche motivo ci interessa, mancava ancora qualcuno che sistematizzato e rendesse più agevole questo meccanismo per la ricerca di un coinquilino. Mediamente un’offerta per l’affitto di un appartamento a San Francisco il primo giorno dell’annuncio riceve circa 180 application, FlatMateMe ti permette facilmente, ricalcando i siti di dating più comuni, di matchare le persone con cui hai delle amicizie e degli interessi in comune, sulla base dei like su Facebook (ad esempio, se ti piace House of Cards o se fai parte di gruppi di vegani o di amanti delle bistecche).

Un solo competitor da cui prendere le fonti

Il principale competitor di FlatMateMe è Craiglist, la piattaforma di annunci generalista più utilizzata in California. Come è stato per il lancio di AirBnB anche FlatMateMe usa Craigslist come fonte di traffico. «Cerchiamo, con molta attenzione, di contattare chi ha messo annunci su Craiglist per chiedergli di provare la nostra piattaforma, darci dei feedback e utilizzarla – spiega Francesco –  L’altra aria su cui lavoriamo molto sono i gruppi di Facebook, proprio perché con quelli molti utenti ha disintermediato i siti di annunci».

FlatMateMe: 2.000 utenti nei primi mesi di vita

In quattro mesi di vita FlatMateMe ha già ottenuto due importanti risultati: 2.000 iscritti e un primo finanziamento con un pool di business angels italiani. Il modello di business pensato dalla startup è basato sull’esempio dei siti di dating. Il servizio di base è il matching e su quello si può far pagare una fee, «vogliamo tenere la transazione in mano alle persone, ma farci pagare per la capacità del nostro matching. Tutti i servizi del sito avranno dei limiti per andare oltre i quali si dovrà pagare una fee», ha spiegato Francesco.

Il team sta lavorando al prossimo aumento di capitale prima dell’estate aggregando finanziatori italiani vogliosi di scommettere in una partita giocata nel campo da gioco più sfidante del mondo. I piani di sviluppo di FlatMateMe prevedono il consolidamento sul mercato di San Francisco migliorandone il posizionamento anche attraverso il rilascio di nuove importanti funzionalità.

«L’obiettivo è quello di riuscire, nei prossimi mesi, a raggiungere un centinaio di iscritti al giorno (oggi siamo sulla trentina), guardiamo poi con molto interesse a Londra e cerchiamo di fare servizio molto scalabile proprio per il modello di business legato ai servizi del sito stesso. Vogliamo trovare chiave per diventare scalabili e riuscire ad aprire in altre città», ha concluso Francesco.