CharityStars chiude un round da 2 milioni. El Sharaawy tra gli investitori

Hanno partecipato all’investimento il Fondo 360 Capital, FocusFuturo, Fabio Cannavale (tramite Shark Bites), e Rancilio Cube

CharityStars, piattaforma italiana di aste benefiche online, chiude un round di 2 milioni di euro a cui hanno partecipato il Fondo 360 Capital (già precedente investitore), la piattaforma di investimento FocusFuturo (a cui è legato anche il campione azzurro Stephan El Sharaawy), Fabio Cannavale, fondatore e presidente di lastminute.com group, tramite la holding Shark Bites, e Rancilio Cube.
La piattaforma online, che ha sede a Milano e uffici a Londra, ha chiuso il primo quadrimestre 2016 con una crescita della raccolta del +120% rispetto all’anno passato. Nel 2015 la piattaforma aveva transato 1,8M di euro di vendite online, trattenendo una fee media intorno al 20%.

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Obiettivo: 2 mila associazioni entro il 2018

«Siamo diventati un partner di riferimento per oltre 400 organizzazioni non-profit – ha dichiarato Francesco Nazzari Fusetti, co-founder del progetto insieme a Manuela Ravalli e Domenico Gravagno – a oggi ogni associazione organizza mediamente 10 aste all’anno sul nostro sito. Il nostro obiettivo è arrivare a 2000 associazioni attive entro il 2018 e raddoppiare lo scontrino medio delle vendite, che oggi è di circa 500 euro».

CharityStars in versione cinese

«Dopo il Regno Unito – ha spiegato sempre Fusetti – vogliamo iniziare ad aprirci al mercato USA e cinese. Su quest’ultimo abbiamo già diverse migliaia di utenti che ci seguono costantemente e che sono diventati top spenders. Abbiamo appena lanciato la versione cinese del sito e vogliamo investire in  campagne marketing mirate. Per noi si tratterebbe anche delle prime campagne di paid acquisition online, dato che ad oggi abbiamo beneficiato gratuitamente delle promozioni fatte dai VIP tramite i loro canali social».

La cena da 25 mila euro con il fondatore di Candy Crush

Tra le aste di maggior spicco dello scorso anno ci sono un pranzo organizzato con il fondatore di Candy Crush Riccardo Zacconi, venduto per 25 mila euro, un’opera d’arte di Andy Warhol venduta a 27 mila euro, un casco di Valentino Rossi venduto a 15 mila euro e una maglietta di Messi con dedica personalizzata venduta a 11 mila euro.
Tra le novità del 2016, oltre al restyling del sito e al lancio delle lotterie, c’è stato un pivot sul modello di business: se prima soltanto le associazioni potevano caricare le aste ora la piattaforma si apre anche ad utenti privati, come artisti o collezionisti privati, che possono mettere in vendita le loro opere e cimeli e decidere quanta parte donare del ricavato in beneficenza.

Da vip all’asta a investitore

Fabio Cannavale, tra i nuovi investori, nel 2015 aveva messo all’asta l’opportunità di incontrarlo provando su se stesso il funzionamento del portale. «E’ stata una grande sorpresa scoprire che qualcuno potesse pagare 3.000 euro per un pranzo insieme a me – ha raccontato Cannavale – CharityStars è uno strumento davvero innovativo e dirompente per fare raccolta fondi. Un marketplace unico nel suo genere che ha le potenzialità per diventare il punto di riferimento per il settore in cui opera».

Un Commento a “CharityStars chiude un round da 2 milioni. El Sharaawy tra gli investitori”

  1. francesco barnaba

    sono i truffatori delle onlus, ti chiedono di mandare un sms di 2 euro per aiutare i terremotati e poi con i soldi che gli arrivano si comprano le case

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