Facebook vuole aprire un acceleratore di startup a Parigi. Sarà il più grande al mondo

Il mega-campus per nuove imprese, allestito all’interno di Station F, è stato fortemente voluto da Xavier Niel: costa 250 milioni e sarà il primo spazio fisico in Europa del colosso digitale di Menlo Park

A proposito di guerra con i cugini francesi – un tema su cui diversi magazine e quotidiani stanno tornando sull’onda della querelle Mediaset-Vivendi – i transalpini mettono a segno un altro colpo significativo. Certo non si tratta di cifre paragonabili ma le prospettive che apre fanno piuttosto gola. C’è di mezzo Facebook che ha deciso di aprire il suo primo incubatore di startup ufficiale proprio a Parigi. Con buona pace di chi spiega che la Brexit non porterà conseguenze.

hf_cam_mobilier_designer_gd_nef_02_3500_r03_modif_opt

L’annuncio

Il social network ha annunciato proprio oggi di essere diventato founding partner di Station F, un campus per giovani imprese al centro di Parigi costato 250 milioni di euro. Quando aprirà – l’inaugurazione è prevista per aprile – sarà il più grande del mondo. Procurando alla Francia un salto di qualità incredibile nel settore. Oltre 30mila metri quadrati in una vecchia stazione ferroviaria con un investimento supportato da Xavier Niel, quello dell’operatore mobile Free che sta per sbarcare in Europa: Station F ospiterà un migliaio di startup, un auditorium, ristoranti aperti 24 ore su 24 e un laboratorio di stampa 3d.

30_vue_transversale_projet

Startup Garage

Nello specifico, Facebook avvierà in Station F uno spazio battezzato Startup Garage che offrirà un’ottantina di postazioni e spazi di lavoro per 10-15 startup indipendenti, specializzate nella data economy. Insomma, è il business legato ai big data il principale interesse di Menlo Park. Contrariamente a come fa di solito, partecipando o risucchiando società in erba (o meno) che le interessano, Facebook fornirà in questo caso supporto con mentor e guide. Insomma, un classico lavoro di incubazione.

Halle-Freyssinet

Le parole di Sheryl Sandberg

Si tratta di un investimento importante per la piattaforma di Mark Zuckerberg. Il secondo in termini di grandezze considerando il laboratorio europeo sull’intelligenza artificiale inaugurato due anni fa sempre a Parigi. «La Francia è casa di alcune delle compagnie più innovative del mondo – ha spiegato Sheryl Sandberg in persona, cioè la direttrice operativa del social – siamo entusiasti di supportare una nuova generazione di startup francesi con enorme potenziale di crescita e creazione di posti di lavoro». Osservazione significativa proprio mentre uno studio McKinsey avverte che il 50% dei posti attualmente occupati da lavoratori in carne e ossa sarà sostituibile da robot e automazione.

Il primo spazio fisico di Menlo Park

La notizia è dunque che si tratta del primo spazio fisico col marchio di Facebook – che pagherà 195 euro al mese per scrivania – e non di uno degli innumerevoli programmi o mentorship finanziati negli anni ai quattro angoli del globo. La strada è insomma quella imboccata già da tempo da Google, Oracle (che, combinazione, ha appena aperto un altro acceleratore in Israele dedicato al mondo delle soluzioni cloud) o di molti altri brand hi-tech come Microsoft, arrivata a mettere lo zampino perfino in Tunisia. Proprio l’eco di Microsoft si sente, nel progetto transalpino: a guidare Station F sarà infatti Roxanne Verza, già al timone delle attività delle startup di Redmond in Francia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Dal sushi alla Coca-cola, un progetto ci mostra quanto zucchero c’è negli alimenti

SinAzucar è il progetto spagnolo che fotografa gli alimenti che si trovano comunemente nelle nostre case per mostrarci quanto zucchero raffinato effettivamente contengono

Dai soldi al network, i 4 contributi delle corporate alle startup. Il caso Tecno a Napoli

Il contributo di una corporate alla startup, secondo L’advisor Giovanni De Caro, dovrebbe essere erogato secondo una precisa scala di priorità. L’open innovation di una società di Napoli e le modalità di investimento nelle startup