Salute, perché ci cureremo con i BigData (e mappare il Dna costa già 3 mila euro)

L’abbassamento dei costi dell’analisi genetica permetterà a tutti di scoprire le principali malattie a cui siamo potenzialmente esposti: BigData e genomica le chiavi della medicina del (non troppo) futuro

Appena tremila euro per la mappatura completa del proprio genoma, 700 euro per lo screening prenatale: questo è il costo, inaspettatamente contenuto, dell’analisi genetica. Se ne parla, tra le altre cose, nella mostra DNA, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, fino al 18 giugno.

Gattaca – La porta dell’universo

Adenina, guanina, citosina e timina: si parte delle 4 basi azotate (i costituenti di base del nostro DNA) per iniziare un viaggio che dalla storia di Mendel (i piselli gialli e verdi, lisci o rugosi, chi non se li ricorda?) arriva fino alle moderne scoperte della genomica e alla sue applicazioni pratiche. OGM certamente, ma anche risvolti medici del tutto inattesi: applicando le potenzialità dell’analisi dei BigData alla mole dei dati estratti dall’analisi genetica, è infatti già possibile espandere in maniera  significativa la prevenzione a moltissime malattie, soprattutto nell’ambito oncologico.

Un successo anche italiano

Dal 2003, quando è stata completata la prima mappatura del DNA, portata a termine anche grazie all’apporto del genetista e premio Nobel Renato Dulbecco, i costi di questo processo sono scesi vertiginosamente ed è possibile immaginare un un futuro sempre più prossimo in cui basterà l’analisi di una semplice goccia di sangue, per poter  avere accesso a terapie geniche personalizzate. Già nel presente invece, grazie agli screening prenatali e perinatali, è possibile avere accesso a un prezzo inferiore al migliaio di euro, a dei test che permettono di identificare precocemente diverse anomalie cromosomiche di cui potrebbe essere portatore un feto: l’eccellenza in questo campo è dei ricercatori del Bioscience Genomics, Spin Off dell’Università di Roma Tor Vergata.

Vita artificiale, clonazione & co.

La prima sequenziazione del DNA è costata circa 5 miliardi di dollari e ha richiesto più di 13 anni di lavoro, oggi bastano 24 ore e 90 giga circa per racchiudere il genoma di una persona: la nascita della bioinformatica – e la necessità del corretto stoccaggio dei dati e della privacy degli stessi – potrebbe in effetti farci immaginare un futuro fatto di cloni e creature in provetta, ma intanto ci ricorda, una volta di più, quanto unica e speciale sia ogni forma di vita sulla terra.

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