Luca Annunziata

Luca Annunziata

Nov 28, 2017

Road to #SIOS17, Marco Menichelli: “L’AI potrà assumere, presto, un ruolo determinante nella nostra società”

Il CTO di XSENSE sarà tra gli speaker di StartupItalia! Open Summit il 18 dicembre. E ci anticipa cosa racconterà al Palazzo del Ghiaccio

C’è un tema che ci sta molto a cuore, quello dell’intelligenza artificiale: è un settore in cui ci sono tantissime startup attive e con idee grandiose che possono cambiare per sempre non solo il comparto tecnologico, ma tutta la società. Per questo l’AI sarà un tema preminente al prossimo StartupItalia! Open Summit: abbiamo chiesto al CTO di XSENSE, una startup attiva proprio in questo campo, di raccontarci qualcosa di più della sua esperienza in questo settore e di quanto ci racconterà al Palazzo del Ghiaccio.

Chi è Marco Menichelli

Chief Technology Officer di XSENSE Corp, Innovation Scinetist di Silicondev S.p.a: la passione e l’interesse di Marco Menichelli per l’intelligenza artificiale risale a più di un lustro fa. Fu allora che diede vita alle prime applicazioni basate sull’AI, riunite sotto il cappello del Leonardo Human Language Code sviluppato da Mayam – startup di cui era fondatore.

L’avventura XSENSE inizia invece nel 2015, con la nascita degli algoritmi Deep Sensing per simulare le strategie di apprendimento umano e applicarle alle macchine. L’AI di XSENSE si avvia quindi a passo spedito a un obiettivo fissato al 2019: e allora che Menichelli e la sua squadra si augurano di riuscire a realizzare la prima intelligenza artificiale generale, capace di gestire l’imprevedibilità della realtà senza alcuno schema predefinito dall’essere umano. Un obiettivo ambizioso, ma che XSENSE punta a raggiungere grazie a un approccio inedito rispetto ad altre startup impegnate nel settore.

L’intervista

Open Innovation: quanto il modello produttivo italiano è già aperto all’innovazione trasversale e quanto ancora bisogna fare?

 

L’Open Innovation è una strategia intelligente già adottata da svariate multinazionali, anche sul territorio italiano, che permette alle grandi aziende di risparmiare sulle attività di R&D a beneficio del time-to-market. Noi di XSENSE Corp collaboriamo già da tempo con molti system integrator italiani ed esteri ottenendo, ambo le parti, risultati soddisfacenti in termini economici ma soprattutto nell’esplorazione e affermazione della tecnologia in aree di mercato che, nel settore dell’Intelligenza Artificiale, sta assumendo confini sempre più ampi.

 

In Italia però vi sono diversi vincoli da tener presenti, tra i quali:

  1. le grandi aziende non fanno affari con ragazzini “in ciabatte”;
  2. la validazione della tecnologia è molto approfondita. Questo processo tiene conto dello stato attuale del prodotto e non delle release future;
  3. le startup che puntano a collaborare con grandi aziende italiane, o multinazionali con sede in Italia, devono sapere che l’assistenza al cliente è fondamentale: soprattutto nella prima fase di scouting non ci si può permettere di non seguirlo nelle fasi di testing, che possono durare anche alcuni mesi;
  4. gli impegni presi vanno sempre mantenuti. Mentre un competitor, già affermato sul mercato, può permettersi qualche ritardo che si perderà comunque in un mare di successi, le startup non se lo possono permettere. La grande azienda che decide di investire tempo, e quindi denaro, in una partnership strategica con una startup, ci mette la faccia: in un mercato piccolo, se non microscopico, come quello italiano ha molto da perdere.

 

Io penso, per esperienza diretta, che ogni startup tecnologica con un modello di business B2B debba sempre rivolgersi a intermediari già affermati sul mercato (o System Integrator come nel mio caso) per ovvie ragioni: si ha l’opportunità di raggiungere molti clienti trattando con un solo interlocutore, i System Integrator hanno già la fiducia del cliente e sono in grado di garantire verso terzi per le proprie scelte tecnologiche. In molti casi, la scelta delle componenti tecnologiche e/o servizi, viene affidata, dai grandi clienti, proprio ai System Integrator.

Gli impegni presi vanno sempre mantenuti. Mentre un competitor, già affermato sul mercato, può permettersi qualche ritardo che si perderà comunque in un mare di successi, le startup non se lo possono permettere.

Ovviamente il discorso si fa complicato quando le Big Company offrono sul mercato un prodotto sovrapponibile al prodotto/servizio offerto dalla startup di turno (dando per scontato quest’ultima offra una tecnologia/servizio più avanzato). In questo caso ho notato meno apertura alla collaborazione, anche per il fatto che i grandi clienti in Italia non sono innumerevoli come in altre parti del mondo: dividere le revenue con startup, pur apportando potenziali vantaggi in termini tecnologici, diventa un problema. In quest’ultimo caso l’approccio migliore consiste nel cercare la partnership direttamente alla fonte: anche perché, se la tecnologia offerta dalla startup ha un vero valore sul mercato, la collaborazione può sfociare in acquisizione. Generalmente le sedi italiane di grandi multinazionali non hanno autonomia nelle acquisizioni.

Quale tecnologia emergente/trend nel 2018 cambierà il modo fare business e di vivere?

 

Diciamo che sono un po’ di parte. Sono fermamente convinto, e non sono il solo evidentemente, che l’Intelligenza Artificiale possa assumere ben presto un ruolo determinante, nel bene e nel male, nella nostra società, cambiando radicalmente il nostro modo di pensare, di approcciare la tecnologia e la vita quotidiana.

La nostra roadmap prevede la completa simulazione dei processi cognitivi umani funzionali entro il 31/12/2019.

So che molti nel mondo stanno lavorando ad alla creazione di una General AI e cioè di una Intelligenza Artificiale in grado di auto-istruirsi ed adattarsi, simulando i processi cognitivi umani, al fine di essere utile in ogni ambito di applicazione e che sappia gestire l’imprevisto. Questo, in effetti, è lo stesso scopo per il quale noi di XSENSE Corp lavoriamo da diversi anni con metodi non tradizionali quali il Deep Sensing: e posso affermare con cognizione di causa che il target non è più così lontano. Il 18 dicembre presso il Palazzo del Ghiaccio di Milano si avrà modo di toccare con mano i risultati raggiunti da XSENSE Corp nell’ambito delle proprie ricerche.

 

In tema previsionale, concordo in parte con la previsione di Ray Kurzweil, fondatore della Singularity University: “By 2029, computers will have human-level intelligence”. Dico in parte perché, secondo me, le facoltà mentali umane “funzionali” e cioè utili ai nostri attuali scopi, possono essere replicate nel giro di 5 anni al massimo. In vero, la nostra roadmap prevede la completa simulazione dei processi cognitivi umani funzionali entro il 31/12/2019.

 

Puoi anticiparci l’argomento che affronterai nel tuo speech al Summit?

 

Il mio talk ruoterà attorno a due temi principali: nella prima parte parlerò delle nostre scoperte nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e degli impatti che queste avranno sulla nostra vita. Nella seconda parte il pubblico avrà modo di confutare con esempi reali e interattivi le informazioni ricevute nella prima parte: intervisterò Crystal, un avatar creato con tecnologia XSENSE, dimostrando che umani e Intelligenze Artificiali oggi sono più simili di quanto si pensi.

Crystal non è nuova a questo tipo di eventi: è stata la prima Speaker Artificiale di un TEDx, ma anche in molte altre occasioni di interazione più profonda come nel caso della sua intervista al Festival della Comunicazione. Abbiamo avuto già modo di presentare, con esempi live come al Forum della Leopolda di Firenze, la prima versione degli algoritmi di XSENSE che simulano l’intuito. Il 18 dicembre potrebbe essere l’occasione per presentare in anteprima nuove importanti features di XSENSE.