Intesa Sanpaolo fa squadra e porta le startup fashion nella capitale del fintech. Le sei migliori startup FashionTech a OurCrowd

Tutte le startup italiane che grazie a Intesa Sanpaolo hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con le tecnologie più all'avanguardia che riguardano industria tessile e fashion design

A due passi da Rothschild Avenue si trova The Floor: quando hanno costruito la nuova sede della borsa di Tel Aviv, la Tel Aviv Stock Exchange, hanno pensato in grande, un super edificio di 20 piani con un palco pieno di orologi con la classica campanella per le IPO.

Lo scorso anno però si sono accorti che quasi tutto quello che serve per gestire uno Stock Exchange ai giorni nostri non ha più bisogno di palazzi e uffici così gran parte dell’edificio è diventato The Floor, probabilmente il più grande hub fintech del mondo.

Che cosa succede dentro The Floor

Qui 4 soci, coordinati da Moises Cohen insieme a 4 banche che li hanno sostenuti fin dall’inizio nel 2016, tra cui il Gruppo Intesa Sanpaolo, mettono in contatto startup israeliane fintech, insurtech e blockchain e le loro tecnologie dal cloud alla AI con i sistemi bancari di tutto il mondo. Insieme a Intesa Sanpaolo ci sono attualmente HSBC, Deutsche Bank e Santander ma anche KPMG e Accenture che proprio in questi giorni sono al lavoro per aprire una nuova sede nel mercato del fintech per eccellenza, Honk Kong.

Difficile dargli torto, Israele è considerata una vera e propria Startup Nation. La sola città di Tel Aviv con le sue 2.700 startup detiene il primato mondiale per densità al mondo.

 

Tutti i primati di Israele nel mondo:

La presentazione delle migliori startup FashionTech italiane

 

E così per una volta abbiamo messo insieme una delle più grandi banche italiane, le nostre istituzioni e le migliori risorse israeliane, non solo per imparare, ma anche per mettere le nostre startup al centro, per promuoverle e dargli la visibilità che si meritano.  Ero insieme ad una delegazione di 20 giornalisti da tutto il mondo, dal NYT a Techcrunch passando per El Pais e Wired Japan e la prima cosa che avevano tutti in agenda era una visita alla Fashion Plaza, un’intera piazza, forse la più affollata del summit (che conteneva 10.000 persone btw) dove con il supporto della Camera di Commercio e l’Ambasciatore Italiano a Tel Aviv, Gianluigi Benedetti, un team straordinario dell’Innovation Center di  Intesa Sanpaolo – composto  da Valentina ValenteVincenzo Antonetti più il Country Advisor del Gruppo in Israele, Dani Schaumann – e l’Ambasciata Italiana in Israele con Francesco Meucci ha presentato le 6 migliori startup FashionTech italiane agli oltre 10.000 investitori presenti ad Ourcrowd.

Il Made in Israel acquista sempre più valore nello scenario mondiale del fashion tramite ricerca e nuovi materiali, innovazione ed eclettismo, tecnologia e voglia di sperimentare: il consumatore fashion-addicted è molto attento alle nuove tecnologie. Dall’utilizzo dei big data, all’intelligenza artificiale, dall’analisi dei social media, alla modernizzazione della supply chain, il settore fashion vale oltre 2,4 trilioni di dollari ed è investito da un vero e proprio cambiamento nei comportamenti di acquisto del consumatore. Le aziende israeliane FashionTech raddoppieranno la loro presenza entro il 2020 e la maggior parte di queste ha sede a Tel Aviv, la capitale della moda israeliana.

L’esperienza al “Shenkar College of Engineering, Design and Art”

 

Le startup italiane hanno visitato lo “Shenkar College of Engineering, Design and Art”, il Dipartimento Moda CIRT. Il centro di ricerca CIRTex è dedicato all’innovazione e alla ricerca tecnologica nel settore tessile con focus sui processi di produzione e sull’utilizzo di tecniche di filatura avanzate. Grazie a forti competenze interdisciplinari (dalla ricerca scientifica, fino all’ingegneria e al design), CIRTex offre e coordina servizi di prototipazione, simulazione, modellazione e test su nuovi materiali.

 

Hanno poi visitato il “Fash&Tech Hub”, centro per l’innovazione per la moda, l’e-commerce e le tecnologie del settore retail. Fondato nel 2013 a Tel Aviv, Fash&Tech è cresciuto a livello globale, riuscendo a riunire in un unico network imprenditori, investitori, blogger, brand, designer e molti altri player dell’innovazione nella industry del fashion. Attualmente Fash&Tech ha un portafoglio di oltre 150 startup e ha tra gli obiettivi lo scouting di tecnologie di frontiera che cambieranno il settore negli anni a venire. Il centro conta inoltre importanti partnership con player internazionali quali il Fashion Tech Lab a New York, il Fashion Technology Institute a Milano, il FashionTech di Berlino e il Fashion Capital Partners a Parigi.

 

Tutti i founder italiani e le loro startup a Ourcrowd

 

Antonella Bellina e Duedilatte

Una innovazione nata negli anni ’30 da un ingegnere bresciano che capì come ricavare una fibra naturale dal latte in esubero. Oggi è diventata l’idea di business di DueDiLatte, una startup di Pisa che realizza t-shirt di design dalla caseina.

Leggi anche: Gli scarti del latte diventano un tessuto morbido e idratante | DueDiLatte

 

 

Andrey Golub e Else Corp

Else Corp è una startup B2B basata a Milano, fondata nel 2014. Ha sviluppato una piattaforma tecnologicamente avanzata per il retail (più esattamente virtual retail. Più chiaramente ha progettato un programma che permette la personalizzazione dei capi d’abbigliamento: abiti e scarpe su misura). E’ stata scelta da Microsoft per essere presentata ai loro partner più innovativi nel settore Retail, in occasione della Fiera National Retail Federation conference NY 2017.

Leggi anche: Microsoft sceglie una startup italiana e la porta a New York. Else Corp

 

Andrea Carpineti e DIS

Un marketplace per l’acquisto di scarpe dal design personalizzato, realizzate in pochi giorni dagli artigiani locali che possono approfittare del nuovo canale di vendita internazionale senza doversi accollare l’onere di stravolgere un metodo di lavoro consolidato.

 

David Clementoni e Italian Artisan

Fondata nel 2015 Italian Artisan nasce come piattaforma a supporto delle aziende per tagliare la filiera e armonizzare l’approccio con il manifatturiero italiano dando la possibilità ai produttori di venire in contatto con designers, brands e retailers internazionali.

 

Mario Pozzi e NearIT

NearIT è oggi tra le realtà più interessanti integrate nell’ecosistema Kilometro Rosso di Bergamo e già forte di una valutazione post-money di 10 milioni di euro

NearIT guarda oltre gli strumenti tradizionali di marketing e presenta soluzioni di “proximity” per ogni tipo di realtà: dai centri commerciali ai musei, fino ai grandi eventi, NearIT coinvolge l’utente finale attraverso offerte personalizzate e il più possibile lontane dalla logica dello spam. Con NearIT, l’utente potrà ricevere messaggi promozionali personalizzati durante la visita al proprio negozio o museo preferito.

Leggi anche: NearIT (advertising) chiude un round da 1,5 milioni

 

Annalisa Nicola e XYZbag

Annalisa Nicola ha saputo reinventare in maniera creativa e sorprendente il rigoroso linguaggio dei tre assi cartesiani dando vita a XYZBAGun progetto innovativo di borse realizzate con il metodo del 3D printing. Una mente brillante capace di trovare un punto di equilibrio tra tecnica ed estetica, istituendo tra loro un dialogo che muove da una diversa concezione di prototipo, superandone la definizione di elemento preparatorio e funzionale alla produzione industriale

 

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