Lavoro, famiglia, rete, impresa: evviva le mamme “startupper” italiane!

La terza puntata della una nuova rubrica dedicata all’economia digitale con gli Artigeni. Si moltiplicano le donne e mamme che fanno impresa utilizzando le nuove tecnologie. E intanto per Ipsos sono 6 milioni le aspiranti imprenditrici della rete

Imprenditrici, startupper, mamme che fanno la differenza. Per festeggiarle in occasione della loro festa ho deciso di raccontarvi alcune delle centinaia di storie che ho incontrato in questi anni e molte delle quali messe nere su bianco nel mio libro SEI UN GENIO! Edito da Hoepli.

 

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In Italia sono oltre 1,3 milioni in Italia le imprese e startup accese da donne. E aumentano anche il desiderio imprenditoriale in rete: è quanto emerge dalla fotografia scattata da Ipsos per eBay nel marzo dello scorso anno. Sono 6 milioni le donne potenziali imprenditrici in rete, nel 40% abitano nel sud-Italia, over 36 anni per il 42% dei casi.

Le forme di parmigiano danneggiate di Elisa

Tra le storie d’eccellenza c’è Elisa Casumaro, trentenne impegnata nel caseificio di famiglia a Solara di Bomporto, nella provincia modenese. Elisa si è saputa rialzare dopo il terremoto del 2012, con determinazione e un’idea vincente. Ha consorziato venti aziende agricole per vendere in rete 42mila forme di parmigiano danneggiate dal sisma. Ma anche Ilaria Zanetta, imprenditrice under 30, ha fatto la differenza  nella sua cartolibreria di famiglia. A Omegna la crisi ha decimato le aziende del territorio. E allora Ilaria ha deciso di contaminare il negozio col digitale traghettandolo online. Oggi i prodotti della storica attività Zanetta possono essere acquistati online. C’è poi Olivia Monteforte, trentaquattrenne di Pesaro: ha scelto di adottare i social media, sperimentando su Instagram. Nella regione leader al mondo nel settore calzaturiero questa artigiana realizza a mano scarpe su misura e presenta le sue creazioni sul social network fotografico.

L’e-commerce delle mamme artigiane… aperto dal 1999!

Questa è una delle storie che ha fatto davvero il giro del mondo e della rete. Livia Carchella e Bruna Pietropaoli, entrambe romane e vicine di casa, una volta diventate mamme hanno deciso di fare un passo importante e di trasformarsi in imprenditrici puntando sull’artigianato. Nel 1999 hanno aperto il loro sito Leartigiane.it, decidendo di coinvolgere altre professioniste. «Siamo state delle pioniere del web, a tal punto che ci siamo aggregate prima online e poi dal vivo», precisa Livia, due figlie, una laurea in psicologia e un lavoro in un’agenzia di pubblicità interrotto proprio per mettere in rete le artigiane.

Per Livia e Bruna il passaggio delle Artigiane è stato proprio dal virtuale al reale: nell’ottobre 2010 hanno deciso di aprire un punto vendita fisico per i clienti. E hanno scelto il cuore di Roma, a due passi da Largo Argentina. Quattrocento metri quadrati che trasudano passione, competenza, voglia di fare. Oggi lo spazio è molto più che un negozio: Livia e Bruna promuovono corsi di decorazione, presentazioni di libri, mostre di pittura. E valorizzano le piccole realtà dell’artigianato anche grazie ai social media e ad una newsletter di 11mila utenti. Evviva allora Livia e Bruna e le tante wwworkers in rosa come loro!

La “social-boutique” itinerante di Valeria

Sempre in movimento. Oggi anche con il lavoro, come in fondo ha fatto da sempre con la sua vita. Questa è la storia di Valeria Buccini, 45enne nata a Buenos Aires da genitori abruzzesi e trasferitasi prima in Germania e poi in Italia. Quando ha perso il lavoro Valeria non si è arresa. Anzi. Ha pensato di ripartire da un’idea geniale e si è disegnata un impiego su misura. E – dettaglio non trascurabile – proprio in movimento. «Ho sempre vissuto viaggiando. Così in un momento di difficoltà ho deciso di mettere in moto anche il mio lavoro. In passato ero store manager in un negozio di abbigliamento e quando sono rimasta disoccupata sono andata a trovare i clienti sotto casa», racconta oggi col sorriso Valeria, che ha aperto una boutique itinerante per la costa abruzzese: Lanciano, Ortona, Francavilla al Mare, Chieti, Pescara, Montesilvano.

«L’ho chiamata “L’armadio di Pupi”, proprio come mia figlia di sette anni. E ho personalizzato il furgoncino, trasformandolo in un negozio su quattro ruote e attrezzandolo per la vendita al dettaglio di capi di abbigliamento. C’è persino un camerino per provare i vestiti», dice con orgoglio. Valeria di è trasformata in una wwworkers itinerante e social. Già, perché nel furgoncino Valeria ha pc e connessione. Sui social media – Facebook in testa – informa la community delle tappe della boutique. «Sono sempre in viaggio da marzo a dicembre. Senza Internet non avrei potuto ripensare il mio lavoro, perché online comunico le postazioni di fermata della boutique addirittura geolocalizzandole: essendo itineranti, infatti, cambiano tutti i giorni e nello stesso giorno capita di spostarmi anche una volta ogni due ore».

Valeria pubblica foto, in modo da essere rintracciata con più facilità. «Facebook e Instagram sono fondamentali per farmi individuare dai miei clienti e aggiornarli anche sulle offerte. In pratica inseguo il lavoro e pure i clienti. Scherzi a parte, arrivare sotto casa come servizio è impagabile». A primavera 2018 ci sarà il grande passo: l’apertura di uno show-room a Fossacesia, settemila abitanti sulla costa della provincia chietina. Un open space con spazio multifunzionale, che diventerà anche un luogo di incontro, di confronto, uno spazio culturale. «Perché quello che ho capito con Internet è che non vendi un prodotto o un servizio. In fondo col tuo lavoro crei un’occasione di contatto, una conversazione tra virtuale e reale».

L’economia circolare di mamma Valentina con le sue cassette di design

Altro che rompere le scatole. C’è una mamma artigiana che per passione quelle scatole le reinventa, vendendole a clienti italiani ed esteri. E arrivando a riprogettare anche tutta la sua vita, dal lavoro alla famiglia.

Questa è l’idea wow di Valentina Bellomo, 39enne e mamma di un bimbo di cinque anni, oggi residente a Montefalco, quasi seimila anime nella provincia di Perugia, uno dei borghi più belli d’Italia.

«Internet? Mi ha cambiato la vita. Ed è stata una scoperta. E pensare che tutto è iniziato per gioco. Tre anni fa io e mio marito Claudio abbiamo allestito il matrimonio con queste cassette, e poi abbiamo pensato di metterle in vendita online». Così Valentina si è affidata all’e-commerce eBay, aprendo il negozio online Classe1978lab e scoprendo un notevole interesse. «Per noi è stata una sorpresa, perché da ogni parte d’Italia hanno iniziato ad ordinarci questi oggetti».

Si tratta di vecchie cassette in legno di frutta e verdura oggi fuori produzione e che vengono completamente rielaborate. Ossia ristrutturate, verniciate, dipinte a mano. Così prendono nuova vita. Le cassette servono per qualsiasi utilizzo: appese al muro, allestite come mensole oppure anche come composizione per arredare le pareti delle case di montagna. «Abbiamo anche iniziato a metterci le rotelle e ogni prodotto lo facciamo personalizzato», precisa Valentina, che col marito spedisce a privati e imprese: enoteche, ristoranti, baite impazziscono per le sue cassette.

Questa mamma artigiana in due anni ha venduto oltre tremila pezzi. «E ognuno ha un’anima. Quel legno viene levigato e carteggiato ed esce fuori il suo fascino nascosto».

Le creazioni sono fatte con carta vetrata, martello, chiodi, pinze, pennello. E poi c’è la rete a fare la differenza: su Facebook Valentina racconta le cose che fa, i segreti del suo nuovo lavoro. E poi ci sono i clienti che mandano le foto e su eBay riceve centinaia di feedback. Anche perché la consegna avviene in pochi giorni.

Il suo laboratorio è sotto casa: uno spazio di venticinque metri quadrati con una finestra aperta al mondo intero. «In fondo ho capito che la rete è questo e non pensavo mi potesse dare tanto».

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